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giovedì 7 novembre 2019

Rami e radici


FRANCO FORTINI

LE PICCOLE PIANTE

Le piccole piante mi vengono incontro e mi dicono:
«Tu, lo sappiamo, nulla puoi fare per noi.
Ma se vorrai entreremo nella tua stanza,
rami e radici fra le carte avranno scampo».

Ho detto di sì a quella loro domanda
e il gregge di foglie ora è qui che mi guarda.
Con le foreste riposerò e le erbe sfinite,
vinte innumerabili armate che mi difendono
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(da Composita solvantur, Einaudi, 1994)

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Queste foglie d’aceri e questa luce / mi rammentano che una volta sono stato / visitatore d’un santuario, viaggiando la Cina. /(…) / Indulgo ai cortili perfetti”: diventa un cortile anche la poesia nella raccolta-testamento di Franco Fortini, le piante si impossessano di ogni cosa, ricoprono tutto come una tomba vegetale.

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IMMAGINE DA PINTEREST

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LA FRASE DEL GIORNO
Chi gli agi fugge per amar naufragi? / A chi, più del riposo, il viaggio piace / E il lungo errare è più dolce del porto?
FRANCO FORTINI, Composita solvantur




Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.

mercoledì 6 novembre 2019

Centenario di Sophia De Mello Breyner Andresen


Il 6 novembre del 1919 nasceva a Porto la poetessa portoghese Sophia De Mello Breyner Andresen, prima donna a ricevere il Prêmio Camões. La sua è una poesia di sobrietà espressiva, costruita con modi contenuti così da dare massima espressione alla parola, rigorosamente ritagliata nella sua essenza per raccontare il mare e la natura mediterranea, il ricordo dell’infanzia, l’antichità classica. Ne sorge una nostalgia per un tempo ormai perduto, un’età dell’oro che spazia da Odisseo a Pessoa, un tempo assoluto così diverso dal tempo frammentato in cui viviamo.

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PENELOPE

La notte disfo il mio percorso
tutto quanto ho tessuto non è vero,
ma solo tempo, per occupare i tempi morti,
e ogni giorno mi avvicino e ogni notte mi allontano

(da Coral, 1951)

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ASSENZA

In un deserto senz'acqua
In una notte senza luna
In un paese senza nome
O in una terra nuda

Per quanto grande sia la disperazione
Nessuna assenza è più profonda della tua

(da Mar Novo, 1958)

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ECCOMI

Eccomi
spoglia di tutte le mie vesti
separata da indovini maghi e dei
per essere sola davanti al silenzio
davanti al silenzio e allo splendore del tuo viso

Ma tu sei l’assente di tutti gli assenti
né la tua spalla mi sostiene né la tua mano mi tocca
il mio cuore discende la scala del tempo nel quale non vivi
e il tuo appuntamento
sono pianure di silenzio

Scura è la notte
scura e trasparente
ma il tuo volto è oltre il tempo opaco
e io non abito i giardini del tuo silenzio
perché sei di tutti gli assenti l’assente

(da Livro sexto, 1962)

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Altre poesie sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia mi condurrà nel tempo / quando non sarò più la dimora del tempo / e passerò solitaria / tra le mani di chi legge.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN, Libro sesto




Sophia de Mello Breyner Andresen (Porto, 6 novembre 1919 – Lisbona, 2 luglio 2004), poetessa portoghese, seconda donna a vincere il Premio Camões nel 1999. La sua opera consta di 15 libri di poesia, pubblicati tra il 1947 e il 1999, che riconoscono alla parola un valore intrinseco e per questo sono rigorosi, armonici ed equilibrati. Scrisse anche racconti, opere teatrali e libri per ragazzi


martedì 5 novembre 2019

Mia charmeuse


GIOVANNI GIUDICI

A UNA GIOVANE SINDACALISTA

Parleranno di Beatrice, di Laura, di Eleonora
D'Este e Juliette Récamier,
Di Jeanne e Madame Sabatier
E molte altre ancora.


Ma io solo qui scrivo di te.
Mia charmeuse, mia encantadora:


Secoli di trattati sull'erotismo
Non valgono la tua risata di gola.


(da Il male dei creditori, Mondadori, 1977)

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Un elogio della bellezza: è quello che fa divertito e sornione il poeta spezzino Giovanni Giudici delineando questo ritratto femminile e attingendo a secoli di letteratura e di storia – facile riconoscere le donne amate da Dante e Petrarca, un po’ meno la musa di Torquato Tasso, Eleonora, e quella di Baudelaire, Madame Sabatier, e le icone di bellezza Giovanna d’Arco e Juliette Récamier, modella di Jacques-Louis David e François Gérard.

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FRANCINE VAN HOVE, "IL FIORE DI VINO"

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LA FRASE DEL GIORNO
Tu – non foglia che cresce / ma crescersi di foglia. / Tu – non mare che splende / ma splendersi del mare. / Tu – amore nell'amare. // Ciao, Sublime. // Ciao, Essere Umano semplicemente..
GIOVANNI GIUDICI, O beatrice




Giovanni Giudici (Porto Venere, 26 giugno 1924 – La Spezia, 24 maggio 2011), poeta e giornalista italiano. Della sua formazione cattolica e del suo lavoro nell'industria ha fatto i poli di una tensione che lo trascende e caratterizza il suo impegno civile. Numerose le sue traduzioni: Frost, Sylvia Plath, Orten, Pound, Ransom e Puškin.


lunedì 4 novembre 2019

Un conto scoperto


ANISE KOLTZ

E SE LA MIA POESIA FOSSE SOLO UN VISTO

E se la mia poesia fosse solo un visto
per un paese lontano
una fattura non pagata
un conto scoperto?


(da Il portatore d’ombra, 2001)

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La poetessa lussemburghese Anise Koltz si interroga spesso sullo scopo della sua poesia: “Io non invento la poesia / esiste in qualche parte / dell’universo” e ancora “Nelle mie poesie / ripercorro / la mia geografia interiore”. Quella poesia che canta nelle radici, che protegge come una cabina mentre ci si spoglia, che diventa deserto quando non chiama o debito non pagato, può essere allora un visto per addentrarsi nel paese del suo stesso arcano: “Ogni poesia è senza risposta”.

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ILLUSTRAZIONE DI LÉONARD COMBIER

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LA FRASE DEL GIORNO
La carta bianca / insaziabile / mangiatrice di parole.
ANISE KOLTZ, Rinascerò




Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


domenica 3 novembre 2019

Alla fine della notte


CHIMAKO TADA

C’È UN BUCO

C'è un buco
alla fine della notte
un segreto
circondato da rosse
lampade da cantiere


(da La foresta degli occhi, 2010)

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Un segreto, qualcosa di non detto, qualcosa che sfugge misteriosamente alla comprensione: è quello che rimane in questo tanka della poetessa giapponese Chimako Tada, che narra uno scenario urbano illuminato dai bagliori rossi delle lampade di un cantiere stradale.

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FOTOGRAFIA DAL WEB

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LA FRASE DEL GIORNO
Una stella cadente: / il mio io / cade da me stessa.
CHIMAKO TADA




Chimako Tada (Tokyo, 1° aprile 1930 – 23 gennaio 2003), poetessa giapponese. Autrice di haiku e di tanka, traduttrice dal francese, è nota per il suo stile surreale ed evocativo e per aver narrato l’esperienza delle donne nel dopoguerra nipponico.


sabato 2 novembre 2019

Era questo l’augurio


VITTORIO SERENI

PAESE

Era questo l'augurio, camminare:
o frusciante di passi nella sera,
nell'oscura tua folla che trascorre
all'ombra fedele dei morti.

Ma tu ti neghi
e monotono ti chiudi
in prati grami d'inverno,
in disperate brughiere
che salgono verso il confine.


(da Frontiera, Edizione di Corrente, 1941)

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Il paese, quelle radici che in Cesare Pavese sono “qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”, sfugge invece nella poetica di Vittorio Sereni: diventa sfuggente, etereo, quasi trasfigurato, praticamente vivo in ciò che più non lo è, ovvero quegli antenati che resistono nei cimiteri e nelle memorie. Si chiude addirittura questo paese, mostra il suo volto più crudo, quello invernale con le brughiere di brine e di nebbie.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Troppe ceneri sparge attorno a sé la noia, / la gioia quando c'è basta a sé sola..
VITTORIO SERENI, Frontiera




Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta italiano, è il capostipite della variante lombarda del novecentismo poetico, detto “Linea lombarda”. Ufficiale di fanteria, viene fatto prigioniero dopo l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra è direttore letterario di Mondadori e cura la prima edizione dei Meridiani.


venerdì 1 novembre 2019

Poesie per novembre VI


Ecco novembre, “la stagione spoglia” che la poetessa Margherita Guidacci, madre china sull’ultima nata, paragona alla vecchiaia. Mese di grigiori e di nebbie, di cieli argentei e piogge, che intristisce il poeta Olindo Guerrini.

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FOTOGRAFIA © CAFEPAPMPAS/PIXABAY

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MARGHERITA GUIDACCI

MOLTE VOLTE NOVEMBRE È RITORNATO

Molte volte Novembre è ritornato
Nella mia vita, e questo che oggi ha inizio
Non è il peggiore: quieto
Benché non privo di apprensioni. China
Mi trova su una culla, dove l'ultima
Mia nata dorme il misterioso
Profondo sonno dell'infanzia, ancora
Ospite più che cittadina in questo
Nostro mondo per lei straniero. Sento
La dolce ondata del latte salirmi
Al seno: tenerezza
Che di sé gonfia tutte le mie fibre,
Dilata i miei confini. Qui lo stanco
Sangue si rifà puro a una segreta
Sorgente, si rifà vergine e può
Calmar la sete di vergini labbra.
Il mio corpo è strumento di miracolo
Come già fu nel dare vita. Il seno
È la collina favolosa, scorrono
I fiumi d'abbondanza in un'età
D'oro, che segnerà
Per la creatura ignara il più profondo
Alveo della memoria, a cui più tardi
Ritornerà nel sogno o nel dolore...
Per lei intatta è l'immagine; per me
Che ne sono occasione, la scolora
Già il tempo, amaramente. È forse l'ultima
Volta che ho un figlio al seno, poiché incalzano
Gli anni ad inaridire
La mia linfa. Oggi sono
Ancora un vivo albero, frusciante
Di foglie, benedetto
Di succhi, ma in cammino è la stagione
Spoglia che su di me si chiuderà.
Tanto più dolce è questa sosta, prima
Ch'io stessa sia l'autunno: pure un'ombra
Di presagio la vela e di paura.
Il passo si stende alle mie spalle
Come una lunga via. So del futuro
Solo una cosa: che difficilmente
Potrà uguagliare per me la durata
Del tempo ch'è trascorso.

(da Poesie, Rizzoli, 1965)

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OLINDO GUERRINI

NOVEMBRE

Addio sorrisi dell’albe rosate,
Addio tramonti che d’oro parte!
Novembre porta le tristi giornate
E delle nebbie la bigia quïete!

Gli uccelli migran in file serrate
Cercando a volo contrade più liete,
Ma noi restiamo, calcando immutate,
Sul fango vecchio, le vie consuete.

Restiamo e sempre le stesse infinite
Noie e le stesse speranze remote
C’infliggeranno le stesse ferite.

Finché abbassando le teste canute,
Chinando al suolo le pallide gote,
Qui marcirem come foglie cadute.

(da Rime di Argia Sbolenfi, Zanichelli, 1897)

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LA FRASE DEL GIORNO
Novembre (s.m.). L'undicesima frazione di dodici parti di noia.
AMBROSE BIERCE, Dizionario del diavolo




Margherita Guidacci (Firenze, 25 aprile 1921 – Roma, 19 giugno 1992), poetessa e traduttrice italiana. Dopo la crisi del suo matrimonio, negli Anni’60, superò un decennio di grave sofferenza psichica che culminò nel ricovero in una clinica neurologica. Tra i poeti da lei tradotti John Donne, Emily Dickinson, T.S. Eliot ed Elizabeth Bishop.


Olindo Guerrini, noto anche con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti e con altri nomi d'arte come Argìa Sbolenfi, Marco Balossardi, Giovanni Dareni, Pulinera, Bepi e Mercutio (Forlì, 4 ottobre 1845 – Bologna, 21 ottobre 1916), poeta e scrittore italiano, esponente della poesia realista di epoca positivista si dedicò alla lirica intimista, alla poesia dialettale e satirica tra Decadentismo e Scapigliatura.