domenica 4 febbraio 2018

Poesie ai non vedenti


WISŁAWA SZYMBORSKA

LA CORTESIA DEI NON VEDENTI

Il poeta legge le poesie ai non vedenti.
Non pensava fosse così difficile.
Gli trema la voce.
Gli tremano le mani.

Sente che ogni frase
è qui messa alla prova dell’oscurità.
Dovrà cavarsela da sola,
senza luci e colori.

Un’avventura rischiosa
per le stelle dei suoi versi,
e l’aurora, l’arcobaleno, le nuvole, i neon, la luna,
per il pesce finora così argenteo sotto il pelo dell’acqua,
e per lo sparviero, così alto e silenzioso nel cielo.

Legge - perché ormai è troppo tardi per non farlo -
del ragazzo con la giubba gialla in un prato verde,
dei tetti rossi, che puoi contare, nella valle,
dei numeri mobili sulle maglie dei giocatori
e della sconosciuta nuda sulla porta schiusa.

Vorrebbe tacere - benché sia impossibile -
di tutti quei santi sulla volta della cattedrale,
di quel gesto d'addio al finestrino del treno,
di quella lente del microscopio e del guizzo di luce dell'anello
e degli schermi e specchi e dell'album dei ritratti.

Ma grande è la cortesia dei non vedenti,
grande la comprensione e la generosità.
Ascoltano, sorridono e applaudono.

Uno di loro persino si avvicina
con il libro aperto alla rovescia,
chiedendo un autografo che non vedrà.

(da Due punti, Traduzione di Pietro Marchesani)

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Il classico straordinario umorismo letterario che caratterizza molte poesie del Premio Nobel Wisława Szymborska trova qui una delle sue prove più scintillanti: alla fine. E quello che parte come un po’ tronfio esercizio di gloria letteraria si trasforma via via nella tenerezza di questa cortesia davanti a immagini che non possono avere alcuna esattezza e che quindi perdono di significato agli occhi del poeta.

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Szymborska

FOTOGRAFIA © JACEK BEDNARCZYK/PAP

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LA FRASE DEL GIORNO
Anche noi sappiamo dividerci in due. / Ma solo in corpo e sussurro interrotto. / In corpo e poesia.
WISŁAWA SZYMBORSKA, Ogni caso




Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012), poetessa e saggista polacca, insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996 “per una poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d'umana realtà”.


2 commenti:

EB ha detto...

Meraviglioso il dono della vista, quanta ricchezza ci procura! Avran sognato anche i non vedenti al suono della poesia? Avran trasposto in loro immagini mentali,e quali? Impossibile saperlo...
Esiste un poeta cieco?

DR ha detto...

Impossibile... Mi chiedo quali impressioni differenti ha del mondo chi è nato non vedente. La volta che ho provato a bendarmi, su invito di un'associazione di non vedenti, mi sentivo perso e ho rimediato un livido nello stinco. È davvero un dono prezioso.

Poeti ciechi: conosco solo il leggendario Omero. Borges è diventato cieco in età avanzata, così come Milton. Non vorrei che la vista (o la sua memoria) sia essenziale per la poesia.

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