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venerdì 7 giugno 2024

Cos’è la felicità


CARL SANDBURG

FELICITÀ

Ho chiesto ai professori che insegnano il senso della vita di dirmi
  cos'è la felicità.
E sono andato da dirigenti famosi che guidano il lavoro
  di migliaia di uomini.
Tutti hanno scosso la testa e mi hanno sorriso come se
  stessi cercando di prenderli in giro.
E poi una domenica pomeriggio passeggiando lungo
  il fiume Desplaines
Ho visto una folla di ungheresi sotto gli alberi con
  le loro donne e i loro bambini, un barilotto di birra e una
  fisarmonica.

(da Poesie di Chicago, 1916)

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No, non lo sanno i professoroni né i manager, non lo sanno i riccastri né le persone famose. Che cos’è la felicità? Il poeta statunitense Carl Sandburg la trova nell’allegria del riposo domenicale di alcuni immigrati magiari. Perché la felicità non sta nella ricchezza o nel potere e nemmeno nell’intelligenza e nel successo: la felicità è nella semplicità.

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VLADIMIR FOMIN, "SUONATORE DI FISARMONICA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Lascia che la felicità sia per te. / Allunga le mani / e prendila quando passa.
CARL SANDBURG, Poesie di Chicago

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Carl Sandburg (Galesburg, Illinois, 6 gennaio 1878 – Flat Rock, North Carolina, 22 luglio 1967), poeta statunitense. Nella sua poesia, in cui è costante il richiamo ai principi della solidarietà democratica, l’evidenza delle immagini e l'andamento discorsivo creano un linguaggio sperimentale, giocato sui contrasti e sulla vivacità della scansione.


giovedì 6 giugno 2024

In Normandia


CYRIL CRAIN

NORMANDIA

Vieni e soffermati in memoria
di chi combatté e cadde.
Hanno dato la vita in Normandia
ricordali con orgoglio.

Soldati, aviatori, marinai,
paracadutisti e marines
che nella vita civile erano sarti
e uomini alle macchine.

Britannici e canadesi
e uomini dagli Stati Uniti
forze del Commonwealth
erano tutti lì quel giorno

A Juno, Sword e Utah
spiagge divenute celebri
anche Gold e Omaha
è lì che scesero le rampe.

La battaglia infuriò in Normandia
Molte vite furono perse
La guerra doveva finire con la vittoria
e questo doveva essere il costo

Quando la mia vita sarà finita
e raggiungerò l'altro lato
incontrerò i miei amici della Normandia
e stringerò loro la mano con orgoglio.

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Sono trascorsi ottant’anni dal D-Day, il giorno in cui gli Alleati sbarcarono in Normandia e diedero la svolta definitiva alla Seconda guerra mondiale e alla vittoria sul nazifascismo. L’operazione, annunciata in codice via radio con i primi versi di una poesia di Verlaine – “I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno” – iniziò alla mezzanotte di martedì 6 giugno 1944: sostenute da un massiccio bombardamento aereo e navale, 24.000 truppe aerotrasportate raggiunsero la costa, alle 6.30 sbarcarono i soldati dei mezzi anfibi. Nessuno degli obiettivi programmati riuscì il primo giorno, ma nel corso dei due mesi successivi l’avanzata alleata ottenne risultati fino alla riconquista di Caen. Quel 6 giugno 1944 i caduti alleati furono 13.000, quelli tedeschi tra 4.000 e 9.000. Cyril Crain, il soldato inglese autore di questi versi sbarcò a Juno Beach e vide cadere molti dei suoi compagni, che ricordò nella sua lunga vita con numerose poesie.

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FOTOGRAFIA © ROBERT F. SARGENT

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non sa più nulla, è alto sulle ali / il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. / Per questo qualcuno stanotte / mi toccava la spalla mormorando / di pregar per l'Europa / mentre la Nuova Armada / si presentava alle coste di Francia.
VITTORIO SERENI, Diario d’Algeria

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Cyril Walter Crain (Nottingham, 11 giugno 1923 - 21 novembre 2014), poeta e veterano inglese. Prima di arruolarsi lavorava come impiegato salariale. Il 6 giugno 1944 sbarcò a Juno Beach con le forze alleate. Sopravvissuto alla guerra, si dedicò a onorare la memoria dei compagni caduti in Normandia.


mercoledì 5 giugno 2024

Non può piegarsi


LEONARDO SINISGALLI

LO SPAURACCHIO

Non può piegarsi
a carezzare le spighe brune,
a stringere in pugno i passerotti.
Può solo guardare più a lungo
il tramonto.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)

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"Simboli di primordiali religioni, indecifrabili e perdute" scrive Emilio Cecchi delle cose che rappresentano nei versi di Leonardo Sinisgalli il ricordo della sua terra, la Lucania. Così è per lo spaventapasseri che si erge tra il grano, umanizzato dallo sguardo del poeta nella sua fissità.

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IMMAGINE GENERATA CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sarà la smania di far notte in me solo / E cercar scampo e riposo / Nella mia storia più remota. / Ogni sera mi vado incontro a ritroso.
LEONARDO SINISGALLI, Vidi le Muse

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Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


martedì 4 giugno 2024

Nel cielo è giorno


JORGE LUIS BORGES

ULTIMO SOLE A VILLA ORTÚZAR

Sera come di Giudizio Universale.
La strada è una ferita aperta nel cielo.
Non so più se fu Angelo o un tramonto il chiarore che ardeva nel profondo.
Insistente, come un incubo, pesa su di me la distanza.
All'orizzonte le duole un reticolato.
Il mondo è come inservibile e gettato via.
Nel cielo è giorno, ma la notte è traditrice nei fossi.
Tutta la luce è nelle pareti azzurre e in quel baccano di ragazze.
Non so più se è un albero o se è un dio quello che appare attraverso il recinto arrugginito.
Quanti paesi contemporaneamente: la campagna, il cielo, la periferia.
Oggi sono stato ricco di strade e tramonti taglienti e la sera in uno stato di torpore.
Lontano, ritornerò alla mia povertà.

(da Luna di fronte, 1925)

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Jorge Luis Borges costruisce un’atmosfera in cui si intrecciano divino e terreno: il tramonto del resto è il momento del giorno in cui è più facile interrogarsi sull’esistenza. Ma la luce che cade su Villa Ortúzar, quartiere di Buenos Aires, non è in grado di fornire risposte, rimane il dubbio, la perplessità del poeta: “Credo che i miei giorni e le mie notti sono uguali in povertà e ricchezza a quelli di Dio e a quelli di tutti gli uomini”.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sempre è commovente il tramonto / per indigente o sgargiante che sia, / ma più commovente ancora / è quel brillìo disperato e finale / che arrugginisce la pianura / quando il sole ultimo si è sprofondato.
JORGE LUIS BORGES, Fervore di Buenos Aires

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Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986), scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico argentino. Creatore di un genere oggi designato “borgesiano”, a definire una concezione della vita come storia, come finzione, come opera contraffatta spacciata per veritiera, come fantasia o come reinvenzione della realtà.


lunedì 3 giugno 2024

La passione è blu


ALBANO MARTINS

FIORE DELLA PASSIONE

Ora so
che la passione
è blu e coronata
come il sangue e le teste
delle regine. Che ha
il nome di un fiore
ed è unica. Perché
se così non fosse,
non sarebbe passione.

(da Castalia e altre poesie, 2001)

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La passiflora è una pianta originaria dell’America meridionale ormai diffusissima anche da noi. Nella sua versione edule produce un frutto che contiene una polpa gelatinosa, la maracuja o frutto della passione. Caratteristico è il fiore, detto anch’esso “della passione” per una leggenda che vuole rappresenti appunto la crocifissione di Cristo con la sua corona di spine e i tre chiodi degli stami. Il poeta portoghese Albano Martins gioca con i colori e le parole dando valore ad ogni passione.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca.
BALTASAR GRACIÁN, Oracolo manuale e arte di prudenza

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Albano Dias Martins (Fundão, 6 agosto 1930 – Vila Nova de Gaia, 6 giugno 2018), poeta portoghese. Fu uno dei fondatori della rivista Árvore e collaboratore di Colóquio-Letras e Nova Renascença. La sua poesia mostra  una maggiore attenzione alla parola, alla ricerca di un'espressione raffinata e non discorsiva, che trova nella brevità e in un certo minimalismo nominale una forma originale.


domenica 2 giugno 2024

Le peonie bianche


JANE KENYON

PEONIE AL CREPUSCOLO

Le peonie bianche in fiore lungo il portico
si illuminano
mentre il cortile precipita nel buio.
Fiori scandalosi, grandi quanto la testa
di un uomo! Vacillano
per il loro proprio rigoglio: ho dovuto
sostenerle con paletti e spago.
L’aria umida ne intensifica il profumo,
e la luna gira intorno al capanno
per scoprire da dove proviene.
Nell'oscura sera di giugno
avvicino un fiore e mi chino
scrutandolo come una donna
scruta il volto di una persona cara.

(da Constance, 1993)

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Le poesie di Constance, raccolta del 1993 della poetessa statunitense Jane Kenyon, sono percorse da una vena oscura, legate alla lotta contro la depressione, alla scomparsa del padre e ai timori per la salute del marito. Ma, come sovente accade, anche nel buio c'è la luce, la bellezza di queste peonie bianche illuminate dal lungo crepuscolo di giugno.

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HELGA SAMCHUK, "PEONIE BIANCHE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Nel / cuore / della peonia bianca / non c’è un colore / Ma il ricordo di un / colore / non c’è un profumo / ma il ricordo di un / profumo.
PAUL CLAUDEL, Cento frasi per ventagli

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Jane Kenyon (Ann Harbor, Michigan, 23 maggio 1947 – Wilmot, New Hampshire, 22 aprile 1995), poetessa e traduttrice americana. La sua poesia, spesso  semplice, sobria ed emotivamente risonante, sonda la psiche ed esplora il ciclo della natura. Tra le sue traduzioni spiccano le poesie di Anna Achmatova.


sabato 1 giugno 2024

Poesie per giugno X


Due visioni del mese di giugno, quello più verde e umido di un bosco russo cantato dalla poetessa futurista Elena Guro, e quello mediterraneo, giallo di grano e di sole, caldo, in contrasto con l’azzurro del mare e con i falò che illuminano la notte del Corpus Domini nei versi della scrittrice catalana Olga Xirinacs.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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ELENA GURO

GIUGNO

Intenso, azzurro intenso. 
Il bosco è pieno di calore. 
Ed ebbri pendono gli aghi dei pini 
e c’è un lieve 
risuonar di sogni. 
Intensi, intensi gli aghi.
Pieni di calore, 
e di felicità, 
e di ebrezza, 
e di estasi.

1913 

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OLGA XIRINACS

POESIA DI GIUGNO

Poesia del mese di giugno
giallo di sole e di grano
gigli in fiore sulla montagna
e le spiagge spalancate.
Che luce nel mese di giugno
dolce e aspro, radioso e chiaro
mille falò sopra le vette
li guardano dal mare azzurro.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

All'inizio di giugno il mondo delle foglie e dei fiori esplode, e ogni tramonto è diverso.
JOHN STEINBECK

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Elena Genrichovna Guro (Pietroburgo, 18 maggio 1877 – Usikirko, 6 maggio 1913), scrittrice e pittrice russa. La sua carriera ha attraversato il periodo di transizione tra il simbolismo e il futurismo: fu esponente di spicco del gruppo conosciuto come Cubofuturismo. È nota per aver sviluppato nuove teorie sul colore nella pittura.


Olga Xirinacs Díaz (Tarragona, 11 maggio 1936), scrittrice e pianista spagnola in lingua catalana. Ha una solida formazione artistica, che dona spessore alla sua opera letteraria. Ha scritto poesie, romanzi, racconti e saggi.  Sul piano della poesia spicca la raccolta di poesie Llavis que dansen, del 1987.