venerdì 11 maggio 2018

Dal vento al mare


ALFONSO GATTO

LA LUCE

La grande luce che dal vento al mare
biancheggia sulle navi e ride ai marmi
dei palazzi fuggenti, il brulichio
degli albatri sull’acqua rotta al fresco
rigoglio delle spume, la Giudecca
profilata al chiarore del suo grande
cielo che passa nell’azzurro, illeso:
l’improvvisa speranza che la vita
accesa dai suoi palpiti trascorra
nella gioia degli alberi, del sole,
del pane caldo, delle donne calde:
tutto t’è dentro e un brivido la schiena,
un tuffo il capo nei capelli sciolti,
incarnata la bocca su quel pieno
bacio fuggente, o vita mia, o vita
di tutti, rossa, azzurra, vento, mare.

(da La storia delle vittime, 1966)

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Venezia, il suo fascino eterno e romantico, colpisce ancora una volta Alfonso Gatto, che molte poesie dedicò alla città lagunare: la luce che sembra venire dal mare a indorare la città, a illuminarne i palazzi ricamati e i mille colori che si riflettono nell’acqua, si trasforma in una sensazione di pienezza, in un profondo sentimento amoroso.

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Venezia

FOTOGRAFIA DA TWITTER

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LA FRASE DEL GIORNO
La vita prende a vivere dal nulla / che le conviene, la memoria è altrove.
ALFONSO GATTO, La storia delle vittime




Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976), poeta e scrittore italiano. Ermetico, ma di confine, giornalista e pittore, insegnante di Letteratura all'Accademia di Belle Arti, collaboratore di “Campo di Marte”, la sua poesia è caratterizzata da un senso di morte che si intreccia al vivere.


2 commenti:

Anna Bernasconi Art ha detto...

Una bellissima descrizione poetica che rende perfettamente e meravigliosamente.

DR ha detto...

La grandezza di Gatto sta nel cogliere queste sensazioni, le luci, i piccoli movimenti...

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