lunedì 11 luglio 2022

La memoria di camere chiuse


KONSTANTINOS KAVAFIS

DALLE NOVE

Dodici e mezza. È passato presto il tempo
dalle nove che ho acceso la lampada,
e mi sono seduto qui. Seduto senza leggere,
e senza parlare. Con chi parlare
solo in questa casa.
L'immagine del mio corpo giovane,
dalle nove che ho acceso la lampada,
è tornata risvegliando la memoria
di camere chiuse e profumate,
e di passati piaceri - che piaceri audaci!
E mi ha portato davanti agli occhi
strade divenute sconosciute,
locali pieni di movimento ora chiusi,
e teatri e caffè di una volta.

L'immagine del mio corpo giovane
è tornata riportando memorie di dolore:
lutti di famiglia, separazioni,
affetti dei miei, affetti
dei morti di così poco conto.

Dodici e mezza. Com'è passato il tempo.
Dodici e mezza. Come sono passati gli anni.

(da Poesie d'amore e della memoria, Newton, 2007 - Traduzione di Paola Maria Minucci)

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Passano tre ore e mezza in questa poesia del 1917 di Konstantinos Kavafis, ma in realtà, come nota egli stesso nella chiusa, passano gli anni, scorrono i decenni che hanno trasformato non solo Alessandria d’Egitto (bastano pochi anni di assenza da una città per ritornarci e trovarla completamente trasformata) ma anche lo stesso poeta, da giovane uomo a signore di mezza età.

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JOHN REGISTER, "UOMO SUL LETTO"

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LA FRASE DEL GIORNO
Le mie azioni meno evidenti / e i miei scritti più segreti – / questi soltanto mi sveleranno.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Poesie d’amore e della memoria




Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.


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