lunedì 5 marzo 2018

Nei grandi riflettori dei sogni


PAUL ÉLUARD

SECONDA NATURA, VII

L’insipienza a cantare la notte
Ove il riso perde i suoi colori
Ove i folli che lo divorano
S’inebriano di una stilla di sangue
Radioso fra ghiacciai.

Gli ampi varchi della carne
Fra le ossa e le fatiche
In fronte la morte a fuoco lento
E i bicchieri vuoti d’alcool
Fremono come l’uccello-pilota.

Il silenzio ha nel petto
Tutte le torce spente del cuore.

A memoria fra gli astri
Le pianure trascinano uragani
E si moltiplicano i baci

Nei grandi riflettori dei sogni.

(da L’amore la poesia, 1929 - Traduzione di Silvano Del Missier)

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Il giovane Paul Éluard intorno alla metà degli Anni ’20 del XX secolo vive un dramma intimo, prova un angoscioso senso di solitudine che, associato al disgusto per ciò che lo circonda, lo porterà ad abbandonare tutto per compiere un giro del mondo. È il periodo in cui la sua poesia nasce dall’onirismo, dall’evocazione del subconscio come un fantasma, come uno di quegli uomini-vampiri che appaiono nella  prima strofa. Ed è vero Surrealismo, nella sua espressione più esasperata.

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Perez

FABIAN PEREZ, “MR CLARK II”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il nostro amore ha bisogno / d’amore più che l’erba di pioggia.
PAUL ÉLUARD, Lingères légères




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista.


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