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domenica 7 agosto 2022

Acqua


JOSÉ BERGAMÍN

SOLTANTO ACQUA È IL MARE; L’ACQUA È IL FIUME

Soltanto acqua è il mare;  l'acqua è il fiume,
acqua  torrente e acqua è il ruscello.
Ma la voce che parla e canta in loro
non è voce di acqua, è voce di vento.

L'acqua è la neve silenziosa e soffice
blocchi di cristallo di ghiaccio il mondo.
Non è acqua, è luce la voce che tace
meravigliosamente nel silenzio.

L'acqua è la nube scura e silenziosa,
vagabonda prigioniera dei cieli.
Ma la sua ombra, che va sulla terra
e sopra il mare non è acqua, è sogno.

(da Rime e sonetti riuniti, 1962)

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L'acqua è ovunque, nella sua molteplice forma fisica - dal mare al fiume,  dalla pioggia alla neve alle nuvole,  liquida, solida, gassosa. il poeta spagnolo José Bergamín con la sua classica eleganza ne racconta l'armonico divenire individuando in essa il collegamento che unisce tutti gli elementi, il vento, la luce e l'ombra..


FOTOGRAFIA © MARTIN STR/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO    

L'acqua non oppone resistenza. L'acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L'acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L'acqua è paziente. L'acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l'acqua.
MARGARET ATWOOD, Il canto di Penelope




José Bergamín Gutiérrez (Madrid, 30 dicembre 1895 – Fuenterrabía, 28 agosto 1983), scrittore e poeta spagnolo. Politica e religione rappresentarono gli assi portanti del suo pensiero e le spinte propulsive del suo attivismo, inteso a conciliare il comunismo e il cattolicesimo vicino alle posizioni di Jacques Maritain.


sabato 6 agosto 2022

Gli eliotropi


RAINER MARIA RILKE

ELIOTROPIO PERSIANO

Sembra, per la tua amica, altisonante
la lode della rosa? Allora scopri
l’erba dal bel ricamo, gli eliotropi;
sovrasta col fruscio loro incessante
il garrulo bul-bul che la compagna
(ove a lei piace) canta e ignora quasi.
Parola dolce, vedi, s’accompagna
di notte ad altre, folte nelle frasi,
e un vivo malva di vocali dosa
fragranze nell’alcova silenziosa;
così questa trapunta delle foglie
nitide stelle in grappoli raccoglie
fuse a un silenzio che ogni orlo cancella,
che odora di vaniglia e di cannella.

(Parigi, estate 1908)

(da Nuove poesie, 1908 - Traduzione di Marino Marchello)

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Della serie di poesie dedicate ai fiori dal poeta austriaco Rainer Maria Rilke, oltre all’ortensia rosa, all’ortensia azzurra e alle rose, fa parte anche questa dedicata all’eliotropio persiano (Heliotropium arborescens) detto anche “fior di vaniglia”, piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Boraginaceae. Ha le caratteristiche che Rilke coglie da poeta qual è: il colore malva violaceo dei fiori, in contrasto con le foglie verde scuro e l’intenso aroma di vaniglia che da essi emana. Il bul-bul, uccello passeriforme originario della fascia che va dal Nordafrica al Giappone passando per il Medioriente e l’Asia tropicale, ne aumenta l’esoticità.

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FOTOGRAFIA © H. ZELL

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  LA FRASE DEL GIORNO    

I versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze.
RAINER MARIA RILKE, I quaderni di Malte Laurids Brigge




René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke, noto come Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Les Planches, 29 dicembre 1926), scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema. È celebre soprattutto per le Elegie duinesi  i Sonetti a Orfeo e I quaderni di Malte Laurids Brigge. La sua poesia, influenzata da Nietzsche, vede una realtà senza consolazioni.


venerdì 5 agosto 2022

Il senso di quel mondo


ALEXANDROS MÁTSAS

IL SONNO

I

Il sonno è venuto a giacere tra di noi
come un rivale. Ti ha preso gli occhi
e li ha chiusi, ha preso le tue labbra
e ha spazzato via il tuo sorriso e il tuo bacio.

I tuoi capelli chiari erano pettinati dalle quiete
acque del Lete che hanno condotto il tuo amato corpo
lontano nel mondo delle stelle e delle ombre.

Filtri di silenzio forzano le tue labbra sigillate,
voci dormienti le nostre orecchie; nelle tue vene
sento il suono profondo del viaggio.

II

Sei emersa dalle profondità del sonno
con stelle e conchiglie nelle mani,
con la cupa frescura dei mari negli occhi.

Ora che li schiudi voglio io per primo cogliere
il loro sguardo: per poter catturare,
prima che svanisca, il senso di quel mondo
che ti ha trattenuto la notte intera.

(da Poesie, 1964)

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"Nel sonno, la psiche si isola dal mondo esterno e si ritrae dalla periferia" per dirla con le parole del fisiologo dell'Ottocento Karl Frierich Burdach. Certo, lo dice meglio il poeta greco Alexandros Mátsas: si iscrive alla lunga serie di quanti guardano la persona amata dormire e si chiedono dove si trovi in quel momento il suo inconscio, da Paul Valéry ("Quali segreti brucia nel cuore la mia giovane amica, / Anima dalla dolce maschera, che aspira un fiore? / Di quali vani alimenti il suo naturale calore / Fa l’irraggiarsi d’una donna dormiente?") a Juan Ramón Jiménez ("Adesso che tu dormi / posso, solo, adorarti, / senza che la mia fede / sia da te corrisposta"), da Karmelo C. Iribarren ("Talvolta / la mia anima si avvicina / al tuo sonno / e lì / - quando nessuno la vede – / solleva appena / le palpebre / e ti guarda") a Jorge Luis Borges ("Proiettato nella quiete, / scorgerò quella riva estrema del tuo essere / e ti vedrò forse per la prima volta / quale Iddio deve ravvisarti").

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FELIX VALLOTTON, "DONNA CHE DORME"

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  LA FRASE DEL GIORNO    

A faccia in giù, respiri / un canto della terra / che non ricorderai al risveglio. //  Misuro il mio essere su questo canto.
JORGE RIECHMANN, Il taglio sotto la pelle




Alexandros A. Mátsas (Atene, 1911 – Londra, 1969), poeta greco. Ambasciatore in Egitto, a Parigi, L'Aia, Roma, Istanbul e Washington, fu poeta della Generazione degli Anni '30, pur essendo il suo stile più vicino a quello di Konstantinos Kavafis, nonostante un più moderno ermetismo.


giovedì 4 agosto 2022

La tua cella


LING YU

NÉ AVANZARE NÉ RITIRARSI

Nel mezzo c'è la tua cella
ogni giorno ti siedi composto
collezioni giocattoli
in ogni cassetto, c'è
un calendario
ogni giorno vuoi risolvere
una contraddizione, pratichi la puntualità
vai in bagno, vai in ufficio

Ti eserciti a correre a casa
prima del tramonto, per non mancare
il crepuscolo

per non entrare nella porta sbagliata.

(da Poems about a trunk)

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Ling Yu, poetessa di Taiwan, descrive il profondo intrappolamento dell'uomo moderno nella società: si vive per produrre, si incasella ogni cosa e questo fa sì che i giorni siano gli uni uguali agli altri, che gli appartamenti somiglino a delle celle di prigione, tutte uguali.

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EDWARD HOPPER, "UFFICIO IN UNA PICCOLA CITTÀ"

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  LA FRASE DEL GIORNO    

Voglio sognare, ma non dormire / Voglio camminare, ma senza piedi.
LING YU




Ling Yu pseudonimo di Wang Meiqin (Pinglin, 14 febbraio 1952), poetessa di Taiwan. Affascinata da scrittori analitici come Jorge Luis Borges,  ama i contrasti e i paradossi. Oppone costantemente la luce all’'oscurità, il giorno alla notte, la libertà alla prigionia, l'isolamento alla società.


mercoledì 3 agosto 2022

Una giornata calda


KARL KROLOW

GIORNATA CALDA

Nel fiume si abbracciano
a rovescio le immagini
degli innamorati.
Il mezzogiorno ha ascelle
di umidi petali di gladiolo.
Si sente dire: una giornata calda
Oppure: il vento rincorre
il profumo di lavanda
come fa un uomo con una donna.
Qualcuno mette la mano sinistra
davanti agli occhi come visiera.
Il mezzogiorno approva
l'equilibrio del mondo.
Di notte si sbottonano,
da sole, le camicette delle ragazze.

(da Poesie raccolte, 1997)


Quella che fa il poeta tedesco Karl Krolow è la cronaca di una calda giornata d'estate: nel suo punto di vista, nella sua postazione di osservatore entrano piccoli gesti, sensazioni, profumi, immagini che vanno a comporre l'intero puzzle, scelte per la loro bellezza o per la loro effimera futilità.

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GEORGES SEURAT, "I BAGNANTI AD AISNIÈRES"

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  LA FRASE DEL GIORNO    

La siepe verde è la citazione / di un poeta sconosciuto.
KARL KROLOW, Poesie quotidiane

 



Karl Krolow (Hannover, 11 marzo 1915 – Darmstadt, 21 giugno 1999) conosciuto anche come Karol Kröpcke, poeta tedesco. Si è affermato come una fra le voci più autentiche della moderna lirica tedesca con raccolte di versi che si ispirano a una visione della natura sensitiva e precisa, in uno stile che contempera le esigenze innovatrici con un senso vigile della tradizione.


martedì 2 agosto 2022

La casa nel suo sonno


FRANCO FORTINI

QUESTO VERSO

    – Tu conmigo, rapaz? – Contigo, viejo.

Notte ancora e la casa nel suo sonno.
Già sveglio, andavo alla finestra, aprivo
le imposte del terrazzo,
su quella ringhiera posavo la fronte.

Oltre gli orti ancora bui, le chiese e i culmini,
il cielo era chiaro in cima ai rami
dei platani, dei lecci e degli allori.
Il disegno era rigido e preciso,
contro i colli, dei cipressi e delle rondini.

Perché pietà per quell’ombra, perché
la scongiuro se scorgo
le orme di minuscole ferite
sui ginocchi dei ragazzi e, mi rammento,
gustavo fra i denti le croste brunite
raschiate alle mie cicatrici.
Atterrito dal mondo e da se stesso
Egli fermava contro il ferro la sua tempia.

Rispondo che è pietà per l’avvenire,
per il patire interminato che
entro tanto splendore uno spavento
come una bestia immane dall’azzurro
annunziava a quel misero tremante
nella felicità che il pianto libera.
Da qui lo assisto, da qui ora lo consolo…

Poi quando i rami al raggio si avvivavano
della meravigliosa alba serena
l’Apparita lontana era speranza
al primo vento già volando questo verso.

(da Composita solvantur, Einaudi. 1994)

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"Oggi, con la primavera, / ho sognato che un bel corpo mi seguiva / come un'ombra docile. Era / il mio corpo giovanile, quello che saliva /  la scala tre gradini alla volta. / - Ciao, levriero di ieri. (La sua luce d'acquario scambiava / lo specchio profondo / per una luce amara sull'angolo di un ossario) / - Tu con me, rapace? - Con te, vecchio". Parte da questo ultimo verso dall'incipit di una poesia di Antonio Machado, Ultime lamentazioni di Abel Martín, la nostalgica rincorsa di Franco Fortini a un'epoca lontana: ma è un ricordo che non può bastare a se stesso, non sa dare risposte al vecchio poeta. Soltanto l'alba - la poesia - può rappresentare la speranza.

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FOTOGRAFIA © HARUN TAN/PEXELS
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  LA FRASE DEL GIORNO    

La speranza ora è convulso passo / di bestia, entro di noi, che viene e va.
FRANCO FORTINI, Poesie ed errore




Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.



lunedì 1 agosto 2022

Poesie per agosto IX


Due poeti della penisola iberica per la calura di agosto che va scemando verso la dolcezza di settembre: il portoghese Eugénio de Andrade trova una sensuale ispirazione negli alberi carichi di limoni e fa fiorire il linguaggio nel sonno; il poeta spagnolo Arcadio Pardo trova sollievo nelle passeggiate serali tra i campi e le pinete che circondando il fiume Duero.

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FOTOGRAFIA © SCOTT/FLICKR

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EUGÉNIO DE ANDRADE

A VOLTE AMICO È IL DESERTO

A volte amico è il deserto,
altre l'acqua.
Sbarazzati della minima voce
di agosto; non sempre

un corpo è il luogo della furtiva
luce nuda, dei limoneti
carichi di uccelli
e dell'estate tra i capelli;

è nel fogliame scuro del sonno
che brilla
la pelle bagnata,
la difficile fioritura del linguaggio.

La verità è la parola.

(da Bianco nel bianco, 1984)

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ARCADIO PARDO

DICIAMO UNA DELLE TUE GIOIE

Diciamo una delle tue gioie:
andare verso est la sera,
agosto, il caldo già diminuito,
avanzare nel sole,
toccare l’azzurro vento,
toccare la terra buccia d’uva,
guardare I campi ocra,
annusare la resina nell’aria,
come le stelle immortali,
poi la Via Lattea, tornando,
sopra il Duero,
sulle grandi pinete,
dimenticata la rugiada delle ere.

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  LA FRASE DEL GIORNO    

Mese di tende abbassate, di sedie con le foderine, / del tuo doppio sudato che guarda dallo specchio, / di api che dimenticano l’ordine delle celle / e vanno al mare a spalmarsi di miele.
IOSIF BRODSKIJ




Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas Rato (Póvoa do Atalaia, 19 gennaio 1923 – Porto, 13 giugno 2005), poeta e scrittore portoghese, tradusse García Lorca, Borges, Saffo e Ritsos. Della sua opera José Saramago disse che è una "poesia del corpo cui si arriva attraverso una depurazione continua”.


Arcadio Pardo Rodríguez (Beasáin, 8  maggio 1928 - Parigi, 6 novembre 2021), poeta edittore e professore spagnolo. Nel 1960 lasciò Valladolid per trasferirsi a Parigi, dove insegnò per anni a Saint-Germain-en-Laye. La sua poesia nasce dall’inquietudine: la parola è l’unico mezzo  in grado di placare la tensione dello spirito.