lunedì 22 ottobre 2018

Guardano il mare


ROBERT FROST

NÉ LONTANO NÉ IN PROFONDITÀ

Le persone sulla spiaggia
Si voltano e guardano tutte in una direzione.
Voltano il dorso alla terra
Guardano tutto il giorno verso il mare.

Per il tempo che vi mette a passare
Tiene alto il suo scafo una nave;
Il suolo lucido come uno specchio
Riflette un gabbiano immobile.

La terra può essere più varia;
Ma ovunque sia la verità -
L’acqua viene alla spiaggia
E le persone guardano il mare.

Non possono guardare lontano.
Non possono guardare in profondità.
Ma quando mai questo fu un ostacolo
Ai loro sguardi?

(Neither out far nor in deep, da A further range, 1936 – Trad. di Roberto Sanesi)

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Una poesia di Robert Frost molto chiara nell’esposizione ma molto criptica nel significato. Non si riesce a penetrarne l’arcano dell’ultima strofa: è un bene o un male? È pessimista o ottimista poter vedere soltanto la superficie senza riuscire ad andare nelle profondità? È forse il gusto degli uomini per l’ossessivo abbandono al sogno a scapito della realtà? E quel non essere un ostacolo che altro è se non la continua ricerca insita nella natura umana, il superamento della sua finitudine?

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Hopper

EDWARD HOPPER, “SEA WATCHERS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Una completa poesia è quando un'emozione ha trovato il suo pensiero e il pensiero ha trovato le parole
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ROBERT FROST, Lettera a Louis Untermeyer, 1° gennaio 1916




Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963), poeta statunitense, vincitore di quattro Premi Pulitzer. Le sue poesie, attraverso la raffigurazione con una notevole padronanza del linguaggio colloquiale della vita rurale del New England all’inizio del ‘900, indagano temi sociali e filosofici. La strada non presa è la sua poesia più celebre.


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