giovedì 26 giugno 2008

Amore e amicizia



IL BUON COMPAGNO

Non fu l'Amore, no. Furono i sensi
curiosi di noi, nati pel culto
del sogno... E l'atto rapido, inconsulto
ci parve fonte di misteri immensi.

Ma poi che nel tuo bacio ultimo spensi
l'ultimo bacio e l'ultimo sussulto,
non udii che quell'arido singulto
di te, perduta nei capelli densi.

E fu vano accostare i nostri cuori
già riarsi dal sogno e dal pensiero;
Amor non lega troppo eguali tempre.

Scenda l'oblio; immuni da languori
si prosegua più forti pel sentiero,
buoni compagni ed alleati: sempre.


Quando la scintilla d'amore tra un uomo e una donna non scocca può quel rapporto trasformarsi in amicizia? Guido Gozzano ne è convinto: dedica questo sonetto, composto tra il 1908 e il 1909, all'amica Amalia Guglielminetti, che lo stesso poeta definirà in una lettera del 9 settembre 1908, il "buon compagno". La poesia, ideata già nel 1907 come "Cattiva sorella", diverrà poi "Il caro amico" prima di assumere il titolo definitivo.

Alla Guglielminetti Gozzano scrive il 21 marzo 1908: "Qualunque sia la sorte che ci prepara il destino saremo amici sempre, grandi amici necessari l'un l'altro come due viatori che seguono lo stesso cammino e si tengono per mano". Anche perché Amalia e Guido hanno simili caratteri e l'affinità amorosa, si sa, premia sovente gli opposti.

L'amore fisico, "l'ultimo bacio e l'ultimo sussulto", sembra un passo obbligato, una sperimentazione quasi scientifica per accertarsi che non era Amore con l'A maiuscola, ma un puro e semplice capriccio dei sensi terminato in "quell'arido singulto", il deserto del sentimento. Sbrigata la pratica, l'amicizia può germogliare e divenire una salda pianta.


Edward Hopper, "Room in New York"



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LA FRASE DEL GIORNO
Alcuni episodi della nostra vita sembrano incompiuti, ed è per questo che quasi ci costringiamo a riviverli infinite volte, in cerca di una conclusione, o forse solo nella speranza che l'abitudine a essi apporti sollievo.
PAOLO MAURENSIG, Venere lesa

2 commenti:

Unknown ha detto...

molto bella questa cosa che hai messo come pure hopper

penso, anzi credo fortemente, che l'amicizia fra maschio e femmina sia possibile solo laddove in uno alberga verso l'altro amore non ricambiato

intendo un legame profondo, di adesione di anime, di complicità, di comprensione al primo sguardo

così l'amaturo non amato diventa l'orecchio che si tende alla confidenza, la spalla su cui l'amato piange i suoi amori perduti/nn raggiunti

per restare accanto all'amando si tollera tutto, si dispensano consigli arguti , si piange e si ride all'unisono, senza pudore di non ricevere attenzioni amicali

poi accade, vita matrigna, che l'altro realizzi il sogno...convoli

così muore l'amicizia..poichè un cuore alterno non serve più, ha esaurito lo scopo

ma non c'è giudizio di abiezione morale: entrambi hanno perseguito finalità parallele: uno di amare , l'altro di sentirsi amato

fuori da questo l'amicizia fra uomo e donna è un mero gioco verbale

DR ha detto...

Bella disamina. "Una donna per amico" come cantava Battisti, con tutti i sottintesi. Cechov in Zio Vania indicava questa successione nei rapporti tra uomo e donna: conoscente dapprima, amante poi e amica infine...

Io non sarei così drastico come Cechov, ma la teoria dell'amore non ricambiato che hai esposto è pura realtà: in uno dei due deve per forza coesistere con l'amicizia. Gozzano in effetti credo si comportò piuttosto da vile con Amalia, attuando in pieno il "teorema" di Cechov: la lasciò e poi le disse che la considerava amica.

Hopper è funzionale: il dipinto esprime da sé una bella parte del post.