domenica 24 dicembre 2017

Gigli di pace e d’amore


ADA NEGRI

RITORNO PER UN DOLCE NATALE

Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch'egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall'eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino.
Riaccosta l'uscio in silenzio, appende in silenzio il gancio al mantello
(fiori e bruciacchi di shrapnel nella divisa ridotta un brandello:
ma ben calca sugli occhi l'elmetto, che la fronte non  sia veduta,
e siede, al suo posto, nel cerchio della famiglia pallida e muta.
-Mamma, perché non ti vedo la veste di raso dal gaio colore?
- È in fondo all'armadio, è in fondo all'armadio:
domani la metto, mio dolce amore.
- Babbo, perché così curvo, perché tante rughe intorno ai tuoi occhi?
- Son vecchio, ormai: vecchio e stanco; ma tutto passa, se tu mi tocchi:
- Sorellina dal piede leggero, perché un nastro nero fra i riccioli biondi?
- T'inganni, ha il colore del cielo, ha il colore dei mari profondi.
Intanto, dalle campane della Messa di Mezzanotte
gigli e gigli di pace e d'amore fioriranno nella santa notte.
Ed ecco al "Gloria" drizzarsi nell'alta e sottile persona il soldato,
togliendo dal capo l'elmetto, piamente, con gesto pacato.
Scoperta arderà in mezzo alla fronte l'ampia stimmate sanguinosa:
corona di re consacrato, fiamma eterna, divina rosa.
Ma sotto il diadema del sangue egli il capo reclinerà
come chi nulla ha dato, come chi nulla avrà.

(da I canti dell’isola, Mondadori, 1924)

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C’è qualcosa di speciale in queste giornate natalizie: l’atmosfera, quella che viene definita la “magia del Natale”, quell’aura spirituale che fa credere che tutto sia possibile, che possano verificarsi eventi soprannaturali - dai fantasmi del Canto di Natale di Charles Dickens all’affannosa ricerca dello spirito natalizio in un celebre racconto di Dino Buzzati. Dal poeticamente fertile soggiorno sull’isola di Capri arriva questa poesia di Ada Negri, che ricorda un altro celebre racconto di Buzzati, Il mantello. Siamo nelle celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale e questi versi, questa tematica sono dunque molto pertinenti per quanto la guerra e il messaggio natalizio si trovino su due poli opposti: eppure, c’è anche il Natale di chi non può celebrare la festa, come le famiglie di quei ragazzi mandati a morire sull’Ortigara, sul Piave, sul Carso, sull’Isonzo, ma anche sulla Marna, nelle pianure di Ypres, nell’inferno di neve della Russia, a Okinawa, nelle risaie del Vietnam, nelle sabbie dell’Iraq. “Chi nulla ha dato, chi nulla avrà”.

Buon Natale, lettori del Canto delle Sirene: vi auguro gigli di pace e di amore...

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post-xmas

CARTOLINA DELL’ESERCITO AMERICANO, 1917

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LA FRASE DEL GIORNO
A tutti i bambini del XX secolo, a coloro che sono malati, a coloro che ancora si muovono a carponi e indossano dei pannolini o a tutti quelli che camminano con un bastone e si pettinano la barba. Questa è la meravigliosa magia di Natale. I più poveri hanno una forza speciale. L'umiltà è la virtù dei forti. Che sia un felice Natale per ognuno di loro.
ROD SERLING, Ai confini della realtà, Stagione 1, episodio 11




Ada_Negri

Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.


2 commenti:

la belle auberge ha detto...

Buon Natale, Daniele. Il tuo blog e' apportatore di serenità e profonda riflessione.

DR ha detto...

Grazie, ormai posso solo ricambiare con un "Buon anno"!

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