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venerdì 8 marzo 2019

Che cos’è una donna


ENRIQUE SYMNS

UNA DONNA

Ho visto fragili bambine smarrite
nascondersi in un paesaggio d’inverno nel volto di una donna
che aspira solo a invecchiare serenamente.

Mi sono innamorato della disperazione di uno sguardo,
negli occhi di una donna addormentata
che sognava nelle miserie quotidiane di essere sempre accompagnata.

Quando guardo una donna comprendo la dolorosa incertezza
del cosmo…
Il nudo risveglio del nulla,
che oscura la ragione di vivere.

Ho sognato da bambino con quel bacio
che ho ricevuto.
Il bacio di una promessa che mai
potrà avverarsi.

Un bacio che non ha labbra né lingua,
solo l’ansia di due anima lacerate
dalla pelle della memoria.

Che cos’è una donna
se non la stupefatta verifica
di quello che non siamo?
Che siamo un sogno dimenticato
nello specchio del tempo…
Fluttuando come fantasmi
tra le domande della carne abbandonata.

(da Enrique Symns per M.A.,2005)

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“Quando guardo una donna comprendo la dolorosa incertezza del cosmo” dice il poeta argentino Enrique Symns. È la poesia che ho scelto per l’8 marzo - con la consueta postilla che cito ad ogni celebrazione di questo genere: deve essere l’8 marzo tutti i giorni dell’anno.

Buona Festa della Donna allora, amiche lettrici del Canto delle Sirene.

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FRANCIS PICABIA, “DONNA CON MIMOSE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Una donna intelligente ha milioni di nemici: tutti gli uomini stupidi.
MARIE VON EBNER-EISCHENBACH




Enrique Jorge Symns (Lanús, 22 dicembre 1946), giornalista, attore, scrittore e poeta argentino appartenente alla generazione della cultura urbana e dell’under porteño.


giovedì 7 marzo 2019

Da una parola all’altra


ULALUME GONZÁLEZ DE LEÓN

CANZONI QUASI SENZA PAROLE

1

Così lontano
                     vola
                                 l’uccello
che tra lui e me sarebbe possibile ogni favola.


2

Dovevo scegliere
tra essere la mattina
o mettermi a scriverla.


3

Oh ginestra gialla,
tanto gialla,
                            tanto,
che ho perso l’abitudine.


4

Da una parola all’altra
e cambio il vento nella nuvola
e ho scritto una menzogna.

(da Plagio I, Las dos orillas, México,1973)

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Octavio Paz scrisse che Ulalume González de Leon “inventa le foglie verdi di un giardino mentale”: la sua è una poesia che fotografa la realtà, come in questo caso, e la frammenta in tante minuscole tessere. Ma la realtà non è immobile, muta continuamente, ed è difficile fermare l’attimo nella sua precisa essenza.

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DIPINTO DI ROB GONSALVES

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LA FRASE DEL GIORNO
Le parole significano quello che si vuole.
ULALUME GONZÁLEZ DE LEÓN, Plagio I




Ulalume Ibáñez Iglesias, nota come Ulalume González de León (Montevideo, 20 settembre 1932 – Querétaro, Messico, 17 luglio 2009), poetessa, traduttrice, saggista e editrice messicana di natali uruguaiani. La sua poetica parte dall’assunto che tutto è stato detto e la poesia altro non è che un plagio: il vero soggetto è la memoria e il corpo altro non è che cellula della memoria.

mercoledì 6 marzo 2019

Geografia interiore


ANISE KOLTZ

NELLE MIE POESIE


Nelle mie poesie
ripercorro
la mia geografia interiore


I miei pensieri
appesantiscono il discorso


Perdo le domande
attraverso le mie risposte


Una marea nera di parole
inonda la mia pagina


(da Un mondo di pietre, 2015)

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Fare poesia è davvero indagare la propria “geografia interiore” come dice la poetessa lussemburghese Anise Koltz: esaminare come un cartografo gli stati d’animo e le emozioni, intraprendere la navigazione alla scoperta delle isole sperdute.
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DISEGNO DALLA SERIE “ATLAS” DI FERNANDO VICENTE



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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni poesia è senza risposta // Oceano infinito / annega / in una conchiglia.
ANISE KOLTZ, Il muro del suono




Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.

martedì 5 marzo 2019

Si travestono ogni giorno


ELINA WECHSLER

CARNEVALE

Il carnevale esplode in tutti i suoi colori.
Un uomo balla con la morte al centro della pista,
porta uno scheletro tra le braccia e tutti guardano, ridono e sospettano.
Ci sono uomini che credono che il carnevale
sia qualcosa come la vita,
si travestono ogni giorno,
travestono le loro donne.
Quando vedono il nudo
scoprono che è già tardi.

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Martedì grasso. Una riflessione della poetessa argentina Elina Wechsler sul Carnevale e sul travestirsi di fronte agli altri che diventa un continuo vivere in maschera, un vortice di menzogne e di cortine che nasconde la verità – “nuda” per definizione – non solo agli altri ma anche e soprattutto a noi stessi.

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ROBERT W. CHAMBERS, "BALLO  IN MASCHERA"

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LA FRASE DEL GIORNO
Siamo invitati a una perenne festa di specchi, un carnevale dove si mischiano familiarmente scaglie di coscienze e memorie, di amori e di disamori.
GESUALDO BUFALINO, Il malpensante




Elina Wechsler (Buenos Aires, 1952), poetessa argentina. Psicanalista, risiede in Spagna dal 1977, quando lasciò il suo paese in seguito al colpo di stato militare che generò violenze e repressione. Ha pubblicato Il fantasma (1983), La lunga marcia (1988), Mitomanie amorose (1991), Progressioni in un certo mese di luglio (1995).


lunedì 4 marzo 2019

Il mare ci ha dimenticato


ADRIANA IERODIAKONOU

IL VIAGGIO

Abbiamo camminato per molti anni
ma ancora non abbiamo incontrato il mare.

Del dolore abbiamo fatto un risveglio del desiderio, un percorso,
anche se continuiamo ad andare per la pianura di terra bianca.

Volano senza indugio le rondini verso giorni verdi.

Noi abbiamo camminato per tanti anni
e il mare ci ha dimenticato
e si è trasformato in una parola.

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È in cammino verso la Terra promessa la poetessa cipriota Adriana Ierodiakonou, verso quel mare ("Thálassa! Thálassa!" "Θάλαττα! θάλαττα) che è salvezza nell’Anabasi di Senofonte, ritrovatosi generale sul cammino e ossessionato dall’arrivo al Ponto Eusino. Quel mare ha l’ossessione del desiderio non realizzato, dell’essere che ancora non si è manifestato ed è solamente parola.
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GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO, “IL QUARTO STATO”
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LA FRASE DEL GIORNO
Quello che rimane è più / di quello che ci lascia / come il nulla è molto e il poco è niente / e i cilindri macinano il momento / nella più bella delle foglie.
ADRIANA IERODIAKONOU




Adriana Ierodiakonou (Nicosia, 1952), poetessa cipriota. Laureata in Biochimica a Oxford, ha lavorato come corrispondente da Atene per il Financial Times e la BBC. Il colpo di stato del 1974 e l’invasione turca di Cipro gettano un’ombra cupa e malinconica sulla sua poesia.



domenica 3 marzo 2019

Nella penna


FATIHA MORCHID

VERSAMENTO

Si versa
la mia anima

Non c’è traccia
del mio sangue
nella
penna

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La poesia: il riversarsi di un’emozione sulla carta o sullo schermo digitale di un computer, di un tablet o di uno smartphone. Ed è quell’emozione, l’anima o il cuore, che il pensiero trascrive: diventa inchiostro nella penna della poetessa marocchina Fatiha Morchid.

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DIPINTO DI MIHAI CRISTE

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LA FRASE DEL GIORNO
Perché / ogni volta che mi seduce la distanza / mi imprigiona il corpo?
FATIHA MORCHID




Fatiha Morchid (Benslimane, 14 marzo 1958), poetessa marocchina. Pediatra, si divide tra poesia e medicina, ramo in cui è apprezzata per il suo programma di educazione sanitaria. Tra le sue raccolte Fogli innamorati e Che oscurità nasconde l’arcobaleno.


sabato 2 marzo 2019

Un giorno che durò tutta la vita


ALFONSO GATTO

QUI, ALLA PANCHINA DI SOLE

Qui, alla panchina di sole,
la faccia ad occhi chiusi tra le palme,
io t'ascolto venire. Tu potresti
incamminata ad apparirmi avere
il tuo passo di ghiaia, questo sole
di chi passa esitante o siede lieto.
Per tutti giunge sui capelli il nome
della brezza che veste il primo amore,
un giorno che durò tutta la vita.

(da Poesie d’amore, Mondadori, 1973)
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“Un giorno che durò tutta la vita” è quello dell’innamoramento, del primo amore: sono certo che ognuno di noi è in grado di ricordare sin nei minimi particolari quel giorno e quel luogo dove l’incontro avvenne, impossibile è dimenticare (ricordo che vi furono anche alcuni studi scientifici che spiegarono questa persistenza nella memoria come una reazione biochimica). Comunque, meglio della scienza, è la poesia – come questa di Alfonso Gatto – a testimoniare la magia di quell’intensa emozione.
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FOTOGRAFIA © DIMITRI SVETSIKAS/PIXABAY
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LA FRASE DEL GIORNO
”Si torna sempre al nostro primo amore." Può darsi. Ma con scopi ogni volta diversi.
STANISŁAW JERZY LEC





Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976), poeta e scrittore italiano. Ermetico, ma di confine, giornalista e pittore, insegnante di Letteratura all'Accademia di Belle Arti, collaboratore di “Campo di Marte”, la sua poesia è caratterizzata da un senso di morte che si intreccia al vivere.