domenica 24 settembre 2017

Amando, ho creato tutto


PAUL ÉLUARD

IN VIRTÙ DELL’AMORE

Ho liberato la stanza dove dormo, dove sogno,
Liberato la campagna e la città dove passo,
Dove sogno da veglio, dove il sole si alza,
Dove nei miei occhi assenti, la luce si addensa.

Mondo a casaccio, senza superficie e senza fondo,
Dalle grazie dimenticate appena riconosciute,
La nascita e la morte mescolano il loro contagio
Nelle pieghe della terra e del cielo confusi.

Non ho separato nulla ma ho raddoppiato il mio cuore.
Amando, ho creato tutto: reale, immaginario.
Ho dato la sua ragione, la sua forma, il suo calore
E il suo ruolo immortale a colei che mi illumina.

27 novembre 1946

(da Il tempo straripa, 1947 – Traduzione di Vincenzo Accame)

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La donna è sempre il centro dell’universo di Paul Éluard (1895-1952), è la via per il trascendente e proprio per questo riveste un ruolo superiore. È grazie a lei, è grazie al suo amore, che il poeta riesce a creare tutto, che riesce a vedere e a comprendere. La crudeltà di questa poesia, una delle poche datate, è che fu scritta il giorno precedente la morte dell’amata Nusch, stroncata a quarant’anni da un’emorragia cerebrale mentre durante una visita alla madre di Éluard mentre il poeta si trovava in Svizzera. Il poeta francese, stravolto dal dolore, annoterà sul suo taccuino: “Ventotto novembre millenovecentoquarantasei / Non invecchieremo insieme. / Ecco il giorno / In eccesso: il tempo straripa. / Il mio amore così leggero prende il peso di un supplizio”.

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Amedeo_Modigliani_-_Christina

AMEDEO MODIGLIANI, “CHRISTINA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Ti amo contro tutto quello che è illusione / Per questo cuore immortale che io non possiedo
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PAUL ÉLUARD, La fenice

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