EDUARDO MITRE
GLI AMANTI
Oh notte, più gentile dell'alba -
San Giovanni della Croce
Più gentile dell'alba:
la notte alla finestra.
Nella stanza, il crepuscolo
come un uccello che non atterra
mai del tutto né spicca il volo.
E loro,
sul lenzuolo,
in un duello feroce e dolce,
alla ricerca del centro
della loro cecità illuminata.
Loro: due corpi in uno,
in un'ascesa ansimante
verso la vertigine reciproca
che li completa e li dilania.
Poi il sonno li abbraccia
e custodisce i loro sguardi
finché la spada del giorno
non li scaglia di nuovo
in strade brulicanti
di volti vuoti
e bambini affamati.
E la luce che li guarda partire
tremola nel vento.
(da Versi d'autunno, 1993)
.
Gli amanti, nella loro passionale ricerca del piacere, chiudono fuori il mondo esterno e la sua durezza, creando un'atmosfera di intimità e di erotismo. Eduardo Mitre, poeta boliviano, concepisce questo spazio una sorta di santuario, un rifugio dove rimanere finché l'alba non spezza il fascino erotico e riporta gli amanti a una grigia realtà urbana, segnata dalla routine e dalla durezza sociale.
.
FOTOGRAFIA © ANNA ALEXES/PEXELS
.
LA FRASE DEL GIORNO
Così, in ogni amante, / il tempo cancella / - senza rumore né sangue - / l'indifeso assente.
EDUARDO MITRE, Versi d'autunno
.
Eduardo Mitre (Oruro, 1943), poeta, saggista, critico letterario e traduttore boliviano. Laureatosi a Pittsburgh con una tesi su Vicente Huidobro, ha insegnato letteratura a New York, alla Columbia University e alla St. Johns University. Le sue poesie hanno uno stile rigoroso e incisivo, chiaro e immediato.


Nessun commento:
Posta un commento