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venerdì 29 febbraio 2008

Balthus


Il 29 febbraio 1908 nasceva Balthus, uno dei genii della pittura novecentesca.

Francese di origini tedesche, Balthasar Klossowski de Rola - questo il suo vero nome - superò il Surrealismo che imperava all’epoca dei suoi inizi con un ritorno alla tradizione pittorica : non un rifiuto della modernità, ma un rigurgito neoclassico, un travalicamento per dimostrare la modernità insita nell’antico modo di dipingere. Ed è chiaro che tra i suoi ispiratori dichiarati vanno annoverati Piero della Francesca e Masaccio, David e Courbet.

Balthus va oltre l’astrattismo formale: vuole comprendere le forme del reale, cerca di appropriarsi del significato ultimo delle cose.
In quest’ottica si inserisce anche l’ossessione erotica che permea alcune delle più grandi opere, come “La lezione di chitarra”, “Alice” e “La toilette di Cathy“: con queste ragazze sospese tra innocenza e perversità, tra ingenuità e malizia il pittore intende “giungere al contenuto appassionato di un’arte”, come specifica lui stesso in un lettera del 1933 a Antoinette de Watteville, che diverrà poi sua moglie.

Nelle sue memorie Balthus scrisse: «È il quadro che m’insegna a rifiutare la ruota frenetica. Non la rincorre. Quel che cerco di raggiungere è il suo segreto. L’immobilità». Quell’immobilità che sorprende nei suoi dipinti, l’attimo còlto nel suo scorrere un po’ come in Orazio , come nel Faust di Goethe. L’attimo congelato nella sua bellezza.


Balthus, Les beaux jours (1944)


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LA FRASE DEL GIORNO
Non vi può essere, in un popolo, il sentimento della libertà se non vi è il sentimento della pietà.
CURZIO MALAPARTE, La pelle

giovedì 28 febbraio 2008

Ennio Flaiano

Ennio Flaiano (1910-1972) fu un grande umorista - ma difficile è inserirlo in un genere letterario. Si cimentò con il teatro, con il romanzo (“Tempo di uccidere”, “Melampus”, “Una e una notte”), con la sceneggiatura (“La dolce vita”, “Otto e mezzo”, “Lo sceicco bianco”, “Guardie e ladri”), con il reportage di viaggio (“Oceano Canada”). Lui stesso disse: “Io scrivo per non essere incluso”.

Indubbia è però la sua capacità di folgoranti battute, di aforismi a cavallo tra satira e ironia, di “fotografie in poche parole” scattate sulla realtà, sui vizi, sui pregi. Illuminante la sua definizione degli italiani, “un popolo di poeti, di santi, di navigatori, di cognati…”: l’aggiunta alla frase fatta è lo stravolgimento stesso di un’idea, il guanto rovesciato che mostra l’altro lato.

Da notare l’eleganza, la perfezione di quelle brevi battute lampeggianti, in sé compiute come piccole perle di una collana.

da “Diario degli errori” (1976):

- Vivere è una serie ininterrotta di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia al seguente.

- L’amore è una cosa troppo importante per lasciarlo fare agli amanti.

- Si battono per l’Idea, non avendone.

- Vivere è diventato un esercizio burocratico.

da “Autobiografia del Blu di Prussia” (1974):

- Ma alla fin dei conti, essere pessimisti circa le cose del mondo è un pleonasmo, non è che anticipare quel che accadrà.

da “L’occhiale indiscreto”:

- Il vizio richiede intelligenza, la buona volontà non basta.

- L'uomo, confrontato alla donna, è essenzialmente un inseguitore di fantasmi.


Flaiano in un disegno di Federico Fellini


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LA FRASE DEL GIORNO
La vita è un gatto addormentato sul davanzale che si sveglia all'improvviso cadendo dal terzo piano.
TIZIANO SCARPA, Venezia è un pesce




Ennio Flaiano (Pescara, 5 marzo 1910 – Roma, 20 novembre 1972),  sceneggiatore, scrittore, giornalista, umoristae drammaturgo italiano. Specializzato in elzeviri, scrisse per varie testate. Lavorò a lungo con Federico Fellini, con cui collaborò ampiamente ai soggetti e alle sceneggiature dei suoi più celebri film, tra i quali La strada, La dolce vita e 8½


mercoledì 27 febbraio 2008

Storia alternativa

Mi intrigano i romanzi di storia alternativa, quelli cioè che immaginano come sarebbero potute andare le cose se determinati avvenimenti fossero accaduti in modo diverso. Questo gioco per storici ha un nome tecnico, derivato dal greco: si chiama "ucronìa", ovvero il "non tempo".

Lo scrittore Mario Farneti, sulla base di una neutralità italiana nella seconda guerra mondiale, disegna l'Italia come un paese leader nel mondo, all'avanguardia nella tecnologia, guidato da Benito Mussolini prima e da un suo delfino poi, dove il fascismo non è mai stato cancellato. La terza guerra mondiale ha visto l'Italia sconfiggere la Russia e catturare Stalin; in Vietnam, al fianco degli Stati Uniti combattono anche reparti dell'esercito imperiale; nel 1992 c'è una guerra di resistenza contro gli arabi, che invadono il nostro paese e sono sconfitti; da lì nasce il grande impero d'Occidente.

Henry Turtledove innesta invece la fantascienza nella sua saga: il corso della seconda guerra mondiale è mutato da un'invasione aliena, i belligeranti desistono dal combattersi e si coalizzano per respingere l'attacco.

In "Fatherland" di Robert Harris, Hitler ha vinto la seconda guerra mondiale e Jack Kennedy, zio di John, governa gli Stati Uniti. La scoperta dei campi di sterminio avviene per l'ostinazione del militare protagonista, che perderà la vita per comunicare al mondo la notizia, intuita solo grazie a piccolissime tracce.

Un incubo? Forse. Nessuno ci può assicurare che non sia già accaduto qualcosa di simile e che il mondo avrebbe potuto essere decisamente migliore.








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LA FRASE DEL GIORNO
È il lavoro della mente che produce la retorica, l'abilità in questo lavorio. La retorica è come la scintilla azzurra che fa la dinamo.
ERNEST HEMINGWAY, Verdi colline d'Africa

martedì 26 febbraio 2008

Vecchie fotografie

Rileggo com’ero, sono come fotografie - quella un poco strafottente scattata nelle Hautes Alpes accanto a un segnale stradale di precedenza: CEDEZ LE PASSAGE; o quella triste di Venezia con gli occhiali a specchio che non riuscivano a celare la malinconia.





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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni luogo della Terra una vicenda. Un fatto che ci lega al passato: la storia letta nelle cose.
MARIO RIGONI STERN, “Giugno d’amori”, Aspettando l’alba e altri racconti

lunedì 25 febbraio 2008

Elogio della lentezza


Oggi, 25 febbraio, è la giornata mondiale della lentezza.
In questo mondo che va di fretta, e spesso non sa andare oltre la superficie delle cose e dei sentimenti, dove anche il gioco del calcio ha sacrificato la sua bellezza antica sull’altare della velocità, prendersela comoda non deve essere un lusso, ma una scelta.
I giorni già scorrono via veloci, le settimane si ammucchiano sul calendario, le ore svaniscono dall’orologio.
Rallentiamo il tempo, gustiamolo, assaporiamolo. Sediamoci su un balcone, su una veranda, adesso che le giornate si allungano e il clima si fa più mite. Sediamoci ad osservare il tramonto una sera di queste, a guardare le nuvole mutare di colore e trasmigrare sopra i monti, valutiamo il lento variare della luce, magari sorseggiando un calice di buon vino o una birra.
Perché, come scrisse Milan Kundera: “C’è un legame stretto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio”:





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LA FRASE DEL GIORNO
La felicità non ha molto a che veder con l’appagamento di desideri esteriori.
HERMANN HESSE, Peter Camenzind

domenica 24 febbraio 2008

Le Vie dei Canti


Gli aborigeni australiani cantano la loro terra - e quindi i loro antenati, perché è da loro che proviene la terra - come è raccontato nelle "Vie dei Canti" da Bruce Chatwin: "Avvolsero il mondo intero in una rete di canto; e infine, quando ebbero cantato la Terra, si sentirono stanchi". Non è questo l'archiviare nella memoria? Gli aborigeni fanno dei disegni rituali che rappresentano i loro territori, noi collochiamo i nostri ricordi nei meandri del cervello, accendendo e spegnendo sinapsi come interruttori.


Tanya Napangardi, "Women Dreaming"


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LA FRASE DEL GIORNO
La brevità è l'anima del giudizio e la prolissità fa da membra e abbellimenti.
WILLIAM SHAKESPEARE, Amleto, II, II

sabato 23 febbraio 2008

Sull’America

Come li vedono gli altri:

In America c’è di bello che sono tutti bastardi.
CESARE PAVESE, La luna e i falò

L’America è giovane. Giovane, innocente e crudele.
BRUCE CHATWIN, Le Vie dei Canti

Gli americani sanno come cavare il massimo dalla gente.
MANUEL VÁZQUEZ MONTALBÁN, La solitudine del manager

Non sono degli uomini, non sono delle donne, sono degli americani.
PABLO PICASSO

L’America, l’America! Siamo noi che abbiamo fatto l’America. Sono tutti napoletani laggiù.
CESARE PAVESE, Racconti, Il blues delle cicche

Un po’ la Svizzera, ma senza l’onta del turismo.
GIORGIO SOAVI, Com’erano loro


E come si vedono loro:

Negli Stati Uniti c’è più spazio dove non c’è nessuno che spazio dove c’è qualcuno. Questo è ciò che fa sì che l’America sia quello che è.
GERTRUDE STEIN, Storia geografica dell’America

L’America, il mio paese, è quasi un continente e non ancora una nazione.
EZRA POUND, Patria mia

In America, chi lavora sodo riesce.
DAVID BALDACCI, La semplice verità

“Voi yankee esagerate sempre”.
“È il passatempo nazionale americano”.

CLIVE CUSSLER, Enigma

L’America non ha inventato i diritti dell’uomo. In un certo senso è il contrario. I diritti dell’uomo hanno inventato l’America.
JIMMY CARTER

L’America è un paese di gente giovane.
RALPH WALDO EMERSON, Society and Solitude





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LA FRASE DEL GIORNO
La punizione degli stupidi è la stupidità.
LIBRO DEI PROVERBI, 16, 22b