Statistiche web

martedì 5 giugno 2018

Hic sunt leones


MARIA LUISA SPAZIANI

IL NAUFRAGO CHE AGITA LANTERNE

Il naufrago che agita lanterne
sulla costa battuta dal favonio
e nella notte grida
un solo cuore
si ricordi di me, della sventura,
nebbia infernale che circonda l'isola
e ne distrae tutti i naviganti
con calamite perfide...
Sei tu
quel naufrago o relitto, e a notte invochi
la mia vela tranquilla, il mio timone
che non sfugge alla mano che lo guida
verso i porti sereni. Eppure accade
che a mezzogiorno, dentro la bonaccia,
quel tuo grido m'insegua e mi comandi
rotte aberranti che le antiche mappe
segnano con cartigli:
hic sunt leones
.
E le vele ne fremono, e la pace
s'incrina all'urlo del gabbiano in fuga
che dal più alto albero, nel sole,
scorge l'armata dei fantasmi.

(da L'occhio del ciclone, Mondadori, 1970)


L’occhio del ciclone è l’opera di Maria Luisa Spaziani imbevuta di Sicilia – in essa alcuni vedono una diretta derivazione dalla poesia di Quasimodo – e vive delle suggestioni che prova chi si trovi a passare per la meravigliosa isola: un continuo rimando al mito dell’antichità classica, la presenza del mare come un’ossessione. Così sembra di vedere apparire dal Mediterraneo la nave di Odisseo, disperso nel suo vagare al di là dei confini conosciuti: “Che senso ha approdare se approdiamo / sempre a porti diversi? / Restano i versi, fuochi fatui in fuga / sulla città dei morti”.

.

Leones

MAPPA DI COTONE DEL 1040 - FOTOGRAFIA © PULS BIZNESU

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Chi ritorna da un viaggio lunghissimo / non è più la stessa persona. / Ha raccolto colori, paesaggi, / temperature, odori, inverni e sole.
MARIA LUISA SPAZIANI, La luna è già alta




Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


lunedì 4 giugno 2018

Dove splende il sole


LALO BARRUBIA

HELSINKI, GIUGNO 2010

in altre città splende il sole

lei vuole rompere il silenzio
si è messa il suo miglior vestito esotico alternativo
ma nessuno la vede
rompere il silenzio con le braccia tatuate
e un piercing all’ombelico
sopravvivere all’equazione speranza/disperazione
senza vergognarsi di essere disperata

prendere aerei
conoscere gente
scrivere lettere

non attendere lettere
non leggere lettere
non dimenticare lettere

sono qui tutti
pronti per l’evento
ma nessuno la vede
la birra non le fa effetto
i tamburi non le fanno effetto
la stanchezza non le fa effetto
e l’estate fredda e trasparente
come colla di pesce

in questo momento sa
che l’amore non la salverà
l’amore sono decisioni prese
da qualche parte lontano
e tutte le altre reazioni a pelle

la sua bocca resta aperta mentre le settimane passano
e solo l’odore di quel corpo
che è in un’altra città dove splende il sole
la farebbe sentire meglio

(da Ubriaca nelle città, Ediciones Liliputenses, 2013)

.

Eccolo qui, un altro di quegli amori a distanza che vivono di sensazioni, di nostalgie e lontananze: va in scena nel freddo inizio d’estate nella fredda Helsinki. Sin dal sottotitolo la poetessa uruguaiana Lalo Barrubia crea un altrove, un’altra città di memoria e di sogno dove vive l’amore, dove forse è sepolto il segreto di un’inarrivabile felicità.

.

Helsinki

FOTOGRAFIA © MOOMIN

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO.
L'estate è il riposo lungo e luminoso / con i suoi ponti di sabbia. / L'estate è il sogno dell'estate.
LALO BARRUBIA




BarrubiaMaría del Rosario González, conosciuta come Lalo Barrubia (Montevideo, 9 aprile 1967), è una scrittrice, performer e traduttrice uruguaiana, radicata dal 2001 in Svezia, a Malmö.​ Fa parte della generazione di scrittori etichettati come “cannibali”.


domenica 3 giugno 2018

Il mare negli occhi


SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

IL MARE DEI MIEI OCCHI

Ci sono donne che hanno il mare negli occhi
Non per il colore
Ma per la vastità dell’anima
E portano la poesia tra le dita e nei sorrisi

Rimangono al di là del tempo
Come se mai la marea le portasse via
Dalla spiaggia dove furono felici
Ci sono donne che hanno il mare negli occhi

Per la grandezza, per l’immensità dell’anima
Per il modo infinito di abbracciare le cose e gli uomini…
Ci sono donne che sono la marea nelle sere calme…

(da Opera poetica, 2010)

.

Che gli occhi siano lo specchio dell’anima non è una novità: il proverbio che lo afferma è antichissimo. E quell’anima in certe persone, in certe donne soprattutto, come la poetessa portoghese Sophia De Mello Breyner Andersen, ha la vastità del mare, un immenso mare capace d’amore e di solitudine e di calme maree dove sa ritornare il ricordo: “Le onde s'infrangevano una ad una / Io stavo sola con la sabbia e con la spuma / Del mare che cantava soltanto per me”.

.

Mare

VANESSA BREEN, “DA QUALCHE PARTE LÀ FUORI”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Di tutti gli angoli del mondo / Amo con amore più forte e più profondo / Quella spiaggia estasiata e nuda / Dove mi unii al mare, al vento e alla luna.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN




Sophia de Mello Breyner Andresen (Porto, 6 novembre 1919 – Lisbona, 2 luglio 2004), poetessa portoghese, seconda donna a vincere il Premio Camões nel 1999. La sua opera consta di 15 libri di poesia, pubblicati tra il 1947 e il 1999, che riconoscono alla parola un valore intrinseco e per questo sono rigorosi, armonici ed equilibrati. Scrisse anche racconti, opere teatrali e libri per ragazzi


sabato 2 giugno 2018

Terra magica


ALEKSANDR PUŠKIN

ALL’ITALIA

Chi conosce la terra dove il cielo
d'indicibile azzurro si colora?
dove tranquillo il mar con l'onda sfiora
rovine del passato?
dove l'alloro eterno ed il cipresso
crescon superbi? dove il gran Torquato
cantò? dove anche adesso
ne la notte profonda
i canti suoi va ripetendo l'onda?
la terra ove dipinse Raffaello,
dove gli ultimi marmi
animò di Canova lo scalpello
e Byron rude martire ne' carmi
dolore, amore effuse e imprecazione?
Italia, terra magica, gioconda
terra d'ispirazione!

.

2 giugno. Festa della Repubblica. Dopo infinite polemiche e il solito teatrino, a quasi 90 giorni dal voto e a conferma del celebre aforisma di Flaiano “In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l'arabesco”, abbiamo anche un governo. Celebriamo dunque semplicemente questa Italia che, volente o nolente, è la nostra patria, anche se spesso ci fa disperare. Una terra di bellezza e di poesia che facciamo di tutto per vituperare, dall’inquinamento al dissesto, dal disastro delle strade cittadine agli inceneritori, ma che agli occhi degli ospiti stranieri, quali il poeta Aleksandr Puškin, appare come davvero è, “magica” sebbene il barista del centro storico talvolta ti freghi caricando a dismisura lo scontrino…

.

Italia

FOTOGRAFIA DA PINTEREST

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Che cosa pensano gli italiani? Difficile dirlo. Si ha molta fiducia nella nostra incapacità.
LEO LONGANESI, Parliamo dell'elefante

 



Aleksandr Sergeevič Puškin (Mosca, 6 giugno 1799 – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837), poeta, saggista, scrittore e drammaturgo russo, considerato fondatore della letteratura russa contemporanea; le sue opere, tra le migliori espressioni del romanticismo russo, hanno ispirato numerosi scrittori, compositori e artisti.


venerdì 1 giugno 2018

Poesie per giugno IV


Giugno, il mese che apre la porta all’estate. Mario Luzi ne rileva un’atmosfera senza tempo, sospesa tra memoria e sogno, nel contrasto fotografico tra il nero del temporale e il rosso dei papaveri. Attilio Bertolucci dal porto di Comacchio ne trae un divertissement in rima dove protagonista è la luce.

.

Papaveri

FOTOGRAFIA © COY/PIXDAUS

.

.

MARIO LUZI

IL NERO DI MINIERA DEL TEMPORALE

Il nero di miniera del temporale
e poi nella schiarita in extremis
a un tratto sulla pianura monocroma
una fiammata, i papaveri - sotto
il cielo di giugno, ma quale,
di un viaggio forse mai fatto
o fatto da un altro che fui io
o in futuro potrei essere - o, chi sa, in astrale.
Fino a lei che dietro le lenti
nella luce celeste del suo camice
m’aspettava forse, o lascia che io lo pensi.

(da Al fuoco della controversia, Garzanti, 1978)

.

.

.

.

ATTILIO BERTOLUCCI

PORTO GARIBALDI

Qui nel sole la gente
che ancora non lo schiva -
ancora non arriva
giugno che già si sente -

ma l’attraversa, viva
e beata, gente
del mio secolo, viva
in quest’ora lucente…

(da In un tempo incerto, Garzanti, 1955)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Papaveri, avvii d'una porpora miracolosa / che tessono in qualche lor selva dorata le fate.
FRANCESCO CHIESA, Fuochi di primavera




Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


giovedì 31 maggio 2018

Nelle mie radici


ANISE KOLTZ

TAGLIATE I MIEI RAMI

Tagliate i miei rami
fatemi a pezzi
gli uccelli continuano a cantare
nelle mie radici.

(da Sonnambula del giorno, 2015)


La nostra esistenza è basata per larga parte sulla scienza, la tecnologia, l’energia atomica, ecc. La nostra intelligenza, almeno quella dei comuni mortali, e il nostro sapere non sono più in grado di seguire i fulminei progressi che ci pongono di fronte a questo mondo ad alta tecnologia in pieno mutamento” scrive amara la poetessa lussemburghese Anise Koltz: siamo simili a quell’albero tagliato a pezzi dove però la poesia continua a cantare dalle radici.

.

Olbinski

DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La parola che scrivo / diventa un’altra parola // Come addormentare il proprio grido / sulla pagina.
ANISE KOLTZ




Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


mercoledì 30 maggio 2018

Centenario di Pita Amor


Guadalupe Teresa Amor Schmidtlein, meglio nota come Pita Amor, poetessa messicana, nasceva il 30 maggio di cento anni fa: donna libera ed eccentrica (spesso vestiva esclusivamente un mantello o un cappotto senza altro sotto), in gioventù fu modella di Diego Rivera e Juan Soriano e amica di Frida Kahlo, Salvador Dalí e di Pablo Picasso, dei poeti Salvador Novo e Gabriela Mistral. La sua vita è segnata dalla scomparsa del figlioletto di un anno, annegato in una pozza: incapace di gestirlo, lo aveva affidato alla sorella minore perché se ne curasse. Da quel momento divenne silenziosa e solitaria, incurante dell’aspetto fisico cui aveva tanto tenuto. Riapparirà negli Anni ‘70, ancora insolente e impulsiva per poi ripiombare nel silenzio che manterrà fino alla morte. La sua poesia riveste toni metafisici, che si interrogano sulla divinità, sull’essenza del mondo, che indagano sulle paure che da sempre l’hanno accompagnata: la solitudine e l’abbandono.

.

Pita

.

.

da Polvere, 1949

MI AVVOLGE LA POLVERE, MI INQUIETA

Mi avvolge la polvere, mi inquieta.
Perché viene da tanto lontano?
E come assoggetta ai detriti
i vecchi mondi passati?
- La polvere non ha fine,
né inizio avrà mai avuto;
so che ha sempre contenuto,
nella sua eternità convulsa,
l'arcana forza che conduce
a ciò che è e a ciò che è stato.

.

.

da Io sono la mia casa, 1957

IO SONO LA MIA CASA, III

Dalla mia idea sferica delle cose,
nascono le inquietudini e i miei mali,
io geometricamente penso uguali
il grande e il piccolo, perché, essendo,
hanno uguale rilevanza; esistendo,
i volumi non hanno proporzioni,
né si misurano per dimensioni
e contano solo perché totali,
se anche sfericamente disuguali
.

.

.

SE L'AMORE NON L'HO CANTATO

Se l'amore non l'ho cantato,
sarà perché l'ho vissuto?
Se il dolore l'ho sbandierato
sarà perché cammina al mio fianco?

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Speriamo che qualcuno di questi versi possa dare a chi li legge un modesto riflesso della loro angoscia, della loro speranza.
PITA AMOR





Pita AmorGuadalupe Teresa Amor Schmidtlein, (Città del Messico, 30 maggio 1918 - 8 maggio  2000), poetessa e scrittrice messicana, conosciuta come Pita Amor. Musa di Diego Rivera e Juan Soriano, fu amica di Frida Kahlo, Salvador Dalí e Pablo Picasso. La sua poesia metafisica si interroga su Dio, sulla solitudine e sull’abbandono.