mercoledì 11 luglio 2018

Dal feriale zip-zip


GIORGIO BASSANI

TENNIS CLUB

So bene so che è assai poco importante
per gli altri per chiunque altro al mondo che il club
chiuso in vista dell'annuale disinfestazione mi appaia
oggi attraverso il cancello sprangato cosi distante
nel suo torrido silenzio assolato cosi stranamente
immortale

Penso a noi due accanto per sempre penso ad un prato
echeggiato come questo dal feriale zip-zip soltanto
di invisibili irrigatori a pioggia automatici
e penso a un grande occhio celeste il quale da fuori
di tra le sbarre attonito per sempre
lo guardi

(da Epitaffio, Mondadori, 1974)

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Giorgio Bassani amava il tennis: era un buon tennista e buona parte del suo romanzo più celebre, Il giardino dei Finzi-Contini, è ambientato attorno al campo da tennis di Alberto e Micòl. Non è quindi fuori luogo per lui immaginare di essere sepolto in un campo da tennis, come quello del club che frequenta, chiuso per una disinfestazione.

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Tennis

HURVIN ANDERSON, “COUNTRY CLUB: RETE METALLICA”

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LA FRASE DEL GIORNO
È come se tutto un match di tennis si tramutasse in una successione ininterrotta di match point. E io riuscissi a affrontarli con la disinvoltura di un banale quindici, ma con l’attenzione trasfigurata di un match- point. È la religione della poesia.
GIORGIO BASSANI, citato in Repubblica, 4 marzo 2016




Giorgio Bassani (Bologna, 4 marzo 1916 – Roma, 13 aprile 2000), scrittore e poeta italiano. Conosciuto soprattutto per i suoi romanzi ferraresi, Il giardino dei Finzi Contini e Gli occhiali d’oro su tutti, si considerava poeta e riteneva che esistesse un rapporto ben preciso tra la poesia e la sua prosa. La sua poesia nasce da moduli classici per evolversi ad assecondare il crepuscolare mal de vivre.


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