Statistiche web

sabato 7 marzo 2020

Tacerti accanto


MARIA LUISA SPAZIANI

L'ELOQUENZA

Con timoroso stupore accedo alla tua nudità
(guizza il pesce di marzo alla luce),
inguini, anfratti, e già un corallo pallido
di vene traccia mappe d’eldorado.

Dormi, e silenzio è cembalo stregato
che ci percorre il sangue ricongiunto.
Scivola sul pendio di neve azzurra
la mano-luna in brividi e tepori.

Amarti… Ma il linguaggio è una gabbietta
di cornacchie assai rauche. La più saggia
eloquenza sarà tacerti accanto,
mio germoglio che dormi nella neve.


(da Geometria del disordine, Mondadori, 1981)

.

il tema del dormiente e della dormiente accende la fantasia dei poeti: da Paul Valery a Juan Ramón Jiménez, da Jorge Luis Borges a Karmelo C. Iribarren. La  poetessa torinese Maria Luisa Spaziani vi aggiunge un velo d’erotismo, che si trasforma infine nella tenerezza di dormire assieme, quella che fece dire a Milan Kundera, nell’Insostenibile leggerezza dell’essere che “l'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna)”.

.


DIPINTO DI IVAN KOULAKOV

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Dormiente, mucchio dorato d’ombre e d’abbandoni, / il tuo spaventoso riposo è carico di tali doni.
PAUL VALÉRY, Charmes




Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


venerdì 6 marzo 2020

Due narcisi


CHIMAKO TADA

UN NARCISO

Un narciso
si avvicina a un altro
come gli unici
due adolescenti
dell’universo


(da La foresta degli occhi, 2010)

.

Un’immagine di freschezza primaverile è quella che ricrea la poetessa giapponese Chimako Tada in questo delicatissimo tanka: due narcisi, come due adolescenti che si avvicinano al primo amore in questa sorta di pubertà della natura che è l’inizio della primavera.

.

FOTOGRAFIA © ANITA SUE/UNSPLASH
.


--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
O primavera, gioventù dell'anno, / bella madre di fiori, / d'herbe novelle e di novelli amori.
GIOVANNI BATTISTA GUARINI, Il pastor fido




Chimako Tada (Tokyo, 1° aprile 1930 – 23 gennaio 2003), poetessa giapponese. Autrice di haiku e di tanka, traduttrice dal francese, è nota per il suo stile surreale ed evocativo e per aver narrato l’esperienza delle donne nel dopoguerra nipponico.


giovedì 5 marzo 2020

Tempo del cuore


PAUL CELAN

COLONIA AM HOF

Tempo del cuore, stanno in piedi
i sognati per
la cifra della mezzanotte.

Qualcosa fu detto nel silenzio, qualcosa fu taciuto,
qualcosa andò per la sua strada.

Esule e Perduto
erano a casa loro.

Voi duomi.
Voi duomi non visti,
voi torrenti inascoltati,
voi orologi sprofondati in noi.


(da Opere complete, 1983)

.

Am Hof è una via di Colonia dietro il maestoso duomo gotico e la stazione ferroviaria: qui rappresenta il luogo d’incontro avvenuto nel 1957 tra il poeta ebreo rumeno di lingua tedesca Paul Celan e la poetessa che fu sua amante sette anni prima, Ingebor Bachmann. In questo “tempo del cuore” le ore assumono una diversa valenza e il luogo stesso si trasforma in un utopico sito dove l’Esule e il Perduto hanno una patria.

.


FOTOGRAFIA © GODDFREEPHOTOS


--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Qualche volta parto anche in senso diverso, pensando: spesso si può ritornare
.
PAUL CELAN, Lettera a Ingebor Bachmann




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


mercoledì 4 marzo 2020

Ernesto Cardenal



Il 1° marzo è morto a 95 anni nell’ospedale di Managua dove era ricoverato da cinque giorni per problemi cardiaci il poeta nicaraguense Ernesto Cardenal. Nato nel 1925, era sacerdote – esponente della teologia della liberazione, fu sospeso a divinis da Giovanni Paolo II e riabilitato da Papa Francesco - e attivista del Fronte sandinista: entrato in Managua con le truppe rivoluzionarie che abbatterono Anastasio Somoza, divenne ministro della Cultura di quel governo. La sua poesia giocoforza “militò” in quel contesto sociale e politico: parla di oppressione nella società contemporanea e invita al cambiamento sociale, alla denuncia delle ingiustizie e al riscatto cristiano. Il suo stile subisce l’influenza dei Cantos di Ezra Pound.

.

.

.

SALMO 1

Fortunato l’uomo che non segue le direttive del Partito
e non partecipa alle sue manifestazioni
e non si siede allo stesso tavolo con i gangsters
o con i Generali nel Consiglio di Guerra
Fortunato l’uomo che non spia il suo fratello
o denuncia il suo compagno di scuola
Fortunato l’uomo che non legge gli annunci pubblicitari
e non ascolta le loro radio
e non crede nei loro slogan
Sarà come un albero piantato accanto a una fonte.


(da Salmi, 1964 - Traduzione di Antonio Melis)

.

.

CANTICA 4 – ESPANSIONE (frammento)

                 Nascevano, crescevano e morivano le stelle.
E la galassia andava acquistando forma di fiore
come oggi la vediamo nella notte stellata.
La nostra carne e le nostre ossa vengono da altre stelle
e anche forse da altre galassie,
siamo universali,
e dopo la morte contribuiremo a formare altre stelle
e altre galassie.
                Di stelle siamo fatti e alle stelle torneremo.

                Treno più acuto man mano che si avvicina.
E gli oggetti celesti più azzurri nell'avvicinarsi
                e più rossi nell'allontanarsi.
                         Perché è nera la notte...
È nera a causa dell'espansione dell'universo.
Altrimenti tutto il cielo brillerebbe come il sole.
E non ci sarebbe nessuno per vedere quella notte.
                         E le galassie verso dove muovono?
In espansione come il fumo che il vento disperde.
                 La seconda legge della termodinamica:
Questo costante fluire della luce verso le tenebre.
                 Dell'amore verso l'oblio.
Lui aveva 20 anni, lei 15 o circa 16.
Illuminazione nelle strade e nel cielo. Il cielo
                 quello di Granada.
                             Fu l'ultimo addio,
e fu allora che lui declamò Neruda per lei:
                            «... i versi più tristi questa notte».
«La notte è stellata
                             e tremano azzurri gli astri in lontananza».
Due esseri si separarono per sempre.
                             Non ci fu nessun testimone di quell'addio.
                   Le due direzioni sempre più divaricate
come stelle che si muovono verso il rosso.
Ho pensato a te, di nuovo, perché la notte è stellata
e vedo tremare gli astri lassù in quella luce azzurra.


(da Cantico cosmico, 1989 - Traduzione di Martha Canfield)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Tutte le cose si amano. Tutta la natura è protesa verso un tu. Tutti gli esseri viventi sono in comunione.

ERNESTO CARDENAL, Canto d’amore




Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.


martedì 3 marzo 2020

Ago e filo


CAROL ANN DUFFY

PENELOPE

All'inizio, guardavo la strada
sperando di vederlo arrivare
camminando disinvolto tra gli ulivi,
un fischio al cane
che lo piangeva col muso caldo sulle mie ginocchia.
Sei mesi di questa storia
poi ho capito che passavano giornate intere
senza che me ne rendessi conto.
Presi ago e filo, forbici e tela
pensando di distrarmi,
invece mi ritrovai l'industria di una vita.
ricamai una ragazza
sotto una sola stella - punto a croce, seta argento
che rincorre la palla saltellante dell'infanzia.
Per l'erba scelsi tre toni di verde;
un rosa antico, un grigio ombra
per mostrare una boccadileone che gargarizza un'ape.
L'albero lo ricamai col filo nocciola,
il mio ditale come una ghianda
spuntava dalla terra bruna.
Nell'ombra
avvolsi una fanciulla in un profondo abbraccio
col ragazzo-eroe
e mi smarrii del tutto
in un folle ricamo d'amore, desiderio, perdita e rimpianto;
poi guardai lui salpare
nei lenti punti d'oro del sole.
E quando gli altri vennero a prendergli il posto,
a disturbare la mia pace,
presi tempo.
misi su una faccia da vedova, tenni la testa bassa,
facevo il lavoro di giorno e lo disfacevo di notte.
Sapevo a che ora della sera la luna
cominciava a sfilacciarsi,
la rammendai.
Fili grigi e marroni
inseguivano il pesce guizzante del mio ago
a formare un fiume che mai avrebbe raggiunto il mare.
Lo ingannai. Mi stavo disegnando
il sorriso di una donna al centro
del mondo, indipendente, intenta, soddisfatta,
e certamente non in attesa,
quando fuori dalla porta - troppo tardi - udii un passo ben noto.
Inumidii il mio filo scarlatto
e ancora una volta infilai il centro della cruna.


(da L’altro paese, 1990)

.

Come già aveva fatto Ghiannis Ritsos, la poetessa scozzese Carol Ann Duffy legge tra le righe del testo omerico e riscrive la storia di Penelope: la lunga assenza  del marito Odisseo le fa riconoscere il suo talento, la sua indipendenza: dal ricamo di una donna che abbraccia l’amato eroe che salpa giunge attraverso questo suo percorso di riconoscimento di sé a quello di una donna che sorride felice. Il ritorno dell’eroe diventa quindi un pleonasmo, del tutto indifferente per lei.

.


JOHN WILLIAM WATERHOUSE, "LA SIGNORA DI SHALOTT"

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Quello che sorprende in Penelope è il tempo della sua vita interiore. Viene vista dall’interno come nessun altro personaggio dell’Odissea: auscultata da un orecchio e un occhio invisibili, che ne seguono le oscillazioni e le ondulazioni.
PIETRO CITATI




Carol Ann Duffy (Glasgow, 23 dicembre 1955), poetessa e drammaturga scozzese, direttrice dei corsi di scrittura creativa presso la Manchester Metropolitan University e, dal 1º maggio 2009 Poeta Laureato del Regno Unito. Nelle sue poesie dà spesso voce a personaggi di outsiders.


lunedì 2 marzo 2020

Illuminando alcune stanze


ALFONSO BREZMES

LA CASA SENZA PORTE

Omero vide Dio:
fu la causa della sua cecità.
Borges lesse Omero,
e nei suoi esametri le navi
solcavano il mare per portare il sole
all’orizzonte cieco dei suoi occhi.
Io ho letto Borges
e un altro legge me adesso.

Così viaggia la luce
in questa casa senza porte
i cui muri sono parole:
illuminando alcune stanze
lasciando le altre al buio.


(da Ultramor, 2017)

.

La casa senza porte, una sterminata biblioteca come quella di Babele di Jorge Luis Borges o quella del Nome della Rosa di Umberto Eco: questa è la letteratura, dice il poeta spagnolo Alfonso Brezmes, un edificio buio di cui possiamo illuminare solo qualche stanza.

.

ÉRIK DESMAZIÈRES, "LA SALA DEI PIANETI”

.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il problema della lettura è che non finisce mai.
NICK HORNBY, Shakespeare scriveva per soldi




Alfonso Brezmes (Madrid, 1966), poeta spagnolo, fotografo e funzionario statale. La sua poesia è al tempo stesso colta e popolare, tanto da farlo apprezzare sia da critici e lettori tradizionali sia da un più largo pubblico. Il suo immaginario si nutre di riferimenti letterari (Baudelaire, Rilke…) ma anche di cinema e di cultura pop.


domenica 1 marzo 2020

Poesie per marzo VI


Marzo, è inutile dirlo, ci riconcilia con la vita dopo le malinconie dell’inverno – per quanto questo sia stato tutt’altro che freddo e invernale. Ma gli animali che lasciano il letargo, gli uccelli che rinnovano il nido, i fiori che colorano i prati e i boschi migliorano il nostro umore. Così  la poetessa Sibilla Aleramo e il poeta Juan Rodolfo Wilcock salutano il mese che porta primavera e con esso l’amore.
.

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

.

.

SIBILLA ALERAMO

ANCORA MARZO CI RITROVA

Ancora marzo ci ritrova,
è di nuovo primavera,
ancora coi suoi cieli lievi,
la tenera luce e la fragranza del vento,
e quel che ci unisce, arcano chiarore,
antico è, e pur novello,
dolce tremore d'aria
e ferma volontà di fato
insieme ci tiene, e marzo ci ritrova,
ancora una volta è primavera.


(da Selva d’amore, Mondadori, 1947)

.

.

.

.

JUAN RODOLFO WILCOCK

MARZO, I

Ho ascoltato silenziosamente
i rumori dei rami, le foglie
al sole. Dove sarai,
amore del mio pensiero, senza ricordare
la mia solitudine che si apre tra gli sterpi?
Qui, in mezzo ai cardi viola
e le libellule meravigliose, che altro
può fare un giovane se non amarti
con la faccia immersa tra le madreselve?
Tra questi uccelli indifferenti,
questi alberi così alti, queste nuvole,
amore, che ritorni come le stelle
a un luogo della notte; e così lieto
di averti vista entrare in me
con quel vapore illuminato intorno, con quel fumo
vibrante che ho sempre immaginato,
di trovarti, ombra del vento,
ad abitarmi un cuore che cercava i tronchi vuoti
e i lampioni rotti a sassate
per nascondersi.


(da Poesie, Adelphi, 1980)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Marzo cambia sette cappelli al giorno.
PROVERBIO ITALIANO




Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.


Juan Rodolfo Wilcock (Buenos Aires, 17 aprile 1919 – Lubriano, 16 marzo 1978), poeta, scrittore, critico letterario e traduttore argentino naturalizzato italiano. La sua vita può essere divisa in due parti: quella vissuta in Argentina fino al 1957, con sei raccolte, e quella successiva, a Roma e Lubriano. Scrisse in spagnolo e italiano.