venerdì 9 agosto 2019

Bussarono alla porta


ROBERT FROST

LA PORTA NON SBARRATA

Dopo molti anni
Bussarono alla porta
E pensai che la porta
Non aveva lucchetto.

Spensi la candela
In punta di piedi
Andai alla porta
A mani alzate.

Ma bussarono di nuovo
La finestra era grande
Misi le gambe fuori
E uscii nella notte.

Dalla finestra
Dissi «Chi è?»
A chiunque avesse
Bussato alla porta.

Bastò un tocco
Per uscire dalla gabbia
Nascondermi nel mondo
E cambiare nel tempo.

(da New Hampshire, 1923 - Traduzione di Luigi Civalleri)

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Questa poesia di Robert Frost si rifà a un evento realmente accaduto in un cottage della Ossippee Mountain nel 1895, dove il peta statunitense, che aveva paura del buio, dormiva solo: quando bussarono alla porta, scappò dalla finestra; solo il mattino dopo risolse il mistero, quando trovò un vicino di casa ubriaco nel prato davanti al cottage! L’episodio colpì molto il poeta, tanto da ricorrere più volte nelle sue poesie: “Quando alla sera chiudevamo casa, / Chiudevamo fuori anche i fiori, / Gli toglievamo la luce alla finestra. / La volta che sognai che frugavano alla porta / E un grattar di bottoni di maniche che la sfioravano / I fiori stavano fuori là con i ladri”.

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RENÉ MAGRITTE, "L'ATTO DI FEDE"
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LA FRASE DEL GIORNO
Una poesia inizia come un nodo alla gola, un senso di sbagliato, una nostalgia di casa, un mal d'amore.
ROBERT FROST




Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963), poeta statunitense, vincitore di quattro Premi Pulitzer. Le sue poesie, attraverso la raffigurazione con una notevole padronanza del linguaggio colloquiale della vita rurale del New England all’inizio del ‘900, indagano temi sociali e filosofici. La strada non presa è la sua poesia più celebre.

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