mercoledì 16 maggio 2018

Se sogni


JUAN SÁNCHEZ PELÁEZ

POSSESSO

Gli iceberg ingoiano i gabbiani delle mie carezze.
Il mondo duole ingiusto e solenne nelle mie radici.
Accetto le tue mani, la tua felicità, il mio delirio.
Se torni, se sogni, la tua immagine nella notte
       saprà riconoscermi.
Ti avvio verso il fondo campanulare delle mie vene.
Il mio sangue di magia fluisce verso te, sotto
       la profezia del alba.

(da Elena e gli elementi, 1951)

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Juan Sánchez Peláez, poeta venezuelano, fu – secondo Álvaro Mutis – “il segreto meglio conservato dell’America Latina”. Un peccato, perché i suoi versi, come rileva Ludovico Silva, introducono nella poesia sudamericana “la coscienza della clandestinità dell'uomo nel mondo e la sua angosciosa certezza di essere stato gettato nel tempo come uno straniero, senza il suo consenso”. Traspare anche da questa poesia d’amore tratta da Elena e gli elementi, la raccolta che influenzò con il suo surrealismo la generazione poetica degli Anni ‘60: “Elena è alga di terra / Onda del mare. / Esiste perché possiede la nostalgia / Di questi elementi, / Ma / Lei lo sa, / Sogna, / E confida, / / In piedi sulla roccia e sui coralli degli abissi”.

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Chagall

DISEGNO DI MARC CHAGALL

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LA FRASE DEL GIORNO
Le lettere d’amore che scrissi nella mia infanzia erano memorie / di un futuro paradiso perduto.
JUAN SÁNCHEZ PELÁEZ, Elena e gli elementi




PelaezJuan Sánchez Peláez (Altagracia de Orituco, 25 settembre 1922 – Caracas, 20 novembre 2003), poeta venezuelano, sdoganò il surrealismo nel suo paese. Insegnante, fu attaché culturale all’ambasciata venezuelana di Bogotá e visse a Parigi, Madrid e New York. Tradusse in spagnolo il poeta statunitense Mark Strand.


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