martedì 8 dicembre 2020

Le foglie gridano


WALLACE STEVENS

IL CORSO DI UN PARTICOLARE

Oggi le foglie gridano, sospese ai rami battuti dal vento,
eppure il nulla dell’inverno un poco si assottiglia.
È ancora pieno di ombre gelate e forme di neve.

Le foglie gridano… A distanza, si sente solo il grido.
È un grido indaffarato, che riguarda qualche altro.
E sebbene si dica che si è parte del tutto,

c’è un conflitto, una resistenza implicata;
l’essere parte è un impulso che declina:
si sente la vita di ciò che dà vita com’è.

Le foglie gridano. Non è grido di pietà divina,
né l’alito estremo di eroi senza fiato, né grido umano.
È il grido di foglie immanenti a se stesse,

vuote di fantasia, che non significano più di quello che sono
all’orecchio di chi finalmente le accolga, è la cosa
stessa, finché in ultimo il grido non riguarda nessuno.

(da Le aurore dell’autunno, 1950 - Traduzione di Nadia Fusini)

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”La teoria della poesia è la teoria della vita, così com’è” scrisse il poeta statunitense Wallace Stevens. È quello che esprime quel “si sente la vita di ciò che dà vita com’è”. La sua, soprattutto negli ultimi anni, è una poesia meditativa, in sintonia con la natura. Lo è anche la consonanza con le foglie che dolorosamente resistono all’inverno.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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LA FRASE DEL GIORNO
Una poesia non necessita di un significato come la maggior parte delle cose nella natura.
WALLACE STEVENS




Wallace Stevens (Reading, Pennsylvania, 2 ottobre 1879 – Hartford, Connecticut, 2 agosto 1955) è stato un poeta statunitense. Laureato ad Harvard, avvocato dal 1904, lavorò per una compagnia di assicurazioni. Espressione tra le più alte del Modernismo, nei suoi versi risaltano  l'immaginazione e lo spessore metaforico del linguaggio.


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