NÂZIM HIKMET
PIOGGIA D’ESTATE
Varsavia, 1954
Pioggia d’estate cade dentro di me
acini d’uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati
pioggia d’estate cade dentro di me
piccioni d’argento volano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi
pioggia d’estate cade dentro di me
una donna è scesa dal tram
i polpacci bianchi bagnati
pioggia d’estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza
pioggia d’estate cade dentro di me
all’improvviso e all’improvviso s’arresta
il peso dell’afa è rimasto dov’era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.
(da Poesie d’amore, Mondadori, 2010 – Traduzione di Joyce Lussu)
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L’estate generalmente finisce dopo le piogge di fine agosto, che ridonano vita ai campi e rinfrescano l’aria – vi sono molti proverbi italiani a testimoniarlo giocando sull’assonanza bosco/agosto. Il poeta turco Nâzım Hikmet nel 1954 vive questo passaggio della stagione a Varsavia, dove è esule, e lo racconta con toni delicati e malinconici.
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FOTOGRAFIA DI ALEX HOWITT
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LA FRASE DEL GIORNO
Non vivere su questa terra / come un estraneo o come un turista nella natura.
NÂZIM HIKMET, Poesie
Nâzım Hikmet Ran (Salonicco, 15 gennaio 1902 – Mosca, 3 giugno 1963), poeta, drammaturgo e scrittore turco naturalizzato polacco. Definito "comunista romantico" o "rivoluzionario romantico, è considerato uno dei più importanti poeti turchi dell'epoca moderna. Considerato sovversivo dal regime, scontò 17 anni di carcere prima dell’esilio nei paesi dell’est europeo.
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