FRANCO LOI
I LÀVER FÀNN MURÍ, 'ME LA BELESSA
I làver fànn murí, ’me la belessa
quan’ ciappa l’ànema nel dulur del temp,
ma j öcc în quèl vardàt ne la magressa
che dà l’amur ne la busia del vent..
Ah, làver, nel ciamà
fí cum’i öcc,
stí magher nel slargàss del sentiment!
che ’l temp se möva no, e la busia
se scunda a nüm nel dà de matt del vent.
Le labbra fanno morire, come la bellezza
quando prende l’anima nel dolore del tempo,
ma gli occhi sono quel guardare nella magrezza
che dà l’amore nella bugia del vento..
Ah, labbra, nel chiamare fate come
gli occhi,
state magre nell’allargarsi del sentimento!
che il tempo non si muova, e la bugia
si nasconda a noi nell’infuriare del vento.
(da Amur del temp, Crocetti, 1999)
.
Franco Loi esplora il contrasto tra la passionalità delle labbra e la profondità spirituale degli occhi. Attraverso un linguaggio intriso di dolore e dolcezza, il poeta riflette sull'amore capace di svelare la verità nel soffio della vita.
.
FOTOGRAFIA © EMMANUEL/PEXELS
.
LA FRASE DEL GIORNO
Come si fa a parlare della bellezza? / La forma che sa dire al fiato del cuore?
FRANCO LOI, Lünn
.
Franco Loi (Genova, 21 gennaio 1930 – Milano, 4 gennaio 2021) poeta, scrittore e saggista italiano. Autore in dialetto milanese, i temi ricorrenti nelle sue poesie di sono la guerra, la scoperta della presenza del male nella storia, la sensazione di un tradimento perpetrato e di ferite non rimarginabili, l'energia dell'invettiva, il rimpianto di un paradiso perduto, ma anche la costanza dell'invocazione della preghiera.

Nessun commento:
Posta un commento