sabato 20 ottobre 2018

Un morso


HANNI OSSOTT

IL MORSO PROFONDO

C’è un morso profondo
                        tagliente
al centro del mio sesso
da cui mi levo come me stessa
     e sono,
     e posseggo e dono.
     Regalo il mio corpo e il mio desiderio.

C’è un morso in me
     che sottomette l’altro
             lo piega, lo mette in ginocchio

da questo morso si apre un ampio mare di vuoto
     vertigini
     cadute
     abissi
Mi attraversa un pendio
mi segna un precipizio
                         nell’amore…
         e in tutte le mie segrete commessure
con cura, con sospetto, tu ti unisci a me
                                     e non mi conosci.

(da Il circo rotto, 1996)


“Tu ti unisci a me e non mi conosci”: può bastare questa frase a descrivere tutte le incomprensioni tra uomini e donne su cui sono stati fatti molti discorsi e scritti molti libri. La poetessa venezuelana Hanni Ossott rileva questa dicotomia maschio/femmina, dal suo punto di vista insuperabile per effettiva incomprensione dei labirinti dell’altro. Ma – dice in un’altra poesia – “Gli uomini poeti devono essere femminili / e le donne poeta devono essere maschili”: questo è forse il possibile superamento.

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Schiele

DISEGNO DI EGON SCHIELE

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia arriva a uno come arriva l’amore o la febbre. Non si sa perché.
HANNI OSSOTT, Come leggere la poesia




OssottHanni Ossott (Caracas, Venezuela, 14 febbraio 1946 - 31 dicembre 2002), poetessa, traduttrice, saggista e critica d’arte venezuelana. Insegnò all’Università Centrale di Caracas. La sua poesia ama toni notturni nei quali si sviluppano i temi del dolore e della casa.



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