venerdì 9 ottobre 2020

Nobel 2020 a Louise Glück


L’Accademia Svedese ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2020 alla poetessa statunitense Louise Glück con la seguente motivazione: "per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende l'esistenza individuale esperienza universale". Louise Glück ama infatti trattare temi quotidiani, le vicende dell’esistenza, l’amore, il divorzio, la solitudine rivestendoli con la sua precisione tecnica e spesso con la trasposizione dei miti classici.

Louise Glück, nata a New York nel 1943 è la prima poetessa a vincere il Nobel dopo Wislawa Szymborska. La sua vita è stata caratterizzata per anni dall’anoressia: per superare la malattia, abbandonò dapprima il liceo e poi l’università, affidandosi a un supporto psicanalitico. La sua prima raccolta di poesie, Primogenito, è del 1968; hanno fatto seguito La casa sulla palude (1975) e Il trionfo di Achille (1985), in cui traspose la perdita di tutti i suoi oggetti personali nell’incendio della sua casa in Vermont.

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VENTO CALANTE

Quando vi ho fatto, vi amavo.
Ora vi compatisco.

Vi ho dato quanto vi serviva:
letto di terra, lenzuolo di aria blu…
Mentre mi allontano da voi
vi vedo più chiaramente.
A quest’ora le vostre anime avrebbero dovuto essere
immense,
non quel che sono,
piccole cose vocianti…

Vi ho dato ogni dono,
blu del mattino primaverile,
tempo che non sapevate come usare:
volevate di più, l’unico dono
riservato a un’altra creazione.

Qualsiasi cosa abbiate sperato,
non troverete voi stessi nel giardino,
fra le piante che crescono.
Le vostre vite non sono circolari come le loro:

le vostre vite sono il volo dell’uccello
che inizia e finisce nell’immobilità:

che inizia e finisce, forma che riflette
quest’arco dalla betulla bianca
al melo.

(da L’iris selvatico, 1992 – Traduzione di Massimo Bacigalupo)

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NOSTOS

C’era un melo nel cortile –
questo sarà stato
quarant’anni fa – dietro,
solo campi. Macchie
di crochi nell’erba umida.
Stavo in quella finestra:
fine aprile. Fiori
primaverili nel cortile del vicino.
Quante volte l’albero fiorì
davvero al mio compleanno,
proprio quel giorno, non
prima, non dopo? Sostituzione
dell’immutabile
per ciò che scorre, che evolve.
Sostituzione dell’immagine
per la terra spietata. Cosa
so di questo luogo,
il ruolo dell’albero per tre decenni
assolto da un bonsai, voci
che salgono dai campi di tennis…
Prati. Odore di erba alta, appena tagliata.
Come ci si aspetta da un poeta lirico.
Guardiamo il mondo una volta, nell’infanzia.
Il resto è memoria.

(da L’iris selvatico, 1992 – Traduzione di Massimo Bacigalupo)

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LE MIGRAZIONI NOTTURNE

Questo è il momento in cui vedi di nuovo
le bacche rosse del sorbo selvatico
e nel cielo scuro
le migrazioni notturne degli uccelli.
Mi addolora pensare
che i morti non le vedranno –
queste cose su cui facciamo affidamento,
esse svaniscono.
Allora cosa farà l’anima per rinfrancarsi?
Mi dico che forse non avrà più bisogno
di questi piaceri;
forse già non essere basta del tutto,
per quanto sia difficile da immaginare.

(da Averno, 2006)

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LA FRASE DEL GIORNO
Penso che la poesia sia una comunicazione tra una bocca e un orecchio - non una vera bocca e un vero orecchio, ma una mente che invia un messaggio e una mente che lo riceve.
LOUISE GLÜCK, Poets.org, 21 febbraio 2009




Louise Elisabeth Glück (New York, 22 aprile 1943), poetessa statunitense nata da famiglia ebrea ungherese. È stata premiata con il Pulitzer nel 1993 ed è stata Poeta Laureato del Congresso nel 2003. Per anni lettrice d’inglese al Williams College, ora insegna a Yale. Nel 2020 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura.


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