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mercoledì 7 marzo 2018

L’amore di Eliodora


MELEAGRO

LA MIA ANIMA MI DICE

La mia anima mi dice di fuggire
l’amore di Eliodora, perché sa
le gelosie, le lacrime di un tempo.
Dice, ma io non ho forza di fuggire.
Essa mi avverte. Vero! Ma poi senza
pudore nello stesso tempo l’ama.

(Antologia Palatina, Libro V, 24 – Traduzione di Salvatore Quasimodo)

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“Eros, ti prego addormenta / il furioso amore per Eliodora / che mi fa insonne, ascolta / la mia Musa che ti supplica!” dice Meleagro, poeta greco del I secolo avanti Cristo. Ma non ci si può opporre all’amore, e rimane lì, come paralizzato, una statua di sale al cospetto dell’anima, combattuta tra la ragione, che consiglia di fuggire, e il cuore, che implora di amare. Sono trascorsi oltre due millenni, ma nulla è mutato…

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Lance

DIPINTO DI MICHAEL LANCE

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LA FRASE DEL GIORNO
Ho dentro di me un Amore che gioca a palla.
MELEAGRO, Antologia Palatina, V, 214




220px-Meleager_of_Gadara

Meleagro di Gadara (Gadara, oggi Umm Qais, Giordania 130 a.C. – Kos, Grecia, 60 a.C. circa), filosofo, scrittore e poeta greco antico. Di lui restano 130 epigrammi raccolti nell’Antologia Palatina, perdute sono le satire menippee e l’opera “Le Càriti”. Le sue poesie cantano l’amore per etere ed efebi.


martedì 6 marzo 2018

Autobus notturno


YEHUDA AMICHAI

MI HA ASSALITO UN’ACRE NOSTALGIA

Mi ha assalito un’acre nostalgia,
come la gente d’una vecchia foto che vorrebbe
tornare con chi la guarda, nella buona luce della lampada.

In questa casa, penso a come l’amore
in amicizia muta nella chimica
della nostra vita, e all’amicizia che ci rasserena
vicini alla morte.
E quanto è simile ai fili sparsi la nostra vita
che più non sperano di tessersi in altro ordito.

Giungono dal deserto voci impenetrabili.
Polvere che profetizza polvere. Passa un aereo e ci chiude
sotto la lampo di un grosso sacco di destino.

E il ricordo di un viso amato di ragazza
trascorre per la valle, come quest’autobus notturno: molti
finestrini illuminati, molto viso di lei.

(da Poesie, Crocetti, 1993 -Traduzione di Ariel Rathaus)

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“È intollerabile che le persone che conosciamo si trasformino in ricordo” scrive Javier Marías in Domani nella battaglia pensa a me: questo fatto che ci riesce difficile tollerare torna anche nei versi del poeta israeliano Yehuda Amichai, che ripesca la memoria di un antico amore.

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Turpin2

FOTOGRAFIA © NICK TURPIN

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LA FRASE DEL GIORNO
La nostalgia non intensifica l'attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a se stessa, alla propria emozione, assorbita com'è dalla sofferenza.
MILAN KUNDERA, L’ignoranza




YeYehuda_Amichaihuda Amichai, all'anagrafe Ludwig Pfeuffer (Würzburg, 3 maggio 1924 – Gerusalemme, 22 settembre 2000), è considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno, ed è stato uno dei primi a scrivere poesia in ebraico colloquiale.


lunedì 5 marzo 2018

Nei grandi riflettori dei sogni


PAUL ÉLUARD

SECONDA NATURA, VII

L’insipienza a cantare la notte
Ove il riso perde i suoi colori
Ove i folli che lo divorano
S’inebriano di una stilla di sangue
Radioso fra ghiacciai.

Gli ampi varchi della carne
Fra le ossa e le fatiche
In fronte la morte a fuoco lento
E i bicchieri vuoti d’alcool
Fremono come l’uccello-pilota.

Il silenzio ha nel petto
Tutte le torce spente del cuore.

A memoria fra gli astri
Le pianure trascinano uragani
E si moltiplicano i baci

Nei grandi riflettori dei sogni.

(da L’amore la poesia, 1929 - Traduzione di Silvano Del Missier)

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Il giovane Paul Éluard intorno alla metà degli Anni ’20 del XX secolo vive un dramma intimo, prova un angoscioso senso di solitudine che, associato al disgusto per ciò che lo circonda, lo porterà ad abbandonare tutto per compiere un giro del mondo. È il periodo in cui la sua poesia nasce dall’onirismo, dall’evocazione del subconscio come un fantasma, come uno di quegli uomini-vampiri che appaiono nella  prima strofa. Ed è vero Surrealismo, nella sua espressione più esasperata.

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Perez

FABIAN PEREZ, “MR CLARK II”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il nostro amore ha bisogno / d’amore più che l’erba di pioggia.
PAUL ÉLUARD, Lingères légères




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista.La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


domenica 4 marzo 2018

Quel merlo


ROLAND JOORIS

YARDBIRD

1

mi piacerebbe mettere
quel merlo che stasera
canta su un ramo
in una poesia; ma perché
dovrei farlo? se
dopo tutto è
dove deve essere: in
una poesia là fuori.


2

grazie mille, un applauso
basta,
così smorzava yardbird
charlie le fervide
ovazioni

e anche il merlo
nel mio giardino dopo il suo assolo
avvincente
si accontenta
di un po’ di ammirazione

al minimo applauso
si precipita nel
fogliame

(da Poesie 1958-1978, 1978)

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Un merlo schivo, conscio della sua arte ma non interessato alle manifestazioni di entusiasmo, come il leggendario sassofonista jazz Charlie Parker, noto anche come Yardbird, uno degli inventori del bebop: è lui il protagonista di questi versi del poeta belga Roland Jooris, che si serve della figura retorica della preterizione o paralessi: dice che non scriverà una poesia sul merlo e invece… la scrive!

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Merlo

FOTOGRAFIA © CULTUREVIE

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli uccelli cantano per rammentarci che abbiamo un’anima.
CHARLES SIMIĆ




220px-Roland_JoorisRoland Jooris (Wetteren, 22 luglio 1936), poeta belga di lingua fiamminga e critico d’arte contemporanea, ha insegnato per anni tedesco nella scuola secondaria. Passato dall’ermetismo al neorealismo, la sua poetica investiga i punti di contatto tra reale e poesia.


sabato 3 marzo 2018

Metti qualcosa in padella


RIEKUS WASKOWSKY

ARS POETICA

          (She got ev'rything she needs
            she is an artist, she don't look back)

L’arte della Poesia
è simile a quella culinaria:
metti qualcosa in padella
senza troppo pensarci...
e riesce bene se sai cucinare.

(da Wie het eerst zijn stenen kwijt is..., 1970)

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Fare poesia è come cucinare, dice il poeta olandese Riekus Waskowsky, transculturalista capace di spaziare dalla poesia cinese antica di Li Po a quella sudamericana, dal medioevo carolingio al blues. In effetti, questa sua definizione sui generis dell’arte poetica che parte da una citazione di “She belongs to me” di Bob Dylan (Lei possiede tutto quello di cui ha bisogno / È un’artista, non guarda indietro), non è del tutto campata in aria: per fare poesia non basta andare a capo, occorre metterci quella che è l’essenza stessa della poesia, un aroma che non è facile definire ma che, diversamente da certe miscele segrete di spezie, non si può imitare – se c’è, allora anche un elenco di cose diventa poesia.


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Cook Book

IMMAGINE PUBBLICITARIA AMERICANA DEGLI ANNI ‘50

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LA FRASE DEL GIORNO
Per prima cosa non devi dire / "Vorrei scrivere una poesia": di’ / Che hai voglia di dare al giorno / Un altro po' di luce.
JOSEPH TUSIANI




WaskowskyHendericus Mattheus (Riekus) Waskowsky (Rotterdam, 15 ottobre 1932 - 14 aprile 1977), poeta olandese, svolse ogni genere di lavoro per sostenersi. Tradusse dallo spagnolo García Lorca e Neruda e dall’inglese Evelyn Waugh.  


venerdì 2 marzo 2018

Un germoglio di vita


YEHEZKEL RAHAMIM

VERSO ME STESSO


Vai verso te stesso, qualunque terra tu scelga,
e spogliati di genti e luoghi. Strappa
la vecchia pelle indurita e bruciala nel fuoco
per liberarti dalla furia della fame e della paura.

Vai verso te stesso, qualunque terra tu scelga, e
lava l’impurità attaccata alle ossa. Espelli
e strappa tutto quello che si è unito a te – e non era tuo.

Vai verso te stesso, qualunque terra tu scelga,
raccogli pezzi e detriti tra le macerie
e scala il versante della montagna, qualunque terra tu scelga,
ed entra nel silenzio spesso come una mummia viva.

Un giorno sentirai alcuni colpetti dentro di te.
Un  germoglio di vita spunterà ostinato dal seme
congelato sotto i tuoi strati.

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Un percorso di purificazione, tipico non solo della cultura ebraica, ma di ogni religione – la Quaresima, il Ramadan, la meditazione buddhista: un modo di non essere più una “mummia viva” ma di germogliare come un virgulto a primavera, di sentirsi finalmente vivi:è quello che propone il poeta israeliano Yehezkel Rahamim.
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Criste
DIPINTO DI MIHAI CRISTE

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LA FRASE DEL GIORNO
La vita non è ricerca di esperienza, ma di se stessi. Scoperto il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace.
CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere




RahamimYehezkel Rahamim (Giaffa, 1971) è uno scrittore, poeta ed editore israeliano. Beneficiario del Premio del Primo Ministro per gli autori ebraici per il 2012 e Premio del Ministro della cultura per i poeti 2016. Di lui in italiano è tradotto il libro per ragazzi “Leno, il piccolo baleno”.

giovedì 1 marzo 2018

Poesie per marzo IV


Nuvole, nuvole che il vento di marzo raduna dal nulla, che modella in bioccoli, in vele, in stendardi, in strisce e sfilacci e poi soffia via lasciando il cielo azzurro più che mai nel tiepido sole: il mese che porta la primavera ispira con le sue nuvole due poeti italiani, Diego Valeri e Luciano Erba.

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Ousley

CHRIS OUSLEY, “NUVOLE DI MARZO”

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DIEGO VALERI

MARZO

Marzo è lassù nella sua nuvola
di vento e sole, di fumo e argento.
Tu sei quaggiù nella tua favola
d'anima e carne, di gioia e tormento.


(Da Poesie, Mondadori, 1962)

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LUCIANO ERBA

VI SONO GIORNATE DI VENTO

Vi sono giornate di vento
di fine marzo, di nuvole a strisce:
così allineate sembrano costole
di dinosauri che i cacciatori di fossili
trovano nei sabbioni del Sud Dakota,
ma i miei sauri affondano nell'azzurro
a un nuovo vento, scompaiono un'altra volta.

(da Nella terra di mezzo, 2000)

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LA FRASE DEL GIORNO
Un altro giorno è passato. / Chi l'ha visto, / chi l'ha visto passare? / Il gallo di marzo / ha lo stridulo richiamo / del ragazzo scalzo / che vende stoviglie / e canta l'inverno / nel cortile del carcere.
RAFFAELE CARRIERI, Blu turco




Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


Luciano Erba (Milano, 18 settembre 1922 – 3 agosto 2010), poeta, critico letterario, traduttore del secondo Novecento, appartenente alla Quarta generazione della Linea Lombarda. Insegnò Letteratura Francese e Letterature Comparate  all’Università Cattolica di Milano.