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sabato 7 novembre 2026

Verso la vertigine reciproca


EDUARDO MITRE

GLI AMANTI

Oh notte, più gentile dell'alba -
San Giovanni della Croce

Più gentile dell'alba:
la notte alla finestra.
Nella stanza, il crepuscolo
come un uccello che non atterra
mai del tutto né spicca il volo.
E loro,
sul lenzuolo,
in un duello feroce e dolce,
alla ricerca del centro
della loro cecità illuminata.
Loro: due corpi in uno,
in un'ascesa ansimante
verso la vertigine reciproca
che li completa e li dilania.
Poi il sonno li abbraccia
e custodisce i loro sguardi
finché la spada del giorno
non li scaglia di nuovo
in strade brulicanti
di volti vuoti
e bambini affamati.
E la luce che li guarda partire
tremola nel vento.

(da Versi d'autunno, 1993)

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Gli amanti, nella loro passionale ricerca del piacere, chiudono fuori il mondo esterno e la sua durezza, creando un'atmosfera di intimità e di erotismo. Eduardo Mitre, poeta boliviano, concepisce questo spazio una sorta di santuario, un rifugio dove rimanere finché l'alba non spezza il fascino erotico e riporta gli amanti  a una grigia realtà urbana, segnata dalla routine e dalla durezza sociale.

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FOTOGRAFIA © ANNA ALEXES/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Così, in ogni amante, / il tempo cancella / - senza rumore né sangue - / l'indifeso assente.
EDUARDO MITRE, Versi d'autunno

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Eduardo Mitre (Oruro, 1943), poeta, saggista, critico letterario e traduttore boliviano. Laureatosi a Pittsburgh con una tesi su Vicente Huidobro, ha insegnato letteratura a New York, alla Columbia University e alla St. Johns University. Le sue poesie  hanno uno stile rigoroso e incisivo, chiaro e immediato.


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