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mercoledì 7 luglio 2021

Una nuova voce


MARY OLIVER

IL VIAGGIO

Un giorno, finalmente, hai capito
quel che dovevi fare e hai cominciato,
anche se le voci intorno a te
continuavano a gridare
i loro cattivi consigli;
anche se la casa intera
si era messa a tremare
e ti sentivi alle calcagna
l’antico contrasto.
“Sistema la mia vita!”,
gridava ogni voce.
Ma non ti fermasti.
Sapevi quel che andava fatto,
anche se il vento frugava
con le sue dita rigide
giù fino alle fondamenta,
anche se la loro malinconia
era terribile.
Era già piuttosto tardi,
era una notte tempestosa,
la strada era piena di sassi e rami spezzati.
Ma poco a poco,
mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci,
le stelle si sono messe a brillare
attraverso gli strati di nubi
e poi c’era una nuova voce
che pian piano hai riconosciuto come la tua,
che ti teneva compagnia
mentre t’inoltravi sempre più,
di buon passo, nel mondo,
determinata a fare
l’unica cosa che potevi fare;
determinata a salvare
l’unica vita che potevi salvare.

(da Il lavoro dei sogni, 1986)

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Questa di Mary Oliver è una poesia che va per la maggiore nei siti di mindfulness e di supporto psicologico, e non è difficile capire perché: è un inno al cambiamento, alla forza di prendere in mano la propria vita, a prendere coscienza delle proprie capacità attraverso quel viaggio interiore che libera dalle catene.

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FOTOGRAFIA © STOCKVAULT

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LA FRASE DEL GIORNO
Dimmi, cosa pensi di fare / della tua unica vita selvaggia e preziosa?
MARY OLIVER, Casa di luce




Mary Oliver (Maple Heights, Ohio, 10 settembre, 1935 – Hobe Sound, Florida, 17 gennaio 2019), poetessa statunitense, vincitrice del National Book Awards 1992 e del Premio Pulitzer 1984, è autrice di 32 raccolte poetiche e di quattro saggi sulla poesia. Il New York Times l’ha definita “Di gran lunga, la poetessa di questo paese che ha venduto di più”.


martedì 6 luglio 2021

Sappiate essere ciò che siete


RUBÉN DARÍO

FILOSOFIA

Saluta il sole, ragno, non essere astioso.
Tu, rospo, rendi grazie a Dio, perché sei.
Sul granchio peloso sono spine di rosa
e sui molluschi reminiscenze di donne.

Sappiate essere ciò che siete, enigmi, essendo forme;
lasciate la responsabilità alle Norme,
esse la rimanderanno all’Onnipotente…
(Suona, grillo al chiaro di luna, e danzi l’orso).

(da Canti di vita e di speranza, 1905)

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In questi petali secchi c’è più filosofia / di quella che può darti la tua saggia biblioteca” in altri versi dice una donna anziana al poeta nicaraguense Rubén Darío. La supremazia della natura genera un ottimismo che permea entrambe le strofe, l’armonia è assicurata dal demiurgo che governa l’universo: “Mentre intessete, o cuori tenebrosi, / conciliaboli d'odio e di miseria, / l'organo dell'Amore diffonde le sue note. / Cantano. Udite: «La vita è dolce e seria»”.

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FOTOGRAFIA © JON SULLIVAN
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LA FRASE DEL GIORNO
Cerco una forma che il mio stile non può scoprire, un bocciolo di pensiero che vuole essere una rosa.
RUBÉN DARÍO, Prose profane e altre poesie




Félix Rubén García Sarmiento, conosciuto con lo pseudonimo Rubén Darío (Metapa, 18 gennaio 1867 – León, 6 febbraio 1916), poeta modernista, giornalista e diplomatico nicaraguense. Rilevante nell'opera di Darío il suo contributo al rinnovamento della poesia latino-americana, grazie all'introduzione di metriche e motivi provenienti dalla poesia francese del tempo.


lunedì 5 luglio 2021

In un fitto bosco di bambù


WANG WEI

RIFUGIO TRA I BAMBÙ

Siedo solitario in un fitto bosco di bambù,
suono l’arpa e modulo una canzone:
Folto è il bosco e non v’è ombra di uomo,
solo la fulgida luna viene a illuminarmi.

(da Trecento poesie Tang, 1763)

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Il poeta cinese Wang Wei si ritira in un bosco di bambù con la sua arpa in attesa che sorga la luna. È un’atmosfera tranquilla e rilassante e mette in pratica i precetti dello zen: il suo stato d’animo quieto si integra perfettamente con l’ambiente naturale, un po’ come per il Walden di Henry David Thoreau: “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto”.

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LA FRASE DEL GIORNO
Felicità è trovarsi con la natura, vederla, parlarle.
LEV TOLSTOJ, I cosacchi




Wang Wei (699 – 759), poeta e pittore cinese. Fu uno dei più famosi e influenti uomini di lettere e arti del suo tempo. Si cimentò in diversi ambiti del sapere, fu inoltre statista e musicista. Molte delle sue poesie ci sono state tramandate e ventinove di esse furono incluse nell'importante antologia del periodo Qing Trecento poesie Tang.


domenica 4 luglio 2021

Omar Lara


A 80 anni, il 2 luglio all’ospedale di Concepción, dove era ricoverato per problemi cardiaci, se n’è andato anche Omar Lara, uno dei poeti più celebri del Cile, esponente di quella che fu chiamata “generazione dispersa” o “della diaspora”. Si fece conoscere negli Anni ‘60, quando nell’ambito dell’Università Australe di Valdivia, fondò la rivista letteraria Trilce, tuttora attiva in formato digitale: diffuse le voci poetiche della sua generazione, che pubblicarono anche opere collettive. L’avvento della dittatura del 1973 lo vide prima in carcere e poi in esilio in Perù prima e a Bucarest e Madrid poi. La sua poesia attinge naturalmente alla sua terra natale, l’Araucania, e alla sua gente, con una nostalgia del passato e dei “lares”, gli antenati, ma avanza anche verso una moderna e crepuscolare visione del tempo e dell’amore.

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COLPO DA MAESTRO

Non ti chiedo nemmeno di riposare, minuta
impellente donna mia.
Perché questo scherzo d’amore, questo
colpo da maestro di sentirci necessari
ha guadagnato terreno, ci ha sollecitato sapientemente:
siamo diventati matti.

Abbiamo stabilito che questo è l’amore.
Resta da sapere solo come ce ne serviremo
in che senso buono per tutti
e prima che sia troppo tardi.

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UN’ISOLA NELL’AMARE

Era nel letto come nel mare
ondeggiava semiaffondata
io la riempivo di alghe di schiuma di meduse
io la riempivo io la accerchiavo
preparavo il mio approdo
lei era un’isola nell’amare
un’isola tutta circondata di pelle
sembrava che mi chiamasse ma dubito
e tuttavia preparavo con prudenza
il mio sbarco improvviso.
Il mio sguardo non era troppo veloce
era lento era scuro era una barca incagliata
era una barca incanalata
che non arrivava mai
dovevo dare un’occhiata personalmente.
Ero nel mare come in un letto
mi avvolgevo nel suo respiro
nuotavo come accarezzando
l’isoletta circondata di me.

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è l'interrogativo assoluto e ogni sforzo un passo per capire il mistero.
OMAR LARA, Sociedad de Escritores de Chile, 24 maggio 2017




Luis Omar Lara Mendoza (Nohualhue, Teodoro Schmidt, 9 giugno 1941 - Concepción, 2 luglio 2021), poeta, traduttore ed editore cileno. Fondatore della rivista Trilce, vi accorpò la generazione poetica che sarà dispersa dal golpe militare del 1973. Fu esule in Perù e poi a Bucarest e Madrid. La sua poesia tratta la nostalgia del passato, l’amore e la fugacità del tempo.


sabato 3 luglio 2021

Ha bisogno di più prove


NELO RISI

COSÌ VA LA VITA

Quanti guasti
quanti strappi
quanti buchi tra le sue maglie
e non una toppa.
Non si rammenda e non si aggiusta
non è una camicia,
usata la si butta.
O si rinnova.
Come un abito
tagliato su misura
ha bisogno di più prove.

(da Civilissimo, Scheiwiller, 1958)

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Non so se il riso o la pietà prevale”: Nelo Risi pose questo verso dalla Ginestra di Giacomo Leopardi come epigrafe di Civilissimo, a indicarne una certa chiave di lettura. Lo stesso Risi commenta: “Un poeta evade difficilmente del proprio centro, il suo sano pessimismo vale il più sfrenato ottimismo”.  Così va la vita allora: “Abitabile o no / che tu lo voglia / o no, ci sei caduto / dal canale dell’utero / così su due piedi”. Devi accettare la sua infelicità, la sua incompiutezza.


DIPINTO DI MIHAI CRISTE

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia, anche la più privata, stabilisce un rapporto tra “l’in-sé e l’altro da sé assolutamente temerario e indifeso; di qui la sua libertà come la sua debolezza.
NELO RISI




Nelo Risi (Milano, 21 aprile 1920 - Roma. 17 settembre 2015), poeta e regista italiano. Laureato in Medicina, non praticò mai la professione. Partito da una lezione montaliana, si staccò dall’ermetismo trovando il suo spazio espressivo in uno spirito critico, spesso ideologico, capace di indagare con una precisione nitida e scrupolosa gli aspetti psicologici e sociali del vivere.


venerdì 2 luglio 2021

Per quel che riesci a ricordare


BILLY COLLINS

DIMENTICANZA

Il primo ad andarsene è il nome dell’autore
diligentemente seguito dal titolo, dalla trama,
dal finale mozzafiato, dall’intero romanzo
che d’improvviso diventa un romanzo che non hai mai letto, mai sentito nominare,

come se, uno dopo l’altro, i ricordi che eri solito ospitare
avessero deciso di ritirarsi nell’emisfero sud del cervello,
in un piccolo villaggio di pescatori dove non ci sono telefoni.

Molto tempo fa hai dato il bacio d’addio ai nomi delle nove Muse
e hai visto l’equazione di secondo grado fare le valigie,
e anche adesso che mandi a memoria l’ordine dei pianeti,

qualcos’altro scivola via, forse il fiore simbolo di uno Stato,
l’indirizzo di uno zio, la capitale del Paraguay.

Tutto quello che ti sforzi di ricordare
non ti sta sulla punta della lingua,
e non è nemmeno in agguato in un anfratto della milza.

Se ne è andato lungo la corrente di un oscuro fiume mitologico
il cui nome comincia con una L per quel che riesci a ricordare,
già lungo la strada per l’oblio dove ti unirai a chi
ha scordato come si nuota e come si va in bicicletta.

Non c’è da stupirsi se ti svegli a notte fonda
per controllare la data di una famosa battaglia in un libro di guerra.
Non c’è da stupirsi se la luna dalla finestra sembra scivolata
fuori da una poesia d’amore che un tempo sapevi a memoria.

(da A vela in solitaria intorno alla stanza, Fazi, 2013 – Traduzione di Franco Nasi)

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Il cervello umano – secondo studi scientifici – è l’equivalente di un supercomputer capace di immagazzinare fino a 2,5 petabyte di dati: sarebbero l’equivalente, ad esempio, di tre milioni di ore di serie tv. È però strutturato in modo tale da non avere tutto a portata di mano in ogni momento e ha anche la favolosa funzione dell’oblio: cancella informazioni di minore interesse già entro un’ora e naturalmente quelle di antica formazione che non risultano più necessarie. Un meccanismo che il poeta statunitense Billy Collins reputa degno di essere onorato con una poesia.

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FOTOGRAFIA © WIKIMEDIA COMMONS

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LA FRASE DEL GIORNO
L’oblio è una forma di libertà.
KAHLIL GIBRAN, Sabbia e spuma




William Collins, detto Billy (New York, 22 marzo 1941), poeta statunitense. Dopo aver insegnato letteratura inglese al Lehman College nel Bronx per oltre 50 anni, ora è in pensione. Le sue poesie raccontano con ironia la vita dell’America borghese e suburbana.


giovedì 1 luglio 2021

Poesie per luglio VII


Due poeti centroamericani per celebrare luglio: il messicano Xavier Villaurrutía interpreta un dipinto di Paul Cézanne, precisamente una natura morta con frutta tipicamente estiva: è un’esplosione dei colori tipici del mese. Il nicaraguense Ernesto Cardenal si immerge nell’atmosfera di una sera di luglio presso l’abbazia trappista di Gethsemani, nel Kentucky.

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FOTOGRAFIA © WALLUP

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XAVIER VILLAURRUTÍA

CÉZANNE 1839-1906

Luglio scioglie in vapore
i vetri delle finestre
dell'acqua e dell'aria.
Nel girasole bianco e blu della tovaglia
i frutti assumono pose eterne
per l'occhio e per il pennello.
Con le arance dai pori aperti
le mele si colorano troppo,
e le pesche, per la loro buccia di quindici anni,
fanno voglia di accarezzarle.
Le pere grosse hanno rotolato
il loro marmo trasparente
lontano delle pere lentigginose
e delle noci rugose.
Fa caldo! Tuttavia
che peccato bere la “natura morta"
che hanno lasciato nel bicchiere.

(da Riflessi, 1926)

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ERNESTO CARDENAL

GETHSEMANI, KY

6.

Come i gufi, che vedono solo di notte, e come
il mezzogiorno è la mezzanotte dei pipistrelli,
in questa sera luminoso di luglio non sarà diversa la luce
e non sarà soltanto il buio che vediamo?
il serbatoio argenteo dell’acquedotto, il tramonto,
le rondini che volteggiano, questo libro di Suso,
l’aereo che attraversa come un pesce il cielo di luglio?

(da Gethsemany, KY, 1965)

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LA FRASE DEL GIORNO
Guardo a luglio in modo diverso da come ho sempre fatto – una volta mi sembrava arido, e secco – a stento ne ho amato qualcosa a causa della calura e della polvere.
EMILY DICKINSON, Lettera a Susan Gilbert




Xavier Villaurrutía González (Città del Messico, 27 marzo 1903 - 25 dicembre 1950), poeta e drammaturgo messicano, fu membro del gruppo vicino alla rivista Contemporanéos e vicino al Surrealismo. La sua opera poetica si distingue per l’oscurità e per immagini di abbandono e desolazione.


Ernesto Cardenal Martínez (Granada, Nicaragua, 20 gennaio 1925 – Managua, 1° marzo 2020) poeta, presbitero e teologo nicaraguense. Protagonista della rivoluzione in Nicaragua del 1979, fu tra i massimi esponenti della teologia della liberazione: è stato il fondatore della comunità religiosa di Solentiname.