venerdì 12 novembre 2021

Fra gli uomini


SANDRO PENNA

MI PERDO NEL QUARTIERE POPOLARE

Mi perdo nel quartiere popolare
tanto animato se la sera è prossima.
Sono fra gli uomini da me così
lontani: agli occhi miei meravigliosi
uomini; vivi e chiari, non valori
segnati. E tutti uguali e ignoti e nuovi.

In un angolo buio prendo il posto
che mi ha lasciato un operaio accorso
(appena in tempo) all'autobus fuggente.
Io non gli ho visto il viso ma i suoi modi
svelti ho nel cuore adesso. E mi rimane
(di lui anonimo, a me dalla vita
preso) in quell'angolo buio un suo onesto
odore d’animale, come il mio.

(da Croce e delizia, Longanesi, 1958)

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C’è una solitudine di fondo nelle poesie di Sandro Penna, che il poeta umbro prova a superare cercando il contatto con gli altri, o meglio mescolandosi agli altri come osservatore. Ma sono altri che infine sfumano in lontananza, portati via da un treno, da un autobus, dalla folla: “Guardo il cielo e le nuvole e le luci / degli uomini laggiù così lontani / sempre da me. Ed io non so chi voglio / amare ormai se non il mio dolore”. Come nota Cesare Garboli: “Il regno di Penna è la gioia di sentirsi anonimo e solo. La poesia di Penna è fatta di solitudine: ma è la solitudine ardente, ricchissima, vasta come è vasta la promessa della felicità, di chi non ha bisogno d’altro per vivere che dello spettacolo della vita”.

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WILLIAM CLUTZ, "BIG STREET", 1962

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LA FRASE DEL GIORNO
Sempre affacciato a una finestra io sono, / io della vita tanto innamorato. / Unir parole ad uomini fu il dono / breve e discreto che il cielo mi ha dato.
SANDRO PENNA, Stranezze




Sandro Penna (Perugia, 12 giugno 1906 – Roma, 21 gennaio 1977), poeta italiano. Con toni epigrammatici, le sue poesie esprimono spesso un’intenso desiderio sensoriale di vita talora malinconico e cantano l’amore omosessuale (“Poeta esclusivo d’amore”, si definì egli stesso).


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