giovedì 3 maggio 2018

Pesi


NIKA TURBINA

SONO PESI QUESTE MIE POESIE

Sono pesi queste mie poesie,
pietre spinte lungo una salita.
Le porterò stremata
allo strapiombo.
Poi cadrò, viso nell’erba,
non avrò lacrime abbastanza.
Smembrerò la strofa
scoppierà in singhiozzi il verso
e si pianterà nel palmo
con dolore anche l’ortica.
L’amarezza di quel giorno
tutta trasmuterà in parola.

1981

(da Bozza, 1981 – in Sono pesi queste mie poesie, Via del Vento, 2008 – Trad. di Federico Federici)


Nika Turbina è la poetessa rimasta bambina: scriveva versi a quattro anni e già all’età di dieci anni vendette 30.000 copie della sua prima opera, molto apprezzata in quella che allora era l’Unione Sovietica. L’anno successivo vinse il Leone d’oro al Festival Internazionale di poesia di Venezia, Ma il prezzo di quel caso letterario, di quel genio precoce, si presentò a Nika sotto forma di una depressione che la portò alla fuga da casa, al taglio delle vene, a una caduta dalla finestra nel 1993 che la costrinse a lunghe e delicate operazioni prima del definitivo salto dal quinto piano di un palazzo. E allora ecco perché sono “pesi” queste sue poesie, sono l’espressione di quella fatica di Sisifo che fu la sua breve vita.

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Montenegro

MELANNIE MONTENEGRO, “SISIFO 1”



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LA FRASE DEL GIORNO
Quando leggo una poesia è come se riprendessi da capo tutti i sentimenti che vi sono finiti dentro; ogni parola ritorna nella stessa acutezza del momento in cui è stata scritta
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NIKA TURBINA




Nika TurbinaNika Georgievna Turbina (Yalta, 17 dicembre 1974 – Mosca, 11 maggio 2002), poetessa russa. Iniziò a scrivere poesie a sei anni, divenendo un caso letterario a 11 con la pubblicazione del suo primo libro, Bozza. Dopo alcuni tentativi di suicidio, morì cadendo dal quinto piano di un palazzo moscovita.


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