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domenica 6 luglio 2025

Solo un punto


ALESSANDRO PARRONCHI

DAGLI ELISI

Entra nella mattina
come sei, nel celeste!
Avere o non avere
la veste è uguale in sogno.

Una nebbia ti cela…
Quanto durerai, sogno?
Riappare rosea carne
tra le vesti il sereno…

Voliamo? Solo un punto
di noi sfiora la terra.
Per quel punto la vita
ci riprende, ci afferra!

(da Coraggio di vivere, Scheiwiller, 1956)

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Luogo e condizione di beatitudine serena, di sovrumana delizia sono i Campi Elisi, il luogo destinato al riposo delle anime degli eroi. Il poeta fiorentino Alessandro Parronchi trova quella condizione che libera dalla carnalità terrestre nel sogno, nel momento in cui il nostro inconscio vola e solo il corpo ci trattiene ancorati alla terra.

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MARC CHAGALL, "IL SOGNO"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Ma la realtà con tutto il suo tormento ti stringe nella rete, le vicende che alterne si susseguono interdicono il sogno.
ALESSANDRO PARRONCHI, Climax

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Alessandro Parronchi (Firenze, 26 dicembre 1914 – 6 gennaio 2007), poeta, storico dell'arte e traduttore italiano. Con il suo stile ricercato è passato da un ermetismo  incantato a un intimismo che trae giovamento dalla consolazione della memoria: per questo le sue poesie sono oggetto di un meditato lavorio con cui il ricordo media l’emozione.


sabato 5 luglio 2025

Un autobus vuoto


GÜNTER GRASS

FELICITÀ

Un autobus vuoto
corre nella notte piena di stelle.
Forse il suo autista canta,
sentendosi felice.

circa 1958-59

(da Gleisdereick, 1960)

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Il Premio Nobel tedesco Günter Grass a Parigi sul finire degli Anni Cinquanta non è immune dal fascino degli esistenzialisti: un autobus vuoto che va via nella notte, di per sé evento senza senso, viene ironicamente collegato alla felicità, assumendo un tono metafisico, attenuato da quel "forse" che è la parola più importante dell'intera poesia.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

La felicità può anche essere un surrogato, la felicità esiste forse solo come surrogato, felicità, sempre un surrogato di felicità, a strati successivi.
GÜNTER GRASS, Il tamburo di latta

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Günter Wilhelm Grass (Danzica, Polonia, 16 ottobre 1927 – Lubecca, 13 aprile 2015), scrittore e poeta tedesco, Nobel per la letteratura nel 1999. Autore tra i più significativi della Germania del secondo dopoguerra, fin dai suoi esordi ha manifestato una predilezione per temi e toni realistici d'immediata concretezza, con un impegno sociale e politico.


venerdì 4 luglio 2025

Mi contraddico


WALT WHITMAN

CANTO DI ME STESSO, 51

Il passato e il presente appassiscono – io li ho riempiti e li ho svuotati,
E procedo a riempire la mia prossima piega del futuro.

Ascoltatore, lassù! Cosa hai da confidarmi?
Guardami in faccia, mentre aspiro il fruscio della sera,
(parla sinceramente, nessuno ti ascolta, io rimango solo un altro minuto).

Mi contraddico?
Beh, mi contraddico,
sono immenso, contengo moltitudini.

Mi concentro su chi mi è vicino, aspetto sulla soglia.

Chi ha concluso la sua giornata di lavoro? Chi avrà finito prima la cena? Chi vuole camminare con me?

Parlerai prima che me ne vada? O sarà troppo tardi?

(da Foglie d'erba, 1855)

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"Io non scrivo che una o due parole rivolte al futuro, / non avanzo che un momento, poi mi giro e corro di nuovo verso il buio": così si vedeva il poeta statunitense Walt Whitman, una sorta di visionario che cerca la strada che porta alla percezione prima e alla comprensione poi della realtà. Ma, poiché anche la realtà si presenta sotto varie forme, allora diverse sono le sue interpretazioni e contraddirsi non è che un modo per raggiungere la verità.

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IVAN KRAMSKOI, "RITRATTO DEL PITTORE IVAN SHISHKIN"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Tutte le verità attendono in tutte le cose, / esse non affrettano né ostacolano il loro manifestarsi.
WALT WHITMAN, Foglie d'erba

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Walter Whitman, noto come Walt Whitman (West Hills, New York, 31 maggio 1819 – Camden, New Jersey, 26 marzo 1892), poeta, scrittore e giornalista statunitense. Considerato il padre della poesia americana, è stato il primo poeta moderno a utilizzare comunemente il verso libero, di cui è ritenuto in un certo senso l'inventore.


giovedì 3 luglio 2025

Il centro della luce


ENRIQUE BADOSA

I CONFINI DELLA GRECIA

Verso nord, le caverne del Meltemi,
il vento impetuoso dell'Egeo.
A sud, il Mare di Creta sostiene
il principio del mondo su un'isola.
A est, i gioielli delle placide isole
della creazione, amore e vini caldi.
A ovest spiccano, Corfù, Itaca, Zante...,
ben ricamate dalle acque ioniche.
E nel centro, le Cicladi si ergono
per raggiungere il centro della luce.
Tutta la Grecia è il centro della luce!
E più che mai mi chiedo, io mi chiedo,
cosa inizia e ha fine nella bellezza.

(da Mappa della Grecia, 1979)

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Joaquín Marco ha rilevato come in Mappa della Grecia, la raccolta più nota del poeta spagnolo Enrique Badosa, "il trattamento della geografia e dei miti classici, la bellezza dei paesaggi, la «luce greca» che li illumina e il marmo perpetuino un tempo congelato, trasudando serenità, ordine e gioia". È quella meraviglia che la Grecia propone a chi la visita: l’ammaliante fusione di paesaggio e mito, la continua presenza del mondo classico, la luce così vivida.

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FOTOGRAFIA © XUAN NGUYEN/UNSPLASH

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Parola necessaria per il marmo, /  nome per la bellezza / e il perfetto volume di luce. Scandagli la verità, / sostieni l'architrave e il pensiero, / ed elevi la forza della vita.
ENRIQUE BADOSA, Mappa della Grecia

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Enrique Badosa Pedro (Barcellona, 21 marzo 1927 – 31 maggio 2021), poeta e giornalista catalano in lingua spagnola. Laureato in Lettere e Filosofia, giornalista di ABC, scrisse 21 raccolte poetiche dallo stile elegante sostenute da una solida cultura classica. Fu traduttore in catalano di Orazio e di poeti francesi e in spagnolo di opere medievali catalane.


mercoledì 2 luglio 2025

Una terra infinita


RAÚL GUSTAVO AGUIRRE

PROPRIETÀ

Possiedo un cielo azzurro
ogni volta che lo guardo.
La terra è mia quando
semplicemente cammino.

Non mi importa mai e poi mai
di ciò che preoccupa i potenti.
E quando sogno, sono
una terra infinita.

(da La stella fugace, 1984)

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La libertà è nella semplicità, dice il poeta argentino Raúl Gustavo Aguirre, nella spensieratezza che astrae dalle preoccupazioni economiche e militari dei potenti. Allora diventa possibile possibile, come George Byron, "vedere un mondo in un granello di sabbia / e un paradiso in un fiore selvatico, / tenere l'infinito nel palmo della mano / e l'eternità in un'ora".

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FOTOGRAFIA © VERA KRATOCHVIL/PDP

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Più semplicemente: la poesia è la sola dimora dove posso vivere senza pagare altro prezzo che quello di essere, senza vergogna e senza paura, ciò che sono.
RAÚL GUSTAVO AGUIRRE, Segnali di vita

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Raúl Gustavo Aguirre (Buenos Aires, 2 gennaio 1927 – 18 gennaio 1983), poeta argentino. Appartenente al gruppo dell’Invenzionismo, mostrò una certa influenza surrealista. Traduttore di Rimbaud e Apollinaire, diresse per dieci anni la rivista Poesía Buenos Aires.


martedì 1 luglio 2025

Poesie per luglio XI


Un fiume e luglio legano queste due poesie: il poeta spagnolo Álvaro Valverde  insegue la dolcezza della vita guardandola scorrere pigra nel rigoglio dell'estate; il poeta indiano Rabindranath Tagore affida il suo dono d’amore alla pioggia monsonica che ingrossa il fiume e fa verdi le piante.

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FOTOGRAFIA © SHARON ANG/PIXABAY

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ÁLVARO VALVERDE

COSÌ

Così come nel fiume
si vedono
riflesse piante e alberi
e le sponde sembrano,
per simmetria, una
terra verde rovesciata,
la luce, la brezza, l'acqua,
nelle prime ore
di questa giornata di luglio,
danno l'idea
che la vita è Dolce,
serena, questo vivere
davanti al baratro.

(da La stanza dello scirocco, 2018)

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RABINDRANATH TAGORE

PIOGGIA D’ESTATE

Perdonami se oggi sono impaziente, amore.
È la mia prima pioggia estiva. La foresta,
sulle sponde del fiume, è agitata
e i rigogliosi alberi di ipomea acquatica
tentano, con i fiori profumati, il monsone che passa.
Vedi, da ogni parte il cielo è attraversato
da lampi e il vento solleva i capelli.
Se proprio oggi ti porto il mio dono,
perdonami amore.
Il mondo dei soliti giorni
è nascosto dal vapore della pioggia,
ogni lavoro è sospeso nelle case,
desolati sono i campi.
Solo per gli occhi tuoi neri
lo scrosciare della pioggia
ritrova la sua melodia,
e, alla tua porta, vestito d’azzurro,
luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini
pronti per le tue trecce.

(da Il dono dell'amante, 1920)

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

O luglio, tu sei come un giovinetto / ch'abbia le chiome molli e succolente  / come frutta mature; e per diletto  / tu porti ai contadini le semente.
FEDERIGO TOZZI, La zampogna verde

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Álvaro Valverde (Plasencia, 1959), poeta e scrittore spagnolo. Dopo aver insegnato e collaborato con ABC Cultural, lavora come critico di poesia a El Cultural, supplemento del quotidiano El Mundo, così come nelle riviste Turia, Cuadernos Hispanoamericanos e Clarín.


Rabindranath Tagore, nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur (Calcutta, 7 maggio 1861 – Santiniketan, 7 agosto 1941), poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo bengalese. Insignito del Nobel nel 1913 “per la profonda sensibilità, la freschezza e la bellezza dei versi con i quali, con consumata capacità, ha reso il proprio pensiero poetico, espresso in inglese con parole proprie, parte della letteratura occidentale”.


lunedì 30 giugno 2025

Amanda Durán


Vola alta, cara poetessa. Oggi la tua poesia scorre in altri flussi, in altri spazi siderali, in altre bellezze, lì dove i tuoi versi nidificano, tra uccelli che ti aspettano, per continuare a scrivere l'infinito poema, abbracciata dalle loro ali": così la Società degli Scrittori Cileni esprime il suo rammarico per la prematura e improvvisa scomparsa di Amanda Durán, voce tra le più significative della letteratura contemporanea sudamericana. Esordì dodicenne con Zona Primavera, preceduto da una prefazione di Nicanor Parra. Le sue raccolte successive si evolvono verso l'esplorazione della corporeità, della violenza di genere che porta all'estraneità e dell'inevitabile trasformazione dell'identità. La bellezza (2017) prova a superare il lutto per la morte della madre, l’attivista Tamara Durán, nota come La Perestroika, assassinata nel 2013.

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FOTOGRAFIA © 24HORAS

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MI SONO SVEGLIATA CON IL CIELO DENTRO

Mi sono svegliata con il cielo dentro.
Qualcuno l'ha rovesciato mentre dormivo.
Vorrei sapere chi, o almeno come.
Ecco perché non ti chiamo,
perché non puoi parlare
con il cielo tutto incrostato in quel modo.
Quando apro gli occhi,
l'azzurro del cielo inizia a scorrere
come una cascata
e il mio dotto lacrimale si rompe:
non fa poi così male, ma sai, lo sai.
Nessuno vuole sbarazzarsi del cielo dopo averlo bevuto
tutto
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(da La bellezza, 2017)

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L’EQUILIBRIO È

L'equilibrio è
un pesce
che colpisce la boccia per scappare verso l'interno.

Io senza di te / tu con me
proiettate nella fessura trasparente
sul margine
dell'acqua e dell'aria.

(da La bellezza, 2017)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia nel mio lavoro è la confessione per eccellenza. La paragono molto a un diario per l'intimità del processo, un viaggio così personale, come una ricerca perpetua di guarigione.
AMANDA DURÁN, Carajo, 23 giugno 2021

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Amanda Durán, pseudonimo di Daniela Pizarro Durán (Santiago, 1982 – 26 giugno 2025), poetessa e artista visuale cilena. Le sue poesie creano storie con situazioni controverse e complesse, che possono sembrare sgradevoli all'occhio conservatore. La bellezza (2017) è dedicata alla morte della madre, assassinata nel 2013.