mercoledì 3 agosto 2016

Ti ho e non ti ho

 

MARIO BENEDETTI

CUORE CORAZZA

Perché ti ho e non ti ho
perché ti penso
perché la notte è qui ad occhi aperti
perché la notte passa e dico amore
perché sei qui a riprendere la tua immagine
e tu sei meglio di tutte le tue immagini
perché sei bella dai piedi fino all’anima
perché sei buona dall’anima fino a me
perché dolce ti nascondi nell’orgoglio
piccola e dolce

cuore corazza
perché sei mia
perché non sei mia
perché ti guardo e muoio
e peggio ancora muoio
se non ti guardo amore
se non ti guardo

perché tu esisti sempre ovunque
ma esisti meglio dove io ti voglio
e la tua bocca è sangue
e senti freddo
io devo amarti amore
ti devo amare
anche se la ferita fa male per due
anche se ti cerco e non ti trovo
e anche se
la notte passa e io ti ho
e non ti ho.

(Corazón coraza, da Nozione di patria, 1963 – Traduzione di Martha L. Canfield)

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Una bella poesia dell’uruguaiano Mario Benedetti (1920-2009) che fa leva sul gioco di parole del titolo – in originale è ancora più efficace – e racconta il dilemma dell’amore, i suoi tormenti, la sua sofferenza. Sono versi che sembrano discendere lungo i secoli, da quel “Nec possum tecum vivere, nec sine te” (Non posso vivere con te né senza di te) di Marziale fino alle pene amorose dell’uomo moderno.

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Schloe

ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
Mi piacerebbe / guardare tutto da lontano / però con te.
MARIO BENEDETTI, L’angolo degli haiku

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