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venerdì 17 maggio 2024

Amore segreto


PABLO NERUDA

ODE AL SEGRETO AMORE

Tu sai
che indovinano
il mistero:
mi vedono,
ci vedono,
e nulla
è stato detto,
né i tuoi occhi,
né la tua voce, né i tuoi capelli,
né il tuo amore hanno parlato,
e lo sanno
d'improvviso,
senza saperlo
lo sanno:
mi accomiato e cammino
verso un'altra parte
e sanno
che mi attendi.

Felice
vivo
e canto
e sogno,
sicuro
di me stesso,
e in qualche modo
conoscono
che tu sei la mia gioia.
Vedono
attraverso i pantaloni oscuri
le chiavi
della tua porta,
le chiavi
della carta, della luna
nei gelsomini,
il canto nella cascata.
Tu, senza aprire la bocca,
sbrigliata,
tu, chiudendo gli occhi,
cristallina,
tu, che custodisci
tra le foglie nere
una colomba rossa,
il volo
di un cuore nascosto,
e allora
una sillaba,
una goccia
del cielo,
un suono
dolce d'ombra e di polline
nell'orecchio,
e tutti
lo sanno
amor mio,
circola tra gli uomini,
nelle librerie,
vicino alle donne,
vicino
al mercato
rotola
l'anello
del nostro
segreto
amore
segreto.

Lascia
che se ne vada
rotolando
per le strade,
che spaventi
i ritratti,
i muri,
che vada e torni
ed esca
con i nuovi
legumi del mercato,
ha
terra,
radici
e in alto
un papavero,
la tua bocca
un papavero.
Tutto
il nostro segreto,
la nostra chiave,
parola
nascosta,
ombra,
mormorio,
quello
che qualcuno
disse
quando non eravamo presenti,
è solo un papavero,
un papavero.

Amore,
amore,
amore,
oh fiore segreto,
fiamma
invisibile,
chiara
bruciatura!

(da Odi elementari, 1954)

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L’amore segreto di Pablo Neruda fu quello per Matilde Urrutia, la cantante cilena che il poeta, convalescente per una flebite, conobbe in Messico, con la quale instaurò una relazione e che anni dopo sposò. L’amore segreto è quello che vive l’intensità di questa sua stessa discrezione, di questo suo mistero: ma nell’ombra, nel remoto rifugio, risplende anche di più.

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JACK VETTRIANO, "MOVIMENTO A TENAGLIA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca / dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; / grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo / il concentrato aroma che ascese dalla terra.
PABLO NERUDA, Cento sonetti d’amore

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Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), poeta, diplomatico e politico cileno, è considerato una delle più importanti figure della letteratura latino-americana del Novecento. Fu insignito del Premio Nobel nel 1971.


giovedì 16 maggio 2024

Il capanno degli attrezzi


BARTOLO CATTAFI

CAPANNO

Vorrei mettere in ordine
e a piombo
questa materia grezza
malta fango mattoni
farmi il capanno degli attrezzi
che poi sono quei quattro
gatti di sentimenti e stilemi
due remi per la barca
e una candida dea
seminuda
con pochissime idee per la mente.

(da Marzo e le sue idi, Mondadori, 1977)

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"Cominciai a enumerare le cose amate, a compilare in versi un ingenuo inventario del mondo" dice Bartolo Cattafi del suo incontro con la poesia mentre era convalescente nella primavera del 1943. Così, ecco la sua idea poetica: catturare l'apparenza e la metamorfosi delle cose per provare a edificare qualcosa che gli permetta di raggiungere la nuda verità degli oggetti e il mistero del vivere.

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RICK BERG, "IL VECCHIO CAPANNO DI DENNY"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mondo si concluse entro un confine / di pietre abbacinanti, / non vedemmo al di là di quell’altro mondo.
BARTOLO CATTAFI, L'osso, l'anima

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Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


mercoledì 15 maggio 2024

La trasparenza del giardino


JACOBO CORTINES

NEL PATIO

Il tempo in questo patio, tra queste mura
sorrette da archi e colonne.
La distesa ondulata della tenda
che trasforma la luce forte in penombra.
Il verde delle palme con le loro foglie
in posa aperta e grata.
La trasparenza del giardino sullo sfondo
con le sue chiazze di sole tra i rami.
Il tempo qui, silenzioso, fermo,
e io al suo interno, estraneo, immobile,
senza voglia di essere, come se fossi
la statua che queste ore hanno scolpito.

(da Consolazioni, 2004)

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Ma invano per sognare, un tempo inesorabile / continua il suo corso,  e al suo passaggio / l'anima trema, non sapendo  / ciò che è stato già vissuto e ciò che è il presente”: il passare del tempo e la comunione con il paesaggio sono tra i temi prediletti dal poeta spagnolo Jacobo Cortines. Qui li troviamo accomunati nella quiete di una bella giornata di sole, in un giardino tanto tranquillo da far credere che anche il tempo sia immobile.

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PEDRO MEREGOTTE, "PATIO SPAGNOLO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Già mi basta / non naufragare nel mio silenzio.
JACOBO CORTINES, Poetica e poesia

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jacobo_cortines

Jacobo Cortines Torres (Lebrija, 1946), poeta, saggista, traduttore, editore, accademico e professore universitario spagnolo. Laureato in Lettere e Filosofia, insegna Letteratura spagnola a Siviglia.  Poeta riflessivo, segue la lezione dei classici e soprattutto di Petrarca.


martedì 14 maggio 2024

Un fringuello


ELISEO DIEGO

LASSÙ

Un uccello lassù,
tra i rami più sottili
dell'alto albero,
un fringuello
nervoso, esile, leggero
 
come un soffio di luce,
sta cantando
la propria leggerezza,
la meraviglia
del suo incredibile essere
 
            la sua vita pura
minuscola, perfetta, illuminata.

(da I giorni della tua vita, 1977)

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La poesia sa condurci all'interno della meraviglia quotidiana, ci consente di scorgerla semplicemente "accorgendoci" della sua presenza. Al poeta cubano Eliseo Diego basta un fringuello cantore di Cuba, un uccellino che vive nelle foreste umide tropicali, a individuare la bellezza, a riconoscere con stupore la perfezione del suo canto e della sua esistenza.

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FOTOGRAFIA © RICHARD TAYLOR

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ci sono persone molto semplici che, con il loro solo modo di vivere, hanno già scritto una poesia.
ELISEO DIEGO, Inti, n. 18, 1983

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Eliseo Diego (L'Avana, 2 luglio 1920 – Città del Messico, 1° marzo 1994), poeta cubano. La sua poesia, sempre intrisa di storie oniriche che si mescolano con la realtà, affronta questioni come la trascendenza nonostante la morte o la solitudine ed è una sfida verbale all'effimero della vita.


lunedì 13 maggio 2024

La pelle del mondo


JOSÉ EMILIO PACHECO

DEFINIZIONE

La luce: la pelle del mondo

(da Andrai e non tornerai, 1972)

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Come per la celeberrima "M'illumino d'immenso" di Ungaretti, anche in questa poesia brevissima del messicano José Emilio Pacheco è l'intensità a dare l'ossatura all'unico verso - un settenario in versione originale - di sole sei parole, quasi aforistico, a metà tra la lapidaria battuta surrealista e la concisione orientale degli haiku e del buddhismo zen. E non è certo un caso che entrambe le poesie abbiamo per tema la luce.

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DIPINTO DI JEFFREY T. LARSON

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Invenzione della luce / ala di schiuma, / sorgi dalle profondità più azzurre
JOSÉ EMILIO PACHECO, Non chiedermi come passa il tempo

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José Emilio Pacheco Berny (Città del Messico, 30 giugno 1939 - 26 gennaio 2014), scrittore, poeta, saggista e traduttore messicano. Fu parte integrante della Generazione dei ‘50. La sua poesia concentra l’attenzione sulla storia, sulla ciclicità del tempo, sull’universo dell’infanzia e sulla vita nel mondo moderno.


domenica 12 maggio 2024

Centenario di Claribel Alegría


Claribel Alegría, poetessa nicaraguense che nasceva il 12 maggio 1924, nel 2006 rilasciò un’antologia, Ars poetica, in cui racchiuse tutto il senso della sua esperienza di scrittrice, una specie di riassunto della sua vita: “Le mie preoccupazioni da adolescente, il mio viaggio a Santa Ana, la scoperta dell'amore, le mie delusioni, le mie ossessioni (la liberazione del nostro popolo, per esempio), l'esilio e, infine, il mio incontro con la vecchiaia e l'inesorabile presenza della morte. Spero che una o due poesie aiutino qualcuno a illuminare il proprio cammino o a medicare la propria ferita”. E quell’amore per la vita risalta anche nei suoi versi, in cui l’amore ricopre ogni cosa, come quel balsamo per la ferita che invocava ormai ottantenne.

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VOLO INTERROTTO

a Cristina e a Lil

Ho sognato di essere un'ala
Mi sono svegliata
con lo strappo
delle mie radici.

(da Sopravvivo, 1978)

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FUGACE SOLLIEVO

Sono una scintilla
sulla terra
un fugace sollievo
del cuore che ci pensa.

(da E questo poemario, 1999)

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RIVANGANDO RICORDI

Rivangando ricordi
mi sono imbattuta nel tuo.
Non faceva male.
L'ho tolto dalla custodia,
Ne ho scosso le radici
nel vento,
L’ho messo controluce:
era una boccia di vetro
che rifletteva pesci rossi,
un fiore senza spine
che non bruciava.
L'ho sbattuta contro il muro
e la mia sirena d'allarme ha suonato.
Chi ha spento la sua luce?
Chi ha tolto il fillo
alla lancia del ricordo
che amavo?

(da Cambiale da riscuotere e altre poesie, 1973)

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Altre poesie di Claribel Alegría sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è scrivere e riscrivere al meglio i versi; non deve fare compromessi né essere al servizio di nessuno.
CLARIBEL ALEGRÍA

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Claribel Isabel Alegría Vides (Estelí, 12 maggio 1924 – Managua, 25 gennaio 2018), poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense considerata con la connazionale Gioconda Belli la maggiore esponente della Letteratura del Centro America. Fu candidata al Premio Nobel 2016.


sabato 11 maggio 2024

Nel villaggio


VASKO POPA

NEL VILLAGGIO DEI MIEI ANTENATI

Qualcuno mi abbraccia
qualcuno mi guarda con gli occhi di un lupo
Qualcuno si toglie il cappello
perché possa riconoscerlo

Tutti mi chiedono
sai che parentela ho con te

Anziani e vecchie sconosciute
si appropriano dei nomi
di ragazzi e ragazze della mia memoria

Chiedo a uno di loro
dimmi per l'amor di Dio
se Giorgio il Lupo è ancora vivo

Sono io, risponde
con una voce d'oltretomba

Gli tocco le guance con la mano
e lo imploro con gli occhi
di dirmi se anch'io sono ancora vivo.

(da Carne viva, 1975)

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Il poeta serbo Vasko Popa esplora i temi dell'identità e della memoria, della soggettività e del potere evocativo dei ricordi. Tornare dove si è vissuto crea una riconnessione con la propria memoria, riconduce su una strada dimenticata, obbliga a ricostruire i passi di un tempo ormai perduto.

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BER MURPHY, "UNA CONVERSAZIONE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Essere di nuovo quello che fu, quello che fosti, / pagina già voltata / di una storia che ti ha condotto qui,/ a questo giorno, bambino, per qualche ora / nella tua vecchia città, / in fondo uguale, ma così diversa.
JESÚS MUNÁRRIZ, Questi tuoi occhi

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Vasile "Vasko" Popa (Grebenac, 29 giugno 1922 – Belgrado, 5 gennaio 1991), poeta serbo di origini rumene. Primo a rompere con il realismo socialista del dopoguerra jugoslavo, scrisse in uno stile modernista influenzato dal Surrealismo e dalle tradizioni popolari serbe: motivi terrestri e leggendari si fondono, emergendo dal subconscio collettivo.