WISŁAWA SZYMBORSKA
COME SARÀ?
Come sarà, buono o cattivo,
questo nostro amore?
Cosa ci prenderà e cosa ci darà?
Chi finirà per ferire?
Neppure lui ancora sa
che uccello lo porterà in volo.
Se una colomba,
oppure un corvo
farà cadere una piuma sulla soglia.
E quanto durerà? Una o due settimane?
Quante primavere, quanti inverni?
Chissà che invece non resti con noi
fino all’ultima notte e giorno?
Neppure lui ancora sa
che uccello lo porterà in volo.
Che ala ci farà ombra,
che artiglio segnerà il tempo,
neppure lui ancora sa,
ci vede,
ci sente,
è esitante.
(da Racconto antico, Adelphi, 2026 - Traduzione di Andrea Ceccherelli)
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Tra gli inediti di Wisława Szymborska, Premio Nobel 1996, c’è questa poesia, recentemente edita con altri scritti da Adelphi: la poetessa polacca riflette sull’inizio di una storia d’amore, si chiede come si svilupperà, se avrà un futuro. Ma dai prodromi naturalmente non si può indovinare.
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FOTOGRAFIA © MAVLUDA TASHBAEVA/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
WISŁAWA SZYMBORSKA, Ogni caso
Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012), poetessa e saggista polacca, insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996 “per una poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d'umana realtà”.

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