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martedì 7 giugno 2011

Pioggia estiva

 

HERMANN HESSE

PIOGGIA

Pioggia fiacca, pioggia estiva
dai cespugli rumoreggia, rumoreggia dagli alberi.
Com’è bello e benedetto
sognare ancora a sazietà.

Fuori a lungo me ne stetti nella luce,
desueta mi è quest’onda:
dimorare nel proprio intimo
da nessuna terra estranea essere attratto.

Niente desidero, niente bramo,
accenno lievi canti infantili,
stupito a casa sono approdato
nella vaghezza calda dei sogni.
Cuore, come sei lacerato dalle ferite,
come sprofondi cieco e beato
di non pensare, di non sapere,
solo alitare, solo sentire.

(da Poesie – Traduzione di Mario Specchio)

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Lo confesso: mi piace la pioggia, amo quel suo dolce e malinconico canto che avvolge come un umido bacio. Mi piace osservarla dalla finestra, quando riga i vetri e fa tanto telefilm americano. Mi piace camminarci, sentire il suo scrosciare, il ticchettare sulla tela dell’ombrello. E ancora di più mi piace la pioggia estiva, che viene a cadere sulle piante rigogliose, verdi, nutrendole e amoreggiando con le loro foglie. Mi piace restare a guardare il mondo capovolto riflesso nelle gocce. E, come Hermann Hesse, mi ritrovo in un sogno, in un luogo incantato creato dalla pioggia d’estate. Tanto poi viene l’arcobaleno…

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Immagine © Blirk.net

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LA FRASE DEL GIORNO
Foglia su foglia piove l’albero della vita.
HERMANN HESSE, Poesie




lunedì 6 giugno 2011

Tra adesso e adesso


OCTAVIO PAZ

IL PONTE

Tra adesso e adesso
tra io sono e tu sei
la parola
ponte.

Entri in te stessa
quando entri in lei:
il mondo si chiude
come un anello.

Da una sponda all'altra
sempre si stende un corpo,
un arcobaleno.

Sotto i suoi archi dormirò.

(da Salamandra, 1962)

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“In verità, noi non vediamo passare le cose: vediamo come le cose passano attraverso il poeta – e anch’egli passa. L’io del poeta, nell’uso della prima o della terza persona, è lo spazio in cui succedono le cose, uno spazio che è anche tempo” scriveva Octavio Paz nel 1972 in Puertas al campo. L’ossessione della crisi dell’idea del tempo è ricorrente in Paz: il poeta messicano, Premio Nobel 1990, troverà in India una risposta che coinvolgerà coscienza e poesia, nel superamento dell’Io della filosofia occidentale. Il tempo e la parola stessa verranno messi in discussione davanti all’onnipotenza del silenzio: “L’istante si dissolve nell’anonima successione degli altri istanti. Per salvarlo dobbiamo convertirlo in ritmo”.

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Fotografia © Ewallpapers

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è la nostra unica istanza contro il tempo rettilineo, contro il progresso. 
OCTAVIO PAZ, Corrente alterna




Octavio Irineo Paz Lozano (Città del Messico, 31 marzo 1914 – 20 aprile 1998),  poeta, scrittore, saggista e diplomatico messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990. La sua poesia è fatta di sperimentazione e anticonformismo, un continuo mettersi in discussione del linguaggio, “lotta continua contro la significazione”.


domenica 5 giugno 2011

Sete d’acqua


RODOLFO ALONSO

ALL'OMBRA DI MALTHUS

Dei saggi annunciano,
con discreta emozione
e soppesando dati,
in modo sinistro,
irreprensibili,
che nel Terzo Millennio
sempre più uomini avranno sete.

(Al farlo, non saranno,
come si vede,
sufficientemente
originali:
tutti i secoli
ebbero la loro
sete di giustizia,
libertà e bellezza).

Adesso, finalmente, sembra proprio
- miserabile miracolo,
spreco crudele,
irrisorio destino
finale - , che gli umani
avranno la fortuna
di uccidere morendo
(a caccia di piogge,
in oasi blindate,
recintando fiumi,
rinchiudendo il mare)
per una semplice, serena,
salutare e letale
cristallina sete d'acqua.

(da L'arte di tacere, 2003 – Traduzione di Sara Pagnini)

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Chi ha studiato Economia Politica conosce Thomas Robert Malthus. Chi era costui? Un economista inglese vissuto tra il XVIII e il XIX secolo che investigò gli effetti dell’incremento della popolazione sostenendo che la crescita di questa, non regolata e non sorretta da un opportuno aumento delle sussistenze alimentari, avrebbe prodotto un collasso socio-economico. La sua teoria, il malthusianesimo, sostiene che occorre limitare la popolazione – sono buone anche le guerre e le epidemie – anche se il mezzo migliore per elevare il tenore di vita dei paesi sottosviluppati è quello del controllo delle nascite.

Il poeta argentino Rodolfo Alonso, che abbiamo già trovato alle prese con la donna della memoria in Déjà vu, qui trova nella lotta per l’acqua, nella sua più che probabile scarsità nel XXI secolo – tanto da essere ormai definita “oro blu” – la nuova applicazione della teoria di Malthus. Quel “blindare oasi”, “recintare fiumi”, “rinchiudere il mare”, paventando un mondo in cui un bene primario diventa bene economico, mette davvero i brividi.

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Fotografia © Solutions42

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LA FRASE DEL GIORNO
Ho sete, ho sete di spazi e di acque nuove! 
LÈOPOLD SÉDAR SENGHOR




Rodolfo Alonso (Buenos Aires, 4 ottobre 1934), poeta, traduttore, saggista ed editore argentino. Traduttore di Fernando Pessoa, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Cesare Pavese e Paul Celan, fu giovanissimo protagonista della rivista d’avanguardia Poesía Buenos Aires, dove pubblicò i suoi primi versi nel 1952.


sabato 4 giugno 2011

Pensare un fiore

 

FERNANDO PESSOA

IL GUARDIANO DI GREGGI, IX

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi.
e con le mani e con i piedi
e con il naso e la bocca.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è sentirne il sapore.

Per questo quando in un giorno di calore
mi sento triste di goderlo tanto
e mi stendo completamente sull'erba,
e chiudo gli occhi caldi,
sento tutto il mio corpo disteso sulla realtà,
so la verità e sono felice.

(da Poemas de Alberto Caeiro, 1946 – Traduzione di Luigi Panarese)

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Quelle del Guardiano di greggi sono le poesie scritte da Fernando Pessoa con l’eteronimo di Alberto Caeiro, ovvero colui che il poeta portoghese avrebbe voluto essere: un uomo che supera il soggettivismo della civiltà contemporanea per gettarsi a capofitto in una natura paganamente divinizzata, in grado di stabilire un rapporto con il prossimo e di identificarsi con il mondo stesso immergendosi nella realtà grazie all’esperienza sensoriale. In Caeiro c’è forse la soluzione ai dubbi di Pessoa, che scrive nel 1915: “C’è tra me e il mondo una nebbia che impedisce che veda le cose come veramente sono – come sono per gli altri. Ne soffro”. Ma Pessoa non riesce a coglierla, e non è un caso che la biografia fittizia di Alberto Caeiro abbia fine nel 1915, proprio nel periodo di queste parole affidate alle Pagine intime. Si chiude la porta, e a Caeiro subentra un altro eteronimo, Ricardo Reis, suo discepolo, poeta epicureo e malinconico.

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Fotografia © Fotolia

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mio misticismo è non voler sapere. / È vivere e non pensarci. 
FERNANDO PESSOA, Poesie di Alberto Caeiro




Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.



venerdì 3 giugno 2011

Come la prima volta

 

ELOY SÁNCHEZ ROSILLO

L’INCONTRO

...e ora, ora,
succederà di nuovo
quella sera:

...una ragazza,
che eri tu, mi guardava
per la prima volta.

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“L’amore comincia nell’istante in cui la donna si inscrive con la sua prima parola nella nostra memoria poetica” scrive Milan Kundera nell’Insostenibile leggerezza dell’essere. È questo il momento in cui nasce l’innamoramento, il punto cardine di una storia. E lì ritorna, mescolando i tempi, passando dal presente a un futuro in cui il passato accadrà di nuovo il poeta spagnolo Eloy Sánchez Rosillo. Cito ancora Kundera, dallo stesso romanzo: “Il tempo umano non ruota in cerchio ma in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione”. Qui mi permetto di dissentire con il maestro ceco: il tempo va sì in linea retta, ma ci consente varchi all’indietro e in avanti – chiamiamo per comodità ricordi e memorie i primi, speranze o sogni o desideri i secondi: è lì che riesce a infilarsi talvolta l’incanto della poesia.

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Fotografia © Peter Hendrie

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LA FRASE DEL GIORNO   
Ricordo, amore che non muore mai. 
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Pietra e cielo




Eloy Sánchez Rosillo (Murcia, 24 giugno 1948), poeta spagnolo.  Nelle sue poesie balenano scorci di ciò che era e di ciò che è scomparso. Tra pienezza e malinconia, sono testimonianza della vita di un uomo e della certezza di un mondo, scritte con uno stile scorrevole e senza enfasi.


giovedì 2 giugno 2011

Nell’aria che si leva


ANTONIA POZZI

BREZZA

Mi ritrovo
nell'aria che si leva
puntuale al meriggio
e volge foglie e rami
alla montagna.

Potessero così
sollevarsi
i miei pensieri un poco ogni giorno:
non credessi mai
spenti gli aneliti
nel mio cuore.

8 giugno 1935

(da Parole, 1937)

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A una certa ora del primo pomeriggio dal lago di Como si leva un vento leggero a carattere di brezza: arriva da sud al calare dell’altro vento del lago, il «tivano», dopo la calma del mezzogiorno, e viene chiamato «breva». Antonia Pozzi, che aveva il suo buen retiro dal grigio milanese a Pasturo, sulle prime Prealpi lecchesi, ben conosceva questo vento dolce e delicato, paragonato da alcuni al bacio di tiepide labbra. E ne gustava la puntualità, arrivando a desiderare, per analogia, un quotidiano risveglio dell’essere, un elevarsi dello spirito. Ogni giorno…

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Fotografia © Daniele Riva

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LA FRASE DEL GIORNO 
Il grado di libertà di un uomo si misura dall'intensità dei suoi sogni. 
ALDA MERINI, Aforismi e magie




Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – 3 dicembre 1938), poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d’amore. Il suo diario poetico Parole fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rilke.


mercoledì 1 giugno 2011

Nuove poesie per giugno

 

Ecco giugno, la metà dell’anno: tempo d’estate che porta già i frutti, possiamo affacciarci a una balaustra, come Hermann Hesse, e guardare il lago in pieno pomeriggio annusando nell’aria l’odore del fieno tagliato. Oppure restare ad osservare la breve notte cadere, perdendoci in meditazioni come Mario Luzi, mentre intorno si accendono i puntini lampeggianti delle lucciole.

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HERMANN HESSE

GIORNO VENTOSO DI GIUGNO

(Dedicata a Friz Brun)

Spianato è il lago come cristallo -
sull'erta, al vento,
morbida ondeggia l'erba d'argento.

In solitaria
ansia mortale, piange nell'aria,
guizza un vanello.

Dall'altra riva,
tra suon di falci, di odor di fieni
(oh nostalgia!) un'onda arriva.

(da Poesie, 1953 - Traduzione di Ervino Pocar).

 

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MARIO LUZI

NEL MESE DI GIUGNO

Nel mese di giugno
la città quando sospesa
e alta sopra il nostro sperdimento
si desta alla frecciata delle luci

all'ora incerta tra vigilia e sonno
che il corpo inciampa nel suo peso
ma si rialza sulla sua fatica

nella pausa del tempo tra la rondine e l'assiolo
tra la vita e la sua sopravvivenza,

Tu che spezzi la servitù e l'orgoglio
- dicono - della sofferenza, vieni
se già non sei dovunque
in veste di randagio,

d'infermo, di bambino tribolato.
Segui il timido, accosta il solitario,
ripeti: la virtù quando non giunge
fino all'amore è cosa vana.

È quell'ora della metà dell'anno
che il senza tetto strascica i suoi cenci
sull'erba pesticciata, cerca asilo,
la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

(da Onore del vero, Neri Pozza, 1957)

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Il lago Staz a Saint Moritz © Swiss Image

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LA FRASE DEL GIORNO
Bruciano e si consumano le stelle, / regna la Grande Estate. 
MARIA LUISA SPAZIANI, Le acque del Sabato




Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877 – Montagnola, 9 agosto 1962) scrittore, poeta, aforista, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero, è stato insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946. Celebri i suoi romanzi Siddhartha, Peter Camenzind, Demian, Il lupo della steppa.


Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.