Statistiche web

martedì 28 luglio 2026

Per lontano che sia


JOHANN WOLFGANG GOETHE

ALLA LUNA SORGENTE

Vuoi così presto lasciarmi?
Un momento fa eri tanto vicina!
masse di nuvole ti adombrano
e ora sei sparita.

Ma senti come sono desolato,
spunta il tuo orlo, come una stella!
Mi attesti che sono amato,
per lontano che sia la mia bella.

Sali, dunque! Astro sempre più chiaro,
orbita pura, luce fastosa!
Anche se il cuore afflitto batte sempre
più rapido,
la notte trabocca di gioia.

(da Cento peosie, Einaudi, 1999 - Traduzione di Roberto Fertonani)

.

Si tratta di uno degli ultimi componimenti lirici di Johann Wolfgang Goethe, composto a 78 anni, dedicato al legame ideale con Marianne von Willemer. La poesia si basa su un patto segreto stretto tredici anni prima tra i due amanti: si erano promessi che, a ogni plenilunio, si sarebbero pensati a distanza guardando la luna. Quando il disco lunare si libera dalle nuvole, diventa per il vecchio poeta la prova tangibile che il filo dell'amore non si è mai spezzato. A differenza della più celebre "Alla luna" del 1769, poesia dominata dalla malinconia e dall'addio - "Sorella della luce primordiale, / immagine di tenerezza dolente..." -  questa lirica si chiude con un senso di esaltazione cosmica e serenità.

.

FOTOGRAFIA © FATMA KILIÇ/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

Quest'amore e fedeltà e passione non è poetica invenzione.
JOHANN WOLFGANG GOETHE, I dolori del giovane Werther

.



Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832), scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo tedesco. Esponente di spicco dello “Sturm und Drang”, approdò a un più composto classicismo. Tra le sue opere  Le affinità elettive, il Faust, il Viaggio in Italia e una ricchissima produzione poetica.


lunedì 27 luglio 2026

Mary de Rachewiltz


Se ne è andata poco dopo aver compiuto 101 anni la poetessa e traduttrice italiana Mary de Rachewiltz, figlia di Ezra Pound, del quale tradusse i Cantos. Cresciuta a Gais, in Val Pusteria, aveva organizzativo l’archivio paterno nella sua casa di Castel Fontana, a Tirolo, borgo appena sopra Merano. La sua poetica si distingue per un'assoluta schiettezza, nitore espressivo e semplicità lineare nonostante il girovagare geografico e linguistico. I suoi temi rievocano la durezza della vita contadina tirolese ma anche la bellezza di quella natura, in una dimensione intima e spirituale che vira in vecchiaia verso una memoria affettiva.


FOTOGRAFIA © BGS

.


IL SOLO AMICO

Animo mio, fatti vedere.
Tu lo sai quanto mi vergogno
a percorrere sola le strade del mondo.

Ovunque vado, vedo che sono in due
uniti per amore o per caparbia
sfidano o sopportano il mondo.

Animo, fa’ che io possa uscire
dalla mia stanza a testa alta
al tuo braccio ridendo forte

la lingua a guinzaglio per le strade
o sorvolando ad alta quota il mondo.

(da Processo in verso. Tutte le poesie italiane, Bertoni, 2024)

.


VIGILIA DI GUERRA

Vigilia di guerra. Italsad.
Il televisore è sul davanzale,
macerie e Sadad si muovono
controluce, sullo sfondo in pendio
che anzitempo inizia a inverdire
un piccolo gregge, sette pecore
nere e bianche e gli agnelli sono
concreta filosofia della pace.
Un pettirosso più vicino
sui rami del bosso picchia
contro i vetri, si spezza e sanguina.

(da Polittico, Scheiwiller, 1996)

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

Ispirazione o tecnica? Non credo esista alternativa.
MARY DE RACHEWILTZ, Insula Europea, 29 agosto 2020




Mary de Rachewiltz nata Maria Rudge (Bressanone, 9 luglio 1925 – Tirolo, 24 luglio 2026), poetessa, saggista e traduttrice italiana. La sua opera poetica è caratterizzata da una scrittura secca, franca e geometrica che rifiuta l'ornamento superfluo; è una poesia di cose viste, sofferte e toccate con mano.


domenica 26 luglio 2026

L’anima


YEHUDA AMICHAI

L'ANIMA CHE HAI MESSO IN ME, SIGNORE

L’anima che hai messo in me, Signore
è fumo
dell’eterno incendio di memorie d’amore.
Nasciamo e ci mettiamo ad ardere, finché il fumo
dilegua come fumo.

(da Poesie, Crocetti, 1993 - Traduzione di Ariel Rathaus)

.

Il fumo e il fuoco - e l'anima è, secondo Yehuda Amichai, un'essenza effimera e vitale, paragonata al fumo che si sprigiona da un incendio eterno e immenso. Amichai unisce la caducità dell'essere umano alla memoria, considerata l'unica vera fiamma che resiste al tempo, prima che il fumo si disperda per sempre.

.

VLADIMIR KUSH, "DANZA INFUOCATA"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

E come si chiarisce un bruno ramo / nel punto in cui si spezza, così io / nel mio amore / sono chiaro.
YEHUDA AMICHAI, Poesie

.



YeYehuda_Amichaihuda Amichai, all'anagrafe Ludwig Pfeuffer (Würzburg, 3 maggio 1924 – Gerusalemme, 22 settembre 2000), è considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno, ed è stato uno dei primi a scrivere poesia in ebraico colloquiale.


sabato 25 luglio 2026

Il funambolo


GHIANNIS RITSOS

IL FUNAMBOLO

No, non vuole lasciarsi andare; la corda trema; chiude gli occhi.
Il vuoto, in basso, nero per la calma. La corda non ha fine.
Gli occhi si aprono, si dilatano, fluttuano, guardano in alto,
si appigliano a una nube, a una foglia; cambiano, si arrotondano,
diventano due grandi anelli; si afferra ai suoi occhi – eccolo,
lascia la corda, fa una capriola per aria, si china,
gli cade il cappello, gli cade il fiore dall’occhiello; - eccolo ancora
tastare la corda con la punta delle dita; sale la scala,
sta in equilibrio, sorride; un ultimo inchino. Nessuno intorno
ad applaudirlo. Solo una voce: Reggiti, reggiti,
reggiti ai tuoi occhi. Chi lo chiama? Da dove lo chiamano?

19 maggio 1969

(da Pietre Ripetizioni Sbarre, 1972 – Traduzione di Nicola Crocetti)

.

Il funambolo, in questi versi scritti dal poeta greco Ghiannis Ritsos nel 1969, e quindi durante la dittatura dei Colonnelli, è l'artista che si bilancia con il pericolo e si affanna sul vuoto, trasformando la paura in arte. Ma è anche il simbolo dell’eterna lotta dell’uomo, sempre in bilico tra il rischio della caduta e la ricerca del proprio equilibrio profondo.

.

FOTOGRAFIA © MIKE M/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

Il Funambolo splendeva tutto, camminando sulla sua fune, sotto la luna, con una superba destrezza che dissimulava il rischio e la fatica, e perfino il travaglio dell'arte.
GHIANNIS RITSOS, Il funambolo e la luna

.



Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


venerdì 24 luglio 2026

La favolosa aurora


KONSTANTINOS KAVAFIS

TURBAMENTO

L’anima mia nel mezzo della notte
è paralizzata e confusa. Fuori,
fuori di lei si compie la sua vita.

E attende la favolosa aurora.
E anch’io dentro di lei, con lei,
attendo, m’annoio, mi consumo.

(da Poesie segrete, Crocetti, 1985 – Traduzione di Nicola Crocetti)

.

“Turbamento”, poesia di Konstantinos Kavafis del 1896, rappresenta uno dei primi segni dell’angoscia esistenziale e del senso di declino provati dal poeta greco. Quella alienazione, quella profonda angoscia notturna lo portano a sentirsi separato dalla propria essenza e dalla realtà. Kavafis osserva passivamente la dissoluzione, come intrappolato, serbando la speranza forse utopica di redenzione da quelle tenebre.

.

FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

Forse la luce sarà una nuova tirannia. / Chissà quali nuove cose mostrerà.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Poesie

.



Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.


giovedì 23 luglio 2026

Il chiurlo


MERJA VIROLAINEN

QUANDO IL CHIURLO GORGHEGGIA

Quando il chiurlo gorgheggia,
non so dove sia.
Profumo di sapone sulla pelle,
di prato:
ora le parole acquistano quasi significato.
Chi leggerà questo, un giorno?
Sai dove sono,
come ti capisco?

(da Poesia, 196 - Luglio/Agosto 2005 - Traduzione di  Viola Parente-Capková)

.

Merja Virolainen, poetessa finlandese, ci trasporta in quelle terre nordiche e ci fa ascoltare la voce del chiurlo piccolo, uccello diffuso un po' ovunque nel mondo, con la sola eccezione dei deserti. Quel gorgheggio crea una sinestesia poetica e, associato ai profumi, lascia intravedere quasi il significato della poesia, il senso dello scrivere. Ma sono domande cui ancora Merja non sa rispondere.

.

FOTOGRAFIA © PETR GANAJ/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

Si può essere esperti di tante cose, di cinema, di meccanica, di elettronica, di statistica, di raccolta differenziata, di agricoltura, di calcio, di pallacanestro, di sport estremi, di pattinaggio in linea, di tutto, tranne forse che di letteratura, perché i grandi scrittori, i grandi libri, sono, forse, come diceva quel grande poeta russo mai esistito, Koz’ma Prutkov, inabbracciabili.
PAOLO NORI, I russi sono matti

.



Merja Virolainen  (Lapua, 7 maggio 1962), poetessa e traduttrice finlandese. Costumista, ha lavorato per il circo e il teatro dei burattini prima di laurearsi in filosofia. Tra i suoi temi prediletti l’amore carnale, i ricordi d’infanzia, l’esistenza senza amore e la problematica dell’identità.


mercoledì 22 luglio 2026

Centenario di José Paulo Paes


La poetica di José Paulo Paes, poeta brasiliano dello stato di San Paolo che, nasceva il 22 luglio di cento anni fa, consiste in un equilibrio perfetto tra estrema concisione verbale, lucidità ironica e giocosità: erede delle correnti più polemiche e combattive del primo Modernismo, si dimostrò sensibile, e attento alle sperimentazioni dell'avanguardia, subordinando alcune conquiste di quest'ultima all'inclinazione combattiva della sua poesia. Satira, umorismo, ironia, un certo retrogusto amaro, concisione epigrammatica, semplificazione delle forme, intento intertestuale e metalinguistico sono gli ingredienti fondamentali del suo linguaggio più maturo e personale.

.


.

INVITO

La poesia è... giocare con le parole
come giocare con una palla,
un aquilone, una trottola.
Ma palle, aquiloni e trottole
si consumano a forza di giocarci.
Le parole no:
più ci giochi,
più diventano nuove.
Come l'acqua di un fiume,
che è sempre acqua fresca.
Come ogni giorno, che è sempre un nuovo giorno.
Vogliamo giocare con la poesia?

(Poesie con cui giocare, 1990)

.


IL MISTERO DELL'AMORE

È il colibrì
che bacia il fiore,
o è il fiore
che bacia il colibrì?

(da Ride bene chi ride per primo, 1998)

.


Un'altra poesia di José Paulo Paes sul Canto delle Sirene:

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

La poesia è principalmente creazione nel regno delle parole, architettura verbale.
JOSÉ PAULO PAES, Jornal da Tarde, 19 luglio 1986

.



José Paulo Paes (Taquaritinga, 22 luglio 1926 — San Paolo, 9 ottobre 1998), poeta, traduttore, critico letterario e saggista brasiliano. Modernista della Generazione del’45, e precisamente dei “Novissimos”, si dedicò anche alla “poesia concreta”, avanguardista e visuale, che struttura il testo poetico a partire dal suo supporto.



martedì 21 luglio 2026

Cantare come te


LUCIO MARIANI

DOMINA

Cantare come te
con le mani soltanto,
come te, che dici al vento
ogni bella parola immaginata.

(da Il sandalo di Empedocle, Crocetti, 2005)

.

Le nostre mani sono espressive - e quelle di questa "Domina", la signora dei latini, nella poesia di Lucio Mariani sembrano poter dire tutto, rivestite d'amore, pura e silenziosa manifestazione del pensiero, capace di comunicare con la natura.

.

FOTOGRAFIA © MAKSIM GONCHARENOK/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO 

La poesia è il sentimento che il cuore ha in eccesso e che si manifesta attraverso la mano.
CARMEN CONDE

.



Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.


lunedì 20 luglio 2026

Il profumo dei cibi


SUNAY AKIN

LA FINESTRA

Vuole che si diffonda nel quartiere
il profumo dei cibi che cucina
e lascia aperta la finestra
sotto sera
la sposina.

(da Macchie, 1988 - Traduzione di Laura Rotta e Giampiero Bellingeri)

.

Il poeta turco Sunay Akın con il suo tipico stile caratterizzato da delicatezza, ironia e una profonda attenzione al quotidiano descrive in effetti gli sforzi di una giovane sposa per dimostrare le sue capacità di casalinga e ottenere l'accettazione di tutto il vicinato attraverso la sua deliziosa cucina: un orgoglioso modo di interagire e comunicare con il quartiere, ricercando l'integrazione e l'approvazione sociale.

.

FOTOGRAFIA © MYLENA IKE/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

La ricchezza della vita non risiede nelle azioni, ma nei legami affettivi.
SUNAY AKIN, Un paio di scarpe

.



Sunay Akın (Trebisonda, 12 settembre 1962), poeta, scrittore, conduttore televisivo, giornalista e filantropo turco. È il fondatore del Museo del giocattolo di Istanbul. il suo stile è influenzato principalmente da Orhan Veli Kanık e Cemal Süreya. Le sue poesie sono generalmente liriche brevi e di tono delicato.


domenica 19 luglio 2026

Se non due


ROBERT CREELEY

IL MIO AMORE

Cade come un bastone
giace come aria.
Stupore e meraviglia
provare che era vero.

Non è niente, se non due,
eguali - quando la mente ci pensa,
si addoppia
come una cosa sola.

Dov'è, esiste
dovunque, separato,
eppure pochi - come rugiada
per la notte.

(da Per amore, 1962 - Traduzione di Perla Cacciaguerra)

.

Il poeta statunitense Robert Creeley, con il suo classico minimalismo, esplora la natura ambivalente del sentimento amoroso, necessario lacciuolo dovuto alla sua dualità: unione di due entità differenti che la mente percepisce contemporaneamente come singole e raddoppiate.

.

FOTOGRAFIA © MERYEM SEVIM/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Anche la strada cambia / senza di te, anche il giorno.
ROBERT CREELEY, Sulla Terra

.



Robert Creeley (Arlington, Massachusetts, 21 maggio 1926 – Odessa, Texas, 2 aprile 2005), poeta statunitense, tra i maggiori esponenti della lirica postmoderna. Viaggiò in Europa e Asia vivendo per quarant’anni in Giappone, dove apprese la filosofia buddhista e lo zen. È spesso accostato ai poeti della Black Mountain, pur essendone lontano stilisticamente.


sabato 18 luglio 2026

Centenario di Elizabeth Jennings


"Scrivere poesie con un minimo di serietà significa, prima o poi, imbattersi in alcune delle esperienze più profonde e vitali dell'umanità. L'arte della poesia è un'arte che, per sua stessa natura, spoglia il superfluo per rivelare solo ciò che è importante, solo ciò che è sufficiente. Ciò che la poesia scopre – e questa è la sua funzione principale – è l'ordine nel caos, il significato nella confusione e l'affermazione nel cuore della disperazione": la concezione poetica di Elizabeth Jennings, che nacque il 18 luglio del 1926 a Boston, cittadina della contea inglese del Lincolnshire, è in questo suo scritto del 1961. In effetti, la sua voce lirica riesce a combinare il controllo della forma con una chiara espressività e con una profonda spiritualità legata al cattolicesimo romano.

.


.

MEGLIO DI UNA PROTESTA

Strappa via dai miei amori ogni frammento:
troverai quel che vedi –
uno spaventapasseri –
non fui io a crearlo, fosti tu
nella tua mente tanto tempo fa.
Soffia sui miei tesori tutte le tue tempeste.
Quando raccogli ciottoli, trattali con prudenza –
le mie gemme ti abbagliano, lo vedi, e sono molte.

Ricorda che le bacche e i fiori che portasti
a morire qui in casa hanno uno strano
potere, di rinascere. Io li raccolsi, ed eccoli
sbocciare già nelle mie mani. Rapida
li pianto sotto un albero. Le gocce
risanano le piante a te serbate
e ridonano a me nuovi germogli.

(da Di conseguenza mi rallegro, 1977 – Traduzione di Silvio Raffo)

.



POETA MODERNO

Non è il momento adatto a modi dolci
né a sentenze solenni, o astrusi orpelli,
immagini forbite o giochi ameni,
compiaciute malìe sentimentali.

Scriviamo in un’età di fame insonne –
travi di ferro, cuori tesi a piombo –
parola, non più canto è l’arte del poeta
e l’armonia deve mutarsi in rabbia.

(da Poesie, 1953 - Traduzione di Silvio Raffo)


Altre poesie di Elizabeth Jennings sul Canto delle Sirene:

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

I poeti lavorano gli uni sugli altri e attraverso gli altri.
ELIZABETH JENNINGS, Ogni forma che cambia

.



Elizabeth Joan Jennings (Skirbek, 18 luglio 1926 – Bampton, 26 ottobre 2001), poetessa inglese. Considerata tradizionalista piuttosto che innovatrice, è nota per la sua poesia lirica e la padronanza della forma. La sua opera mostra una semplicità di metro e rima condivisa con i poeti di The Movement: Philip Larkin, Kingsley Amis e Thom Gunn.


venerdì 17 luglio 2026

Centenario di Nikos Karùzos


Nikos Karùzos, poeta greco nato il 17 luglio di cento anni fa a Nauplia, città del Peloponneso orientale, fu esponente di spicco del Modernismo. La sua è una poesia filosofica, religiosa, mistica, che si distingue più che per gli accenti metafisici, per “una pienezza esistenziale, che lo spinge oltre i limiti dell’ego, verso la fusione con l’universo sensibile”, come nota il critico Demosthenes Kurtovic.

.

FOTOGRAFIA © THE GREEK HERALD

.


ALL'IMPROVVISO

Ciò che chiamiamo sogno non è un sogno
la cui ampia realtà non è reale.
Da qualche parte rido, ma lì esisto già assolutamente,
come la nuvola che cambia in pochi secondi,
essendo solo una trasformazione non richiesta.
Nessun leone ha scambiato la sua preda
e l'anatra non ha smesso di succhiare il fango;
il polpo emerge dalla sua camera poco profonda di pietra blu
nelle radure la tigre è irrimediabilmente dimenticata.
Anche oggi si sta facendo notte. L'ansia
ripete: pascolerò il buio.

(da Il sacco a pelo, 1981)

.



DESERTO COME LA PIOGGIA

Attraverso il mio sogno, non guarito,
nella sola rete del primo silenzio
ho mostrato agli uccelli i bivi della strada,
la verità accresce sempre lo slancio.
E il destino delle stelle
sarà cenere, sarà un grande fuoco,
ora imparo il mio sangue
senza i giacinti freschi,
ora ti vedo sul la via della bontà come un monito
con i gigli,
portando la borsa dei sospiri
e io continuo ad andare,
vado
alle
sorgenti.

(da Il cervo delle stelle, 1962)

.

Altre poesie di Nikos Karùzos sul Canto delle Sirene: -

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Che dire? Il poeta è un autopsichiatra che si cura con l'alcol puro.
NIKOS KARÙZOS, Crepuscolo neolitico a Kronstadt

.



Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


giovedì 16 luglio 2026

L’arte è disincantata


ADRIENNE RICH

A UN CONCERTO DI BACH

Giungendo di sera alla città invernale,
abbiamo detto che l'arte è disincantata dalla vita.
Qui ci avviciniamo a un amore che non è pietà.

Questa antica disciplina, dolcemente severa,
rinnova la fede nell'amore e al contempo domina i sentimenti,
chiedendoci grazia in ciò che sopportiamo.

La forma è il dono supremo che l'amore possa offrire:
l'unione vitale della necessità
con tutto ciò che desideriamo, tutto ciò che soffriamo.

Un'arte troppo compassionevole è solo metà dell'arte.
Solo una fiera e austera purezza
può risanare il cuore, altrimenti tradito e troppo umano
.

(da Un mondo che cambia, 1951)

.

La poetessa statunitense Adrienne Rich in questi versi giovanili verifica come il rigoroso ordine matematico della musica classica sia in grado di fornire un'ancora emotiva che aiuta a elaborare la sofferenza e il desiderio umano. La poesia coglie il modo in cui la disciplina strutturale del compositore gestisce le emozioni e trasforma il dolore in arte.

.

RAOUL DUFY, "IL CONCERTO ROSSO"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

La musica, il suono delle parole che si combinano, è sempre stata importante per me.
ADRIENNE RICH, Paris Review, 2 marzo 2011

.



Adrienne Rich (Baltimora, Maryland, 16 maggio 1929 – Santa Cruz, California, 27 marzo 2012), poetessa, saggista, insegnante e femminista statunitense. Le sue poesie seguono un percorso che porta alla consapevolezza dell’io e dell’essere donna, lesbica e ebrea americana. In rapporto conflittuale con il potere, rifiutò la National Medal of Arts offertale da Clinton.


mercoledì 15 luglio 2026

Mi mangio le sere


ÁNGEL GONZÁLEZ

TALVOLTA MI MANGIO LE SERE

Talvolta mi mangio le sere:
non tutte hanno polpa commestibile.

Se sono al mare,
addento prima le scogliere.
Poi le nuvole rossastre e il cielo
– sputo i gabbiani –
e per dessert, lascio i bagnanti
che giocano a palla, con i capelli spettinati.

Se sono in città,
mangio la sera a secco:
mastico lentamente i minuti
– dopo averne rimosso le spine –
e quando sono spariti,
me ne vado a rimuginare sulle ombre,
ricordando il tempo divorato
con un amaro sapore di nulla in gola.

(da Parola dopo parola, 1965)

.

Il poeta spagnolo Ángel González imbastisce un componimento ironico e surreale in cui trasforma fisicamente il paesaggio in cibo – è la seconda strofa, quella che si riferisce a una località di mare, all’aperto,  dove è possibile lo svago e l’osservazione degli altri. Ma in città, nel chiuso recinto della propria casa, è il tempo a essere divorato, masticato e rimuginato, con tutti i suoi ricordi.

.

FOTOGRAFIA © CHANDI GABREIL/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Oh, tu, intrepido forestiero / che guardi gli uomini: / contempla le stelle! / (Il Tempo, non la Storia).
ÁNGEL GONZÁLEZ, Campione di alcuni procedimenti narrativi

.



Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.


martedì 14 luglio 2026

Fiori di mezzogiorno


GENEVIEVE TAGGARD

APPENA CONOSCIUTI

Solo poche ore!
Abbiamo danzato come il vento,
i nostri visi come fiori di mezzogiorno,
su un esile stelo si sono sollevati e volti.
Tu volavi, io ti seguivo, eguagliavo il tuo passo,
e mi fermavo alle tue soste, e oscillavo e mi aprivo...

Solo poche ore!
Abbiamo danzato come il vento,
assetati come fiori appassiti,
con le palpebre pesanti e gli occhi impauriti.

(da Per gli amanti appassionati, 1922)

.

La poetessa statunitense Genevieve Taggard cattura l'emozione travolgente, la vulnerabilità e la fugacità di un incontro romantico appena nato: perfetta e immediata è l'armonia fisica ed emotiva tra i due amanti, la rapidità e la fugacità sono il combustibile che dà fuoco all'intensità.

.

FOTOGRAFIA © FERNANDA DE FREITAS/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Da quando ho corso come te, capisco / il lungo desiderio della gola, il respiro che arriva così in fretta, / il leggero balzo del cuore, i talloni che trascinano così dolorosamente, / e le rughe di calore distorte, che allungano la sabbia...
GENEVIEVE TAGGARD, Per gli amanti appassionati

.



Genevieve Taggard (Waitsburg, Washington, 28 novembre 1894 - New York, 8 novembre 1948), poetessa americana. Cresciuta alle Hawaii, si trasferì a New York nel 1920 per insegnare. Biografa di Emily Dickinson, la sua poesia ha per temi l'amore, la bellezza e la natura selvaggia, nonché il cambiamento sociale e personale.


lunedì 13 luglio 2026

La durata di un respiro


INGE MÜLLER

CE NE STAVAMO SULL'ERBA

Ce ne stavamo sull’erba
E vedevamo tremare i pini selvatici
Nel vento. Vicina nuotava
Una nuvola candida.
I giunchi cantavano al fiume
E il vento si fermò
La durata di un respiro.

(da Poesia, n. 246 Febbraio 2010 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)

.

Inge Müller, poetessa tedesca, ebbe una vita tormentata, confluita nella  Trümmerliteratur (letteratura delle macerie), seguita ai bombardamenti alleati sulla Germania hitleriana. Eppure, in quel tormento, appare qualche sporadico momento  di profonda contemplazione e sospensione emotiva. La natura circostante fa da cornice a una quiete improvvisa: un'esperienza di pausa e armonia colta nell'arco di un solo respiro.

.

FOTOGRAFIA © NIKITA GIRAFFE/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Esistono due tipi di piacere: uno consiste in uno stato di quiete, in cui corpo e mente non sono turbati da alcun tipo di dolore; l'altro deriva da una piacevole stimolazione dei sensi, che produce una corrispondente emozione nell'anima. È dal primo tipo di piacere che dipende principalmente la gioia di vivere. Si può quindi affermare che la felicità consiste nel benessere fisico e nella tranquillità mentale.
EPICURO

.



Inge Müller, nata Inge Meyer (Berlino, 13 marzo 1925 - 1° giugno 1966) poetessa tedesca. La sua poesia è un'opera intima, dove parla da sola, ricorrendo alla paratassi, con brevi poesie, che a volte sembrano filastrocche ma dal tono tragico. Evoca i suoi ricordi, i suoi traumi e il suo malessere esistenziale.


domenica 12 luglio 2026

Cose da osservare


PENTTI SAARIKOSKI

LA MIA PARTE DI PATRIA

La mia parte di patria
comune: finestre,
le posseggo da solo:
macchine, gente, una parete grigia
e una striscia di cielo,
diverse son le cose
da osservare e da ascoltare
quando è giorno nel mondo.

(da Poesia n. 195 - Giugno 2005 – Traduzione di Viola Parente Capkova e Antonio Parente)

.

La casa, la piccola parte di mondo che ci appartiene: ancora di più per il poeta finlandese Pentti Saarikoski, che soffriva di disturbi psicopatologici riconducibili all’autismo o alla sindrome di Asperger, che allora non era stata ancora diagnosticata. Saarikoski esplora il contrasto tra l'isolamento dell’individuo individuale e la condivisione dello spazio pubblico.

.

EDWARD HOPPER, UFFICIO IN UNA PICCOLA CITTÀ”

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Per tutta la vita ho pensato di guardare fuori  dalla finestra . E invece guardavo nello specchio.
JAROSLAV DUŠEK, Riflesso del buio del buio

.



Pentti Saarikoski (Impilahti, ora nella Repubblica di Carelia, 2 settembre 1937 – Joensuu, 24 agosto 1983), poeta finlandese. Il suo corpus di opere comprende poesie e traduzioni, tra cui classici come l'Odissea di Omero e l'Ulisse di James Joyce. Superò il Modernismo con la "poesia partecipativa", una sorta di azione politica della poesia.


sabato 11 luglio 2026

La lunga treccia


CORRADO GOVONI

BELLEZZE

Il campo di frumento è così bello
solo perché ci sono dentro
i fiori di papavero e di veccia;
ed il tuo volto pallido
perché è tirato un poco indietro
dal peso della lunga treccia.

(da Poesie 1903-1959, Mondadori, 1961)

.

Bellezza della natura e bellezza femminile. Corrado Govoni, poeta qui nella sua accezione crepuscolare, traccia un'analogia visiva per paragonare la meraviglia dei fiori che costellano il campo di grano e ne arricchiscono lo splendore alla lunga treccia che raccoglie i capelli della ragazza lasciando libero il viso,  che appare tenue e delicato.

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il Bello è principio di tutte le cose in quanto causa efficiente, che muove tutte le cose e le tiene insieme con l'amore verso la propria bellezza; e il Bello è il fine di tutte le cose.
PSEUDO-DIONISIO L’AEROPAGITA, I nomi divini

.



Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


venerdì 10 luglio 2026

Sono Penelope


IZABELA FILIPIAK

UNA TESSITRICE MALDESTRA

Ho 37 anni
Sono Penelope
Intreccio e districo
Accorcio e allungo
Attorciglio
Intorbido
Ritorno al punto o
Manca poco, ripeto

Tutti vedono come lavoro sodo
No, non è ancora pronto

Preferisco mangiare la tela piuttosto che accada per la  seconda volta

Preferisco essere lo zimbello di tutti e una tessitrice maldestra

Ognuno fa i suoi calcoli anche io ho fatto i miei

Pensavo che la vedovanza fosse un privilegio
E invece è una molestia infinita
 
Non desidero nessuno di loro
Dovrò scegliere uno di loro
Non anelo il ritorno di mio marito
Ma bramo le sue avventure e desidero
Che queste avventure mi penetrino dentro
Per diventare una cosa sola con me
 
Non c’è mai stato alcun marito
Dovrò scegliere uno di loro
Che fare? come salvarmi?
La mente corre come un topo sul telaio
Quando vago così il tempo scorre prima

(da Madame Intuita, 2002 – Traduzione di A. Amenta)

.

Svariati poeti si sono cimentati con il mito omerico di Penelope: in questo blog sono raccolte poesie di William Carlos Williams, Ghiannis Ritsos, Katerina Anghelaki-Rooke, Carol Ann Duffy, Tua Forsström e Xoana Torres. Anche la poetessa polacca Izabela Filipiak lo reinterpreta in chiave femminista scavando dentro le convenzioni sociali e ridefinendo i ruoli imposti e le aspettative.

.

ROMERO BRITTO, "PENELOPE DEI GIORNI NOSTRI"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Mi stavo disegnando / il sorriso di una donna al centro / del mondo, indipendente, intenta, soddisfatta, / e certamente non in attesa.
CAROL ANN DUFFY, L’altro paese

.



Izabela Morska Filipiak (Gdynia, 24 agosto 1961), scrittrice, saggista e critica letteraria polacca. Ha esordito nei primi anni '90 come una delle figure più singolari del panorama letterario. Fin dall'inizio, si è impegnata ad aprire la nuova letteratura nella Polonia democratica a voci precedentemente escluse dal discorso culturale.


giovedì 9 luglio 2026

Ancorarmi in te


EMILY DICKINSON

O FRENETICHE NOTTI!

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
queste notti frenetiche sarebbero
la nostra estasi!

Futili i venti
a un cuore in porto:
via la bussola,
via la carta.

Vogar nell’Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
stanotte in te!

1861

(da Poesie di Emily Dickinson, Cya, 1947 - Traduzione di Margherita Guidacci)

.

La poesia 249 di Emily Dickinson, in originale "Wild Nights – Wild Nights!" è una delle più dibattute della poetessa statunitense: quell'intensa espressione di desiderio e passione che utilizza una metafora marina descrive l'estasi amorosa o quella spirituale? Una cosa è certa: la tempesta e i venti diventano inutili una volta che il cuore ha raggiunto il suo porto sicuro.

.

RAFAL OLBINSKI, "IMPULSO CARISMATICO

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il desiderio, forse, è il dono che nessun altro dono può soddisfare.
EMILY DICKINSON, Lettera a Louise Norcross, 1872

.



Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 –15 maggio 1886), poetessa statunitense, è considerata tra i migliori lirici del XIX secolo. La sua vita fu priva di eventi esteriori: dopo i trent'anni scelse un volontario isolamento nella casa paterna. La sua poesia spazia dalle piccole cose della vita quotidiana – la natura, le stagioni – ai grandi temi dell’anima innestati sul tema della solitudine.