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mercoledì 4 novembre 2026

Un angelo nero


EMILIO PRADOS

NUOVO AMORE

Questo corpo che Dio mi mette tra le braccia
per insegnarmi a camminare nell'oblio,
non so nemmeno di chi sia.

Incontrandolo,
un angelo nero, un'ombra gigantesca,
si è avvicinato ai miei occhi, ed è entrato in essi
silenziosamente e tenacemente come un fiume.

Ha distrutto tutto con la sua corrente.
Ha visitato i luoghi più nascosti e intimi,
li ha smossi; è stato sollevato,
violento, dolce, calpestato e spezzato,
in un altro mondo ai margini del mio bacio:
unico fiore ancora vivo nello spazio,
ha trasformato l'assenza in un fecondo ardore.
Poi nella mia carne ha aperto le sue ampie ali,
trafiggendomi con le sue piume sotto il petto ,
tutto tremore e presagio di altri dubbi…

Non so quale vita, così, possa accendere
l'ingresso di questo angelo per me.
Sono un tempio in rovina,
da quando è venuto da me:
una lanterna vuota;
come una porta chiusa verso l'eternità…

E cosa fossi non lo so: forse lo saprò,
quando questo corpo mi abbandonerà di nuovo
e rinascerò dalle mie labbra
staccate dal calore che le concepisce…

Ma oggi, finalmente, ho fermato il giorno,
ho frantumato il cuore del tempo,
anche se dentro di me come un pugnale
sento crescere l'angelo che mi tormenta.

(da Tierra nueva, n. 7-8, Gennaio-Aprile 1941)

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Emilio Prados, poeta spagnolo della Generazione del’27, presenta una profonda riflessione sull'irruzione di un nuovo amore e sul mistero del corpo e della passione: il suo arrivo destabilizza le identità e le certezze, con la sua forza travolgente scuote l'anima, distruggendo il passato per far posto all'intensità del presente.

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FOTOGRAFIA © DAVID GARCIA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Essere la forma del mio pensiero di te, / in sua presenza; carne aperta di vento, / dimora d'amore nell'anima.
EMILIO PRADOS, Memoria dell’oblio

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Emilio Prados Such (Málaga, 4 marzo 1899 – Città del Messico, 24 aprile 1962), un poeta spagnolo appartenente alla Generazione del '27 La sua poesia mescola elementi d'avanguardia e surrealisti con le sue radici arabo-andaluse e la poetica purista e neopopolare dell'epoca. Passa dalla ricerca delle corrispondenze della natura con l'alterità dell'essere al senso di sradicamento e solitudine dell'esilio.


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