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martedì 18 agosto 2026

Due persone comuni


TITOS PATRIKIOS

TEMPO ASSEDIATO

Credevamo di conoscerci bene.
Ma quando i nostri stanchi vestiti
cominciarono a cadere
senza pretesti né scambi di ardore
e restarono i nostri corpi spontanei
apparve chiaro quanto fosse lunga la strada,
come il nostro tempo fosse assediato,
e noi, due persone comuni,
inaccessibili quasi
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(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"Novelli Don Chisciotte del mondo / muovemmo alla sua dura conquista / ma la corazza aspettava intatta il quando / finché si stancò di attendere la nostra gloria": scrive il poeta greco Titos Patrikios. Ma il nostro nemico non sono i mulini a vento della Mancia, bensì il tempo che preme, intrappola e assedia l'esistenza umana, le relazioni e i ricordi e ci costringe a costruirci corazze di maschere e pretesti.

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JACK VETTRIANO, "NOTTE IN CITTÀ”

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Del tuo passaggio quello ch’è rimasto / poco alla volta lo livella il tempo / come un ciottolo il fiume.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti

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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.


lunedì 17 agosto 2026

Non siamo una religione


NIKOLA MADŽIROV

LUCE E POLVERE

Nello spazio fra
le quattro stagioni ti troverò,
quando si portano a passeggio i bambini
e le anime sono rese
come piatti sporchi
in una mensa operaia.

Non siamo una religione
e nessuno crede nelle
nostre sacre scritture.

I nostri sguardi si nascondono
fra le pieghe delle tende
che fanno filtrare le preghiere d’altri
e la luce cadente.

Si toccheranno i nostri angeli
quando ci abbracciamo
nell’oscurità, qualcuno accenderà una candela
per proclamare un regno?

Siamo la luce di un fiammifero bruciato
che al toccarlo
diviene polvere.

(da Poesia, 290, Febbraio 2014 - Traduzione di Piero Salabè)

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L'opera di Nikola Madžirov, poeta della Macedonia del Nord, è profondamente influenzata dalla sua storia personale: nato in una famiglia di rifugiati delle guerre balcaniche, descrive spesso se stesso come "un discendente di rifugiati e un erede di case temporanee". Questa perenne condizione di transitorietà si riflette nitidamente in questi versi, che esplorano la vulnerabilità delle relazioni umane, la precarietà e l'assenza di radici fisse e in cui il sacro degrada nel quotidiano condividendone tutte le incertezze.

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FOTOGRAFIA © HUYNH MAU

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Nell'abbraccio all'angolo riconoscerai / qualcuno che se ne sta andando da qualche parte. È sempre così. / Vivo tra due verità / come una luce al neon che trema in / una sala vuota.
NIKOLA MADŽIROV, Pietra spostata

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Nikola Madžirov (Strumica, 27 maggio 1973), poeta, saggista e traduttore macedone. È coordinatore internazionale per Lyrikline, Haus für Poesie di Berlino. Ha vinto il premio Studentski Zbor per il miglior debutto in Macedonia e successivamente il premio DJS per il contributo alla poesia internazionale in Cina.


domenica 16 agosto 2026

La ventilata sera


MARIO LUZI

DI SÉ VOLEVA DIRMI

Di sé voleva dirmi
lei,
la ventilata sera,
mi spirava
in viso da tutti i gelsomini,
mi cercava, era insistente
e caldo
il suo tormentoso avvolgimento.
Mi voleva suo,
alla sua lingua
attento, ai suoi sussurri,
arreso
alla sua dolcissima profferta.
Di sé voleva dirmi,
a nome di altri però ablava,
la stringeva
il mondo,
la sua vicissitudine,
la sua necessità
volevano
ore suo esser presenti
e in grazia.

(da Dottrina dell'estremo principiante, Garzanti, 2004)

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La sera si comporta come una presenza viva, sensuale e desiderosa di comunicare un segreto intimo attraverso il profumo dei gelsomini e il vento. Sembra prendere da parte Mario Luzi per metterlo a parte di una dimensione universale e corale, per farsi portavoce del mondo intero.

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FOTOGRAFIA © ANTOINE/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il sole ormai raccoglie le sue luci / sulla soglia del cielo, a poco a poco / n'esce ed ancora il vento non ha requie.
MARIO LUZI, Onore del vero

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Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


sabato 15 agosto 2026

Spettri della calura


VITTORIO SERENI

NELL’ESTATE PADANA

Campitello Eremo Sustinente
luoghi di fascini discreti
moltiplicanti l’orizzonte dei borghi
a passeggiate fuori porta
di sguardi e parole all’orecchio
tra gente incappottata ai primi
geli alle prime nebbie
a un sole timido in un passo d’addio

oggi nomi di spettri della calura
per campagne allucinate e afone
dove un amore dorme
acqua sognante acqua
a tutta quella sete.

(da Stella variabile, Garzanti, 1981)

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La natura che alletta e dissuade. La bellezza onnipresente e imprendibile” scrive riguardo a Stella Variabile il poeta Vittorio Sereni. Quei nomi di paesi del Mantovano usati come incipit evocano ricordi di gite primaverili e di nebbie autunnali. Ma nel cuore dell’estate padana quella memoria malinconica si trasforma nella desolata e afosa realtà dell’oggi, nel vuoto e nella sete di un caldo agosto.


IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Solo vera è l'estate e questa sua / luce che vi livella.
VITTORIO SERENI, Diario d’Algeria

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Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta italiano, è il capostipite della variante lombarda del novecentismo poetico, detto “Linea lombarda”. Ufficiale di fanteria, viene fatto prigioniero dopo l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra è direttore letterario di Mondadori e cura la prima edizione dei Meridiani.


venerdì 14 agosto 2026

Del nome di poeta


BLANCA SARASUA

DOVRANNO ACCETTARCI

"Mi vergogno persino del nome
'poeta'"
- Manuel Mantero

Anch’io, Manuel, mi vergogno
del nome di poeta.

Mi dicono che non è una cosa seria,
che non è qualcosa in cui ci si può destreggiare.
Che non odora di lavoro
questo sudore così vecchio
che ruba brandelli di parole
dalla botola del linguaggio,

Dall'altro lato del vetro,
con il suo valore aggiunto al seguito,
il carillon commerciale di una banca,
distante, eternamente serio.
Strade con le loro vene sclerotiche,
senza scorciatoie proprie,
che evocano un'opposizione alla monotonia.

Vedi, Manuel,
poiché siamo distanti,
molto lontani dalle loro cose
e ai margini del loro tempo,
poiché siamo le lettere minuscole del giornale,
un breviario di voci
mormoranti
punta il dito contro di noi.

Ma scaglia la tua spada contro il mare,
continuate a gridare parole contro di loro.

E se la tua brezza si allontana,
perché non sa
come penetrarli,
cerca un vento d'acciaio,
identìficati come poeta.

Perché un giorno dovranno accettarci,
anche se l'asse terrestre
ruotasse all'indietro
e fosse in una sorta di fionda.

(da Attico per due, 1989)

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È una profonda affermazione di identità, un’orgogliosa rivendicazione dell'arte della scrittura quella della poetessa basca Blanca Sarasua. Ma va anche oltre: è un invito alla resistenza contro il rifiuto sociale o l'incomprensione di coloro che considerano la poesia qualcosa di estraneo alla vita pratica.

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CHRISTIAN SCHLOE, "IL GENTILUOMO"
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  LA FRASE DEL GIORNO 

In questo mondo materialista in cui viviamo, la poesia è per una minoranza.
BLANCA SARASUA, Noticias de Álava, 24 novembre 2025

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Blanca Sarasua Muñoz (Bilbao, 2 novembre 1939), scrittrice e poetessa spagnola. Usa un linguaggio ricco ma semplice e la sua poesia è caratterizzata dall'assenza di rime. Crede nella bellezza dei versi liberi ma ritiene che bisogni andare oltre l'estetica. Rivendica la profondità della poesia e la necessità di tornare ai classici come fonte di valori eterni.


giovedì 13 agosto 2026

Vicente Quirarte


La poetica di Vicente Quirarte, scrittore messicano scomparso l’11 agosto all’età di 72 anni, si definisce come una difesa dell'arte di “scrivere con tutto il corpo”: la creazione letteraria viene vissuta come un'esperienza fisica, eroica e vitale. Per Quirarte, la poesia non è un semplice esercizio da scrivania; è uno spazio di battaglia quotidiana in cui coesistono la storia del Messico, l'amore, la vita urbana e un dialogo costante con la tradizione letteraria.

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FOTOGRAFIA © URIEL SANTIAGO VELASCO

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UNA DONNA E UN UOMO

Una donna e un uomo possono, ad esempio,
entrare in un albergo (quel tempio nascosto
che appare quando viene chiamato)
e fare l'amore in pieno giorno.

Ma una donna e un uomo devono prima
andare al cinema, anche se non capiscono mai
cosa succede sullo schermo,
e lui vede la peluria sulla guancia di lei,
e lei preme la mano contro la coscia di lui quando ha paura.

Oppure una donna e un uomo possono
fare una passeggiata, e la sua mano sembra
un'estensione della sua vita,
e allora il ritmo
della sua camminata si fa più pronunciato,
perché è solo come
una nave che solca l'alto mare
alle soglie della primavera.

O pagare il caffè ormai freddo quando i loro occhi
e le loro mani hanno detto sì mille volte.
E poi, senza toccarsi, fare o dire nulla,
una donna e un uomo possono finalmente
entrare in un albergo e donarsi l'uno all'altra,
lasciando la finestra aperta per far entrare
la brezza tiepida dai parchi,
il mormorio di chi esce dal cinema,
il tintinnio dei campanelli contro le tazze,
la voce flebile che dice "così".

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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TRE POESIE DI CARRARA, II

(Mezzogiorno)

Prima, c'è una sete di labbra rivolte verso l'esterno,
un'apertura di palpebre gonfie
di tutta la sabbia del mare e del sole alto.
C'è un incantesimo di schiuma tremante,
un canto lontano di un bambino annegato,
di marmo in attesa di essere ferito.

Porto tra i giorni
il memoriale della tua pelle,
un diario di bordo in ore empie,
senza un marinaio capace di finirlo,
senza un'isola su cui placare la sete dei navigatori
stanchi di esaurire i loro baci
sulla pelle blu del mare e la sua menzogna.

Di fronte al Tirreno, abbiamo bevuto vino bianco
e la sabbia e il sole e quel desiderio
contenuto e sereno come il marmo
dove batte un sangue più eterno.

La violenza è iniziata con le tue parole:
"Non indosso niente sotto il vestito".
Il tocco del tuo corpo con il mio,
il mattino presto, il freddo, ti amo così tanto,
sono storie già raccontate da altri.

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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Altre poesie di Vicente Quirarte sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è come la peste: non si può sfuggirle. O – per usare un'analogia meno ripugnante – è come l'amore; Quando l'amore arriva, o desidera arrivare, arriva, prima o poi.
VICENTE QUIRARTE, Círculo de Poesia, 16 maggio 2005

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Vicente Quirarte Castañeda (Città del Messico, 19 luglio 1954 – 11 agosto 2026), poeta, saggista e scrittore messicano, autore di opere in vari generi letterari, come drammaturgia, poesia e letteratura fantastica. Presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico ha lavorato come professore, ricercatore e coordinatore di workshop. Tra i suoi temi la storia del Messico, l'amore e la vita quotidiana.


mercoledì 12 agosto 2026

La pioggia delle stelle


DORIS KAREVA

LA PIOGGIA DELLE STELLE INFITTISCE

La pioggia delle stelle infittisce

Qualcuna si impiglia sul petto
e riluce misteriosa.

La barca bordeggia sulle acque agitate.

Quand’è stata l’ultima volta che hai disegnato
sulla sabbia bagnata una parola
viva?

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Un misticismo delicato, fragile ma al contempo profondo, che collega il cosmo al mondo interiore e ai sentimenti: la poetessa estone Doris Kareva ricrea testi che sembrano quasi un oracolo. Sono parole che è facile meditare in queste sere in cui le Perseidi attraversano il cielo.

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FOTOGRAFIA © LOLA RUSSIAN/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Pare che giunga l’ora / in cui occorre / riconoscere qualcosa, / cambiare qualcosa, anzitutto in se stessi, / fare qualcosa, / affinché sulla terra diventi più chiaro.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


martedì 11 agosto 2026

Nel nostro spazio


LES MURRAY

FANTASCIENZA

Posso
viaggiare più veloce della luce,
e così puoi fare anche tu,
alla velocità del pensiero;
obiezione:
i nostri fumetti di pensiero
acquisiscono
uno strato invisibile all'arrivo;
nessuno laggiù ci vede;
scendere è impossibile
per essere reali o presenti;
telefoni e videotelefoni
sono quasi peggio;
restiamo immobili
nel nostro spazio,
scherzando e chiacchierando
con chi raggiungiamo,
ma non possiamo mai toccare
il nulla che ci tormenta;
quanto è bello, terrificante
e solitario tutto questo.

(da Più alto da sdraiato, 2010)

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La fantascienza, il viaggio interstellare e la tecnologia futuristica sono usati dal poeta australiano Les Murray, spesso polemico con la modernità e l'urbanesimo, come metafora per mettere in risalto la solitudine, i limiti del pensiero umano e l'alienazione causata dalle comunicazioni moderne. Non è quindi una visione del domani la fantascienza di Murray, ma uno specchio delle ansie e dell'isolamento del presente.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Le religioni sono grandi poesie lente, mentre la maggior parte delle poesie sono religioni brevi e veloci.
LES MURRAY, Una foresta che lavora

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Leslie Allan Murray, detto Les (Nabiac, 17 ottobre 1938 – Taree, 29 aprile 2019), poeta e scrittore australiano. Profondamente legato al dialetto australiano e alla linfa vitale e al ritmo del mondo rurale che evoca, crea una musica linguistica ricca e fertile che segue non solo le correnti della vita umana, ma anche il mondo della natura nel senso più ampio in cui tale vita è inserita.


lunedì 10 agosto 2026

Centenario di Blanca Varela


Blanca Varela, di cui ricorre oggi il centenario della nascita, è considerata una delle voci più importanti e profonde della poesia peruviana del Novecento. Il suo stile si distingue per l'essenzialità, il rifiuto dei fronzoli e l'uso magistrale del silenzio e dell'oscurità come strumenti per esplorare la coscienza. La sua poetica rifiuta il sentimentalismo superficiale per abbracciare l'ironia e la violenza della vita quotidiana in una costante esplorazione del limite corporeo, del dolore e della maternità vissuta in modo viscerale.

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FOTOGRAFIA © CAMERA PERUANA

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CURRICULUM VITAE

Diciamo che hai vinto la gara
e il premio
era un'altra gara,
che non hai bevuto il vino della vittoria
ma il tuo stesso sale,
che non hai mai sentito applausi
ma l'abbaiare dei cani,
e che la tua ombra,
la tua stessa ombra,
era il tuo unico
e sleale concorrente.

(da Canto villano, 1978)

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COSÌ SIA

Il giorno è finito,
appena consumato e già inutile.
La grande luce comincia,
tutte le porte cedono a un uomo addormentato,
il tempo è un albero che non smette mai di crescere.

Il tempo,
la grande porta socchiusa,
la stella abbagliante.

Non è con gli occhi che si assiste alla nascita
di quella goccia di luce che sarà,
che un giorno fu.

Canta, ape, senza fretta,
viaggia attraverso il labirinto illuminato,
in festa.

Respira e canta.
Dove tutto finisce, spiega le tue ali.
Tu sei il sole,
il pungiglione dell'alba,
il mare che bacia le montagne,
la chiarezza assoluta,
il sogno.

(da Canto villano, 1978)

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Altre poesie di Blanca Varela sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Al di fuori della poesia, tutto è caos.
BLANCA VARELA, Quehacer, n. 99 - Gennaio febbraio 1996

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Blanca Leonor Varela Gonzales (Lima, 10 agosto 1926 - 12 marzo 2009), poetessa peruviana, considerata una delle voci più importanti del Sudamerica. Nel 1949 si trasferì a Parigi per vivere il clima letterario dell’epoca, con Octavio Paz e i grandi poeti e scrittori francesi e spagnoli. Nel 1962 ritornò in patria. Della sua poesia Paz scrisse che “è un segno, un incantesimo contro e verso il mondo”.


domenica 9 agosto 2026

Che dolce vita


ARMANDO ROJAS GUARDIA

DOMENICA

Che
dolce vita
il cielo il mare il porto
i gabbiani
la luce sull'asfalto
qua e là un'ombra
fresca.

Paese sonoro
la donna che passa e cammina
nell'aria
il ritmo
strada di piombo e sole molto caldo
che scala la collina sopra case
bianchissime e cielo puro cielo
che brucia che arde che si perde
e poi scende:
                         mare
A fatica
abbiamo strappato l'argento appiccicoso
dall'oceano, il flaccido tremore
dell'acqua e le piume brillanti
sommerse e calde:
                                   sole
e voci fresche, frutti caldi:
tutto in un vasto blu, maturo e splendente,
come il fondo del cielo a mezzogiorno.

(da Ardendo dello stesso amore, 1979)

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Ad epigrafe di Sole giovane, la sezione che racchiude questa poesia, il poeta venezuelano Armando Rojas Guardia pone un verso di José Martí: "Con il sole che era oro puro". Ed è quel sole che sorge dall'oceano in una mattina di domenica e trasforma il giorno in una tregua sacra, uno spazio di epifania mistica e una profonda celebrazione della vita e dei sensi.

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FOTOGRAFIA © TOM FISK/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

So che Tu / vibri qui / tra le onde / come un presagio, / che risplendi / luminosamente / nell'ardore mattutino / del mare calmo.
ARMANDO ROJAS GUARDIA, Ardendo dello stesso amore

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Armando Rojas Guardia (Caracas , 8 settembre 1949 –  9 luglio 2020), poeta, critico letterario e saggista venezuelano. Nel 1981, contribuì attivamente alla formazione del Grupo Tráfico.  La sua opera è comunemente associata al pensiero mistico latinoamericano, insieme ad alcuni aspetti legati alla sensualità.


sabato 8 agosto 2026

Il nostro fuoco


DAVID HERBERT LAWRENCE

IL FUOCO

Il fuoco ci è più caro dell'amore o del cibo,
caldo, frettoloso, eppure brucia se lo tocchi.

Ciò che dovremmo fare
non è mettere insieme il nostro amore, o la nostra buona volontà, o qualcosa del genere,
perché sicuramente porteremo dentro un sacco di bugie,
ma il nostro fuoco, il nostro fuoco elementare
in modo che si precipiti in un enorme incendio come un fallo nello spazio vuoto
e fecondi lo zenit e il nadir
e sprigioni milioni di scintille di nuovi atomi
e ci bruci e bruci la casa.

(da Viole del pensiero, 1929)

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Il tema del fuoco nell'opera di David Herbert Lawrence non è solo un elemento fisico, ma una potente metafora della forza vitale, del desiderio e della trasformazione della natura. Lo scrittore inglese utilizza spesso immagini fiammeggianti per descrivere l'energia esplosiva del mondo naturale e dell'animo umano, come questo fecondatore fuoco d'amore.

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FOTOGRAFIA © MAREK PIWNICKI/PEXELS.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Se neghi la varietà dell’amore, neghi l’amore stesso. Se cerchi di specializzare l’amore in un unico insieme di sentimenti accettati, ferisci l’anima stessa dell’amore.
DAVID HERBERT LAWRENCE, Lettera alla sorella Ada Lawrence Clark

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David Herbert Richards Lawrence (Eastwood, 11 settembre 1885 – Vence, Francia, 2 marzo 1930), scrittore, poeta, drammaturgo, saggista e pittore inglese, considerato tra le figure più emblematiche del XX secolo. Insieme a diversi scrittori dell'epoca, fu tra i più grandi innovatori della letteratura anglosassone, soprattutto per le tematiche affrontate.


venerdì 7 agosto 2026

Due poltrone


RAINER MALKOWSKI

DUE POLTRONE

Due poltrone,
mi hanno servito.
E ne canto con la sobrietà
che si addice loro.
Legno dipinto di nero
e tela:
materiale per una nave,
un viaggio.
E non ho forse
viaggiato in esse?
Molti giorni, molte notti,
pensando
e sognando?
Hanno sempre dato
ciò che le cose possono dare:
un sostegno apparentemente affidabile,
un orientamento
e una debole
eco
di una vita passata.

(da Una giornata per impressionisti e altre poesie, 1994)

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Fedele alla poetica della "percezione come evento" alla base di ogni poesia, Rainer Malkowski si concentra su oggetti quotidiani apparentemente insignificanti come due poltrone per riflettere sulla vita, sul pensiero e sulla caducità. In definitiva, si giunge alla consapevolezza che gli oggetti sopravvivono al tempo e conservano, come un’eco silenziosa, le tracce della vita umana che li ha attraversati.

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FOTOGRAFIA © LUK SAUVAGE/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un'espressione di libertà: creare / la propria / necessità.
RAINER MALKOWSKI, Di virtù e vizi

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Rainer Malkowski (Berlino, 26 dicembre 1939 - Brannenburg, 1° settembre 2003), poeta tedesco. Con tono laconico, ha creato poesie in cui la natura gioca un ruolo importante e che mostrano una grande affinità con la Nuova Soggettività. Per lui si trattava soprattutto di osservare e della rassicurante consapevolezza di osservare.


giovedì 6 agosto 2026

Più amore o più disprezzo


THOMAS CAREW

RIFIUTO DELLA MEDIOCRITÀ IN AMORE

Dammi più amore o più disprezzo;
la zona torrida o ghiacciata,
portano uguale sollievo al mio dolore;
il clima temperato non me ne offre alcuno;
entrambi gli estremi, di amore o di odio,
sono più dolci di una calma serena.

Dammi una tempesta; se è Amore,
Come Danae in quella pioggia dorata
nuoto nel piacere; se si rivela
Disprezzo, quel Torrente divorerà
le Mie speranze di Avvoltoio; e lui è posseduto
dal Cielo, che è solo sollievo dall'Inferno:

Allora incorona le mie gioie, o cura il mio dolore;
Dammi più Amore, o più Disprezzo.

(da Poesie, 1640)

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No, in medio non stat virtus secondo il poeta inglese di corte Thomas Carew, attivo nel XVII secolo: aborre il giusto mezzo aristotelico in nome dell'intensità, almeno in amore. Che non sia tiepido o temperato, che non sia banale, ma estremo, che sia all'acme della passione o, al contrario, al massimo del disprezzo. Non la stasi quieta e tranquilla ma l'emozione forte, dunque.

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JAN GOSSAERT, "DANAE"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Fuggite in tempo, perché solo coloro / che scappano conquistano l'amore.
THOMAS CAREW, Poesie

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Thomas Carew (West Wickham, 1595 – 22 marzo 1840), poeta inglese, appartenente al gruppo dei "Cavalieri" della corte di Re Carlo I. Le sue poesie trasformano gli episodi disdicevoli di una vita di corte oziosa in versi spesso di rarissima delicatezza, purezza di melodia e colore.

mercoledì 5 agosto 2026

Una volta il mare


GIÒRGOS SARANDÀRIS

UNA VOLTA

Una volta il mare ci sollevò sulle sue ali
Con esso scendevamo nel sogno
Con esso pescavamo uccelli nell'aria
Di giorno nuotavamo tra voci e colori
La sera ci sdraiavamo sotto gli alberi e le nuvole
La notte ci svegliavamo per cantare
Poi il tempo fu tempestoso, la rovina del mondo
E solo allora la quiete
Ma andammo senza che nessuno ci fermasse
Per disperderci e gioire
Dalle rocce come dalle montagne la Via Lattea ci guidò
E quando il mare se ne fu andato Dio era vicino

(da Come un soffio d’aria, 1999)

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La poesia di Giòrgos Sarandàris si muove all'interno del quadro della ricerca dell'assoluto contro il decadimento della condizione umana, espressa attraverso l'abolizione della forma poetica e dell'espressione linguistica tradizionali: il mare simbolista di questi versi è quasi un'astronave che eleva l'uomo trasportandolo lontano dalla Terra per ricreare un mondo nuovo dopo l'apocalisse.

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MARC CHAGALL, "NOÈ E L'ARCOBALENO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il cielo amato / così ingenuo così gentile.
GIÒRGOS SARANDÀRIS, Come un soffio d’aria

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul, 20 aprile 1908 – Atene, 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


martedì 4 agosto 2026

Dimmi cosa scrivere


GÜLTEN AKIN

COSA

Come se avessi trovato un vuoto equilibrio
cammini silenziosamente
sulla corda aperta che hai teso
tra le parole e la vita
ehi! acrobata
dimmi cosa scrivere e perché

(da Se me lo chiedi, 2013)

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Gülten Akın, poetessa turca si interroga sul senso della scrittura e sulla vita stessa: il poeta dunque è un funambolo sempre in equilibrio sulla corda sottile che segna il confine tra la parola e la vita, tra la realtà e la comprensione di ciò che va oltre essa.

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AB VAN OVERDAM, "FUNAMBOLO SU SPIAGGIA ROCCIOSA", PART.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è la nostra vecchia complice. / Qualunque cosa abbiamo fatto, l'abbiamo fatta con lei.
GÜLTEN AKIN, Se me lo chiedi

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Gülten Akın (Yozgat, 23 gennaio 1933 – Ankara, 4 novembre 2015), poetessa turca. La sua poesia riesce a trovare un equilibrio tra intima autoriflessione e dialogo provocatorio. Nelle sue opere, che spesso attingono al folklore, affronta temi di una società tradizionale dal punto di vista femminile.



lunedì 3 agosto 2026

La terra greca


ÁNGELOS VLÁCHOS

LA TERRA GRECA

Conosci la terra dove
sbocciano i fiori d'arancio,
l'uva diventa rossa
e le olive maturano?
Oh! Nessuno la ignora,
è la terra greca.

Conosci quella terra, ovunque
macchiata di sangue,
dove valli e montagne
sono tombe di tiranni?
Oh! Nessuno la ignora,
è la terra greca.

Madre terra di antichi dei
e nuovi semidei,
terra di ricordi del passato
e terra di speranze per il futuro,
oh! nessuno la ignora,
lei è la terra greca.

(da Trenta inni per bambini, 1882)


La Grecia, soprattutto per chi ne ha frequentato la storia e la letteratura antica al liceo classico, ha un fascino che non sbiadisce: del resto è la culla della civiltà europea e ad essa dobbiamo quello che siamo divenuti nel corso di un paio e mezzo di millenni. Il poeta romantico Ángelos Vláchos scrisse questi versi che risuonano come un orgoglioso inno patriottico e un atto d’amore per la Grecia, terra dall’idilliaca natura di aranci, vigneti e ulivi, di lunghe lotte di liberazione dai tiranni, e soprattutto portatrice di una gloriosa eredità. 

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FOTOGRAFIA © FEDERICO ABIS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La Grecia non è un dato di fatto, ma un destino.
EVANGELOS AVEROFF

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Ángelos Vláchos (Atene, 25 marzo 1838 – 19 luglio 1920), poeta e letterato greco.  Contribuì notevolmente, e in molti campi, alla rinascita della cultura neoellenica con opere originali e con traduzioni dall'inglese, francese, tedesco, italiano. Rinnovò la scena greca introducendovi l'atto unico e modi farseschi prossimi al vaudeville.


domenica 2 agosto 2026

Partenze al mare


PIERLUIGI CAPPELLO

CONDÒMINI

Escono le mattine della domenica
dopo che tanto è piovuto
e la festa splende nel sole dissepolta;
alzano la gaia concitazione
delle partenze al mare
al giro di ogni nuova mandata
e allo scatto del portone corrisponde
l’ombra nel fruscìo di una tendina;
chi rimane è un viso che si sporge
sulla rivalsa di chi parte
stanno uniti così, nei giorni più
luminosi,
lo scorto e chi scorge
come labbra mai bagnate da un bacio.

(da Dentro Gerico, La Barca di Babele, 2002)

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La vita comunitaria di un condominio: Pierluigi Cappello descrive la "gaia concitazione" dei condomini che si preparano e partono per una gita al mare in contrapposizione con l'immagine di chi resta e osserva da una finestra. Bizzarra ma efficace l'immagine delle due entità come labbra che non si uniscono in un bacio, sintomo anche dell'incomunicabilità che spesso regna anche tra vicini di casa.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La noia stende le vertebre al sole / e tu rientri dov'eri / dietro il douglas dei serramenti / dentro il livore / degli appartamenti.
PIERLUIGI CAPPELLO, Dentro Gerico

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Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


sabato 1 agosto 2026

Poesie per agosto XIII


Agosto, mese di calura, di vacanze e di ozio. Il poeta greco Kostas Kutsurelis racconta Il caldo umido e afoso, rinforzato dallo scirocco in una città della Grecia. La poetessa spagnola Dionisia García riflette sulla calma del patio imbiancato, cotto dalla luce mediterranea, dove resistono il basilico e le campanule.

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CHRIS RAPA, “A MONTEFALCO”

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KOSTAS KUTSURELIS

ARIA D’AGOSTO, I

Aria d'agosto. Le foglie assonnate
seguono a stento alla spalla dello scirocco.
Oltre, l'odore del mare. Il brivido
 
di un motore che ronza nelle secche.
La lente del sole dall'alto, cadendo a terra
spazza confusamente i corpi sdraiati.
 
Orme perse ovunque sulla sabbia.
Occhi socchiusi. Grida di bambini nudi.
Aria d'agosto. In attesa del tramonto
 
l'orizzonte avvolge il prato in una garza azzurra.
Una lucertola, invisibile nelle nozze della  luce,
striscia verso la tranquillità dell'ombra.
 
Notizie gocciolano dai rubinetti del bar:
Europa. Terzo Millennio. Grecia.
Echi di una vita scomparsa.
 
Aria d'agosto. Aria di fuoco.
 
(da Aria d’agosto, 2012)

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DIONISIA GARCÍA

ANGOLI

Un pomeriggio di agosto
lascia che la sua calma scenda sul cortile.
Niente rompe il silenzio.
La calce bianca fa scaturire la luce
tra le spesse pareti;
Le cose riposano,
la quiete permane
e un profondo Miserere
risuona
attraverso i vasi
del basilico e delle campanule.

 
(da Antifone, 1978)

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Agosto è quel mese in cui se fa caldo fa davvero molto caldo.
GERTRUDE STEIN, Scritti, 1932-1946

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Kostas Koutsourelis (Atene, 1967), poeta e tradutore greco. Ha studiato legge e traduzione. Ha vissuto in Germania. Ha pubblicato poesie, testi teatrali, saggi, studi e traduzioni da Shakespeare, Novalis, Rilke, Kafka, Benn e Paz. I suoi testi critici vertono sulla letteratura e sul pensiero.


Dionisia García (Fuente Álamo, 20 marzo 1929), poetessa e scrittrice spagnola. Laureata in Filologia romanza, risiede a Murcia, la cui Università destina un premio di poesia a suo nome. Le sue opere presentano una riflessione sulla natura della vita e sull’importanza della parola poetica, sulla memoria e sullo scorrere del tempo.


venerdì 31 luglio 2026

Ambizioni d’amore


ALDA MERINI

AMORE NON DANNARMI

Amore non dannarmi al mio destino
tienimi aperte tutte le stagioni
fa che il mio grande e tiepido declino
non si addormenti lungo le pulsioni
metti al passivo tutte le passioni
dormi teneramente sul cuscino
dove crescono provvide ambizioni
d’amore e di passione universale,
toglimi tutto e non mi fare male.

(da Testamento, Crocetti, 2002)

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Alda Merini innalza una vibrante preghiera all'amore, considerato sia come sentimento umano sia come forza universale. La poetessa milanese chiede di non essere abbandonata alla solitudine del proprio destino e della vecchiaia, di non lasciare appassire la vitalità emotiva e invoca la passione come unico antidoto in grado di mantenere l'anima costantemente viva e aperta verso il mondo, pronta a cedere ogni cosa all'amore, trasformato in forza cosmica e salvifica.

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FOTOGRAFIA © YULIA POLYAKOVA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Amarti è stato come conficcare una stella nel vetro di una finestra.
ALDA MERINI, La pazza della porta accanto

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Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21 marzo 1931 - 1º novembre 2009),  poetessa, aforista e scrittrice italiana. Vide pubblicate le prime poesie a diciannove anni. L’amore agitato con Giorgio Manganelli riportò alla luce i disagi psichici: dal 1965 al 1972 fu internata in ospedale psichiatrico. Dimessa, visse nella sua casa sui Navigli, spesso in stato di emarginazione, circondandosi di artisti.


giovedì 30 luglio 2026

Fuggire!


STÉPHANE MALLARMÉ

BREZZA MARINA

La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire! Laggiù fuggire! Io sento uccelli ebbri
d’essere tra ignota schiuma e i cieli!
Niente, né antichi giardini riflessi dagli occhi
terrà questo cuore che già si bagna nel mare
o notti! né il cerchio deserto della mia lampada
sul vuoto foglio difeso dal suo candore
né giovane donna che allatta il suo bambino.
Io partirò! Vascello che dondoli l’alberatura
l’àncora sciogli per una natura straniera!
E crede una Noia, tradita da speranze crudeli
ancora nell’ultimo addio dei fazzoletti!
E gli alberi forse, richiamo dei temporali
son quelli che un vento inclina sopra i naufragi
sperduti, né antenne, né antenne, né   verdi isolotti…
Ma ascolta, o  io cuore, il canto dei marinai!

(da Verso e prosa, 1893 - Traduzione di Luciana Frezza)

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Il poeta francese Stéphane Mallarmé, sospeso tra la noia della vita quotidiana e il desiderio di una fuga totale attraverso l'arte, esprime  la sua profonda crisi esistenziale: è il sogno di  un'evasione dalla stagnante mediocrità dei piaceri fisici e intellettuali verso un ignoto spirituale e artistico più che geografico, alla ricerca di quel richiamo della vita e dell'ispirazione che è simboleggiato dal canto dei marinai.

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FOTOGRAFIA © KISHORE ILLA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Sempre con la speranza d'incontrarsi col mare, / Viaggiavan senza pane, senza bastoni o urne / Mordendo il cedro d'oro dell'ideale amaro.
STÉPHANE MALLARMÉ

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Étienne Mallarmé, detto Stéphane (Parigi, 18 marzo 1842 – Valvins, 9 settembre 1898), poeta, scrittore e drammaturgo francese. Fu uno dei massimi esponenti della poesia simbolista. Nei suoi versi cercò di raggiungere la "poesia pura", mediante un linguaggio che, con ermetica oscurità, comunicasse al lettore attraverso la musicalità del ritmo e dei suoni e la suggestione delle immagini.