giovedì 14 marzo 2019

Riverberi


NIKIFÒROS VRETTÀKOS

…NELLA STESSA NOTTE 


Non riesco a scriverti. Tutto cambia, scorre,
brilla in modo strano. In questo momento,
sopra il mio tavolo si diramano dieci
ruscelli di fuoco. Non ho più dita.
                                                    Solo
il mio viso si oppone
per restare viso.
Per me, per te,
per tutto il mondo.


*


La penna si è sciolta. Ora è luce.
Un raggio d’oro annodato alla mia mano.
E le parole che ti ho scritto, guizzando intermittenti,
hanno cambiato posto. Saltellando sopra
le righe della pagina, si sono fuse, mutate in
riverberi, farfalle che hanno riempito la casa.


(da L’abisso del mondo, 1961 – Traduzione di Gilda Tentorio)


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Il poeta greco Nikifòros Vrettàkos è un alchimista che distilla la luce del sole e ne fa poesia: ne trae linfa per nutrire le parole luminose che costellano le sue pagine, oro che disegna riverberi e interpreta il mondo in una sinestesia di profumi e di luci.

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FOTOGRAFIA DA GOOGLE

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LA FRASE DEL GIORNO
Prima che sia scritta, è parole la poesia.
NIKIFÒROS VRETTÀKOS, Il pianeta visibile




Nikifòros Vrettàkos (Krokeès, 1° gennaio 1912 – Plumitsa, 4 agosto 1991), scrittore e poeta greco. Partito per Atene alla scoperta del mondo, ne fu deluso. Prese parte in prima linea alla Seconda guerra mondiale e alla resistenza. Espulso dal Partito Comunista per il suo umanesimo di pace, visse in esilio la dittatura dei colonnelli. Tra le sue opere: Le smorfie dell’uomo, 1940, L’abisso del mondo, 1961, Itinerario, 1972, Protesta, 1974, Eliotropio pomeridiano, 1977, La filosofia dei fiori, 1988.


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