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mercoledì 6 dicembre 2017

Poesia è quando


JOSEPH TUSIANI

DEFINIZIONE DI POESIA PER UN BAMBINO CHE

NON SA COSA SIA, MA VORREBBE SCRIVERNE UNA

Per prima cosa non devi dire
"Vorrei scrivere una poesia": di’
Che hai voglia di dare al giorno
Un altro po' di luce : dì
Che temi che il soffio del vento
Possa nuocere a un'ape e ferire una rosa.

Poesia è quando ti si riempiono gli occhi
Di lacrime davanti a un giovane ruscello
E il respiro all'improvviso si placa
Dinanzi al tramonto su una collina:
Vedi, la poesia è in te
Prima che tu la veda nel blu.

Poesia è quando tutto il mare
Sembra la tua casa, e ti ci vorresti
Sdraiare, libero per sempre,
Lontano dalla riva e lontano da me:
Una poesia, poi, deve risuonarti dentro
Prima che tu la senta d'intorno.

Poesia è quando un'esile foglia
Ti fa sentire fragile e breve,
E ti sorprende l'ingiuria
Del vento, e non trovi parole
Per la tua pena, ché la stessa parola
Ti ricorda il vento che hai udito.

Poesia è quando, d'un tratto,
Il cuore ti batte più forte, il sangue ti scorre
Più rosso nelle vene, e cento soli
Sembrano sorgere insieme nel cielo:
Non comprendi il senso di questo -
Senti solo la gioia del mondo.

Poesia è un'ala ferita
Che tu puoi guarire, una facile cosa
Che tu non sai fare, una morte
Che hai dentro, ma canti;
Una vita che puoi usare a piacere
Benché tu la creda perduta.

Poesia, infine, sei tu in te stesso,
E sei tu al di fuori di te,
Riflesso del grigio e del blu,
E anche anticipazione.
E ora senti: fin dove arrivano le parole,
Imita l'ape e imita la rosa.

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Il poeta statunitense di origini italiane Joseph Tusiani dà una bellissima definizione di poesia, “poetica” perché si esprime non per i letterati e gli intellettuali, ma per un bambino: la semplicità delle immagini usate esprime perfettamente quello che è la poesia, rende tutta la sua emozione e la sua meraviglia, quel suo essere contemporaneamente afferrabile e inafferrabile, esterna e interna al poeta.

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Kush

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

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LA FRASE DEL GIORNO
Come una sola lucciola può far guerra alla notte e sconfiggerla, possa la poesia, se non debellare, almeno dissipare l’enorme tenebra del male umano.
JOSEPH TUSIANI, Dazebao News, 16 marzo 2012




tusianiJoseph Tusiani (San Marco in Lamis, Foggia, 14 gennaio 1924) è un poeta, professore universitario e traduttore statunitense, di origini italiane. Nel 1947 emigrò negli Stati Uniti, di cui assunse la cittadinanza nel 1956.




martedì 5 dicembre 2017

L’inattesa terraferma


KRYSTYNA RODOWSKA

SCOPERTA

Finalmente posso pronunciare
le parole appena scoperte
con il profumo dell'eternità:

Ti vedo
esisti,
mi parli,
l'aria mostra le tue forme

È come se dal fondo dell'oceano
fosse sorta l’inattesa
terraferma o forse
un continente sommerso

La vita diventa un mistero
cosmico del tuo fluire,
e io la sua nascosta
particella.

(da Nel nome dell’amore. Antologia di poesie d’amore di poeti polacchi, 1995)

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La poetessa polacca Krystyna Rodowska, traduttrice di poeti e scrittori spagnoli, da Neruda a Borges, da Juarroz a Paz, da García Lorca a Aleixandre, ha tra i suoi temi prediletti la percezione del mutamento continuo del mondo: questa improvvisa comprensione del mistero consente la consapevolezza di esserne parte, per quanto minuscoli di fronte all’universo.

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Kush

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mistero c’è, è in noi. Basta non dimenticarcene.
GIUSEPPE UNGARETTI, Ragioni di una poesia




Rodowska

Krystyna Rodowska (Leopoli, Ucraina, 1937) è una poetessa polacca. Critica letteraria e giornalista culturale, è specializzata nella traduzione dallo spagnolo.



lunedì 4 dicembre 2017

Busso alla porta


JORGE ENRIQUE ADOUM

LA VISITA

(Capitolo di romanzo)

Busso alla porta.
-Chi è, domando.
-Io, rispondo.
-Avanti, dico.
Entro.
Mi vedo come ero tanto tempo fa.
Mi aspetta quello che sono adesso.
Non so quale dei due sia più vecchio.

(da Sono andato con il tuo nome per la terra, 1964)

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Questo di incontrare un’altra versione di se stessi, più giovane, è un nonsense che evidentemente piace ai poeti: c’è la Wisława adolescente immaginata da Wisława Szymborska e l’altro José Emilio Pacheco. Affascina anche il poeta ecuadoriano Jorge Enrique Adoum (1926-2009), che pensa di uscire migliore dal confronto.

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FOTOGRAFIA © ERNESTINE SB

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LA FRASE DEL GIORNO
"Conosci te stesso," dice il filosofo. Fossi matto!

GESUALDO BUFALINO, Il malpensante




adoumJorge Enrique Adoum (Ambato, 29 giugno 1926 – Quito, 3 luglio, 2009), poeta ecuadoriano di origini libanesi, scrittore, politico e diplomatico, fu uno dei maggiori esponenti della poesia latino americana.




domenica 3 dicembre 2017

Come l’ombra


DIEGO VALERI

I BRUNI OLIVI

I bruni olivi sottovento, e il vento
che striscia bianco al fondo della valle,
e tra la nebbia il folgorìo del sole
sopra il mare invisibile. Che luogo,
che tempo è questo, o mia perduta vita?
O vita che mi segui come l’ombra,
e come l’ombra sei da me divisa.

(da Poesie, Mondadori, 1962)

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A proposito dei versi del poeta veneto Diego Valeri il critico Geno Pampaloni scrisse di una “trasparenza magica delle immagini, e, al di là delle immagini, una indefinita, baluginante malinconia”. Una definizione che si attaglia perfettamente a questi bruni olivi visti dall’alto di un colle nella foschia autunnale. “il senso della vita che è bellezza anche là dove si sfiocca, dove è parvenza tremula e peritura”, citando ancora Pampaloni.

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Olivi

FOTOGRAFIA © CNIPPATO78/PIXABAY

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LA FRASE DEL GIORNO
Si cammina sul filo degli anni / da esperti funamboli. / È un difficile andare ma si va
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DIEGO VALERI, Calle del vento




Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


sabato 2 dicembre 2017

Un contatto casuale

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CHRISTOPH WILHELM AIGNER
IL CONTATTO

Semplicemente lo voglio dire
È stato un contatto casuale
e anche un sorriso
Nulla più. Ma ancora
ne scaturiscono giorni quasi
la terra dondolasse appesa a
un grande ombrello di seta blu

(da Nuove poesie d’amore, Crocetti - cura Angela Urbano, traduz. Riccarda Novello)

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Una cosa da nulla, un incontro, un contatto per giunta casuale. Ma da lì, da quell’evento che la memoria custodisce e amplifica facendone quello che l’ostrica fa con il granello di sabbia, nasce un’esperienza romantica, un’emozione che ogni giorno si ripete nella poesia di Christoph Wilhelm Aigner.

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MacNeil

RICHARD MAC NEIL, “TRAMONTO DI SAN VALENTINO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Come mai si incontrano migliaia di persone ma ci si innamora solo di una?
GUILLAUME MUSSO, La donna che non poteva essere qui




Christoph Wilhelm Aigner (Wels, 18 novembre 1954), poeta austriaco scoperto da Erich Fried, è traduttore dall’italiano e dal medio-alto tedesco. Oltre alle raccolte poetiche, ha scritto il racconto “Anti-Amor”.



venerdì 1 dicembre 2017

Poesie per dicembre IV


Il poeta honduregno Marco Antonio Madrid racconta molte facce di dicembre, intarsiandole nei suoi versi: la tradizione, le feste, il Natale, la fine di un anno,le riunioni familiari, ma dall’altro lato, la tristezza di chi è solo, la disperazione di chi ha perso un figlio, la nostalgia di chi torna e dovrà ripartire. Il poeta spagnolo Ángel González  filosofeggia pessimista sulla vita e sullo scorrere del tempo, ma intanto si lascia ammaliare dalla dolcezza della luce del cielo dicembrino.


Inverno

FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN.


MARCO ANTONIO MADRID

DAGHERROTIPO PER UN RICORDO

Dicembre è un fiume che viene da lontano,
                                                da chissà quale allegria,
da chissà quale colore.
Ci porta la sua acqua miracolosa. E noi lo riempiamo
                                                di presepi,
di comete e candelabri che navigano verso il sole.
Dicembre è un albero dalle minuscole foglie,
è un pane dolce ma è anche la solitudine
di chi aspetta al freddo
con un lungo fiato di alcol nel suo cuore.
Dicembre è l’aroma della polvere pirica nella nebbia,
è un giradischi con una vecchia canzone.
“Se ne va dicembre, è già l’anno nuovo”.
Dicembre è una folla: la vecchia prega
                                                il bambino piange…
Alcuni ragazzi ballano, alcuni cantano, un altro
vuota un bicchiere di liquore. Dicembre è l’abbraccio profondo
di chi torna da un posto lontano macchiato di nostalgia
                                                e solitudine,
è la mezzanotte annunciata da un suono di campane
                                                attenuate
dagli scoppi dei fuochi d’artificio in un cielo a colori.
In questa folla ci sono grida, promesse
                                    parole di esultanza…
Con questa folla dividi la speranza.
In questa folla mutevole c’è il tuo volto, c’è la tua voce.
“E senti che tutto finisce, che scorre la vita,
                                     che corrono gli anni,
che se ne va dicembre”. Il giradischi non smette di suonare.
Ieri un uomo ha seppellito il figlio morto. Oggi da solo
                                                            viene a piangerlo.
Il vento della notte si fa più intenso.
La pioviggine cade senza sosta.

(da La voce segreta delle acque, 2010)

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ÁNGEL GONZÁLEZ

NON C'È FRETTA

Lascia che passino questi giorni,
lascia che passino questi anni,
e intanto
godi il regalo della luce
del cielo di dicembre,
tanto discreta
che è quasi solo trasparenza,
non dà fastidio ed è bellissima.
Lascia che passino questi anni,
pochi altri ancora,
sii paziente e aspetta
con la sicurezza che con essi
si sarà compiuto
definitivamente tutto.

(da Niente di grave, 2009)

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LA FRASE DEL GIORNO
Come è bella la luna di dicembre / che guarda calma tramontare l'anno. / Mentre i  treni si affannano si affannano / a quei fuochi stranissimi ella sorride.
SANDRO PENNA, Poesie




Marco Antonio Madrid (San Nicolás, 1968), poeta honduregno. Laureatosi in Lettere, ha lavorato come professore di filosofia e lettere in diverse università dell'Honduras. La sua attività didattica si è sviluppata principalmente presso il Dipartimento di Lettere dell'Università Nazionale Autonoma nella Valle della Sula.


Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.



giovedì 30 novembre 2017

Distesa lamina d’oro


GABRIELA MISTRAL

PARADISO

Distesa lamina d’oro
e nell’adagiarsi dorato
due corpi come gomitoli d’oro;

un corpo glorioso che ascolta
e un corpo glorioso che parla
nel prato in cui nulla parla;

un respiro che va al respiro e
un volto che trema d’esso,
in un prato in cui nulla trema.

Ricordarsi del triste tempo
in cui entrambi avevano
Tempo e da esso vivevano afflitti.

Nell’ora del chiodo d’oro
in cui il Tempo restò alla soglia
come i cani vagabondi…

(da Tala, 1938)

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È un paradiso onirico quello che esce da questi versi della poetessa cilena Gabriela Mistral (18891-1957), Premio Nobel 1945: una visione quasi filosofica, permeata dall’oro di una luce primordiale, che riverbera anche nella sua qualità di età perduta, e che riveste l’intimità di quei due corpi – Adamo ed Eva, e anche ogni coppia di amanti dopo di loro - portata da quell’alito di vita che soffia. Ma, ahimè, il Tempo e la perdita dell’immortalità sono lì a testimoniare il pedaggio pagato per passare dal Paradiso a questo mondo reale e materiale: il nostro Paradiso perduto è il Tempo.

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Klimt

GUSTAV KLIMT, “IL BACIO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il Paradiso è armonia con tutto ciò che vive.
ERMES RONCHI




Gabriela Mistral, seudonimo di Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga (Vicuña, 7 aprile 1889 – New York, 10 gennaio 1957), poetessa, educatrice, diplomatica e femminista cilena. Vinseil Premio Nobel per la letteratura nel 1945. per «la sua opera lirica che, ispirata da potenti emozioni, ha reso il suo nome un simbolo delle aspirazioni idealiste di tutto il mondo latino americano».