martedì 12 agosto 2008

Ricette letterarie - 2

I pirciati ch’abbruscianu

ANDREA CAMILLERI
L’odore della notte

Montalbano indaga sulla scomparsa di un finanziere truffatore. La faccenda è complicata e, dopo una giornata pesante, decide che si merita un premio di consolazione: si ferma a una decina di chilometri da Montelusa, sulla strada per Giardina, in una trattoria che gli hanno consigliato, da “Giugiù ‘u carritteri”.

Lì non c’è posto, ma Giugiù gli propone di apparecchiare un tavolinetto sparecchiatavola. Montalbano si trova così seduto come in castigo. Giugiù gli chiede se se la sente di provare i “pirciati ch’abbruscianu”. Montalbano, uomo gastronomicamente sempre pronto alle novità, accetta: “Me la sento, non si preoccupi, me la sento”.

E arrivarono i pirciati. Sciauravano di paradiso terrestre.

Ecco allora gli ingredienti per il sugo di questi pirciati (una pasta simile ai bucatini):

- Olio d'oliva extravergine
- Mezza cipolla
- Due spicchi d’aglio
- Due acciughe salate
- Un cucchiaino di capperi
- Olive nere
- Salsa di pomodoro
- Basilico
- Mezzo peperoncino piccante
- Sale
- Pecorino
- Pepe nero

Intercalando le forchettate con sorsate di vino e gemiti ora di estrema agonia ora di insostenibile piacere (“esiste un piatto estremo come il sesso estremo?” gli venne da spiarsi a un certo punto), Montalbano ebbe macari il coraggio di mangiarsi col pane il condimento rimasto sul fondo del piatto, asciucandosi di tanto in tanto il sudore che gli spuntava in fronte.

Susie Perring, "Hot stuff"



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LA FRASE DEL GIORNO
Il grande vantaggio del giocare col fuoco è che non ci si scotta mai. Sono solo coloro che non sanno giocarci che si bruciano del tutto.
OSCAR WILDE

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