PATRIZIA CAVALLI
SE ESCO VESTITA OBBEDIENTE ALLA STAGIONE
Se esco vestita ubbidiente alla stagione
‒ il giorno prima c’era un freddo orrendo –
e chiuso pacco pesante mi trasporto
alle mie tante insipide faccende
e camminando all’ombra arrivo al sole
e poi mi trovo a slacciarmi la sciarpa
e dopo un po’ quel mio denso cappotto
tenuto aperto dalle mani in tasca
diventa lieve coda che svolazza
‒non per il vento, perché il sole è fermo –
dietro i miei passi ormai più lenti e laschi
languidamente incerti sul da farsi,
quasi che fosse tuo il merito del caldo,
tutta scaldata da questo fermo sole
che posso fare? corro a cercarti,
ho questa scusa, ti devo festeggiare.
(Ma io verrei di corsa anche se piove.)
(da Sempre aperto teatro, Einaudi, 1999)
.
Con ironia e leggerezza, con il consueto tono colloquiale, la poetessa Patrizia Cavalli ride un po’ di se stessa, uscita un po’ troppo vestita per la stagione, ingannata da un precedente giorno freddo, impegnata nel suo canzoniere d’amore dove ogni cosa è rivolta in relazione a un tu.
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ANDRE KOHN, “L’OMBRELLO GIALLO”
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LA FRASE DEL GIORNO
O amori - veri o falsi / siate amori, muovetevi felici / nel vuoto che vi offro.
PATRIZIA CAVALLI, Sempre aperto teatro
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