TITOS PATRIKIOS
TEMPO ASSEDIATO
Credevamo di conoscerci bene.
Ma quando i nostri stanchi vestiti
cominciarono a cadere
senza pretesti né scambi di ardore
e restarono i nostri corpi spontanei
apparve chiaro quanto fosse lunga la strada,
come il nostro tempo fosse assediato,
e noi, due persone comuni,
inaccessibili quasi.
(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 - Traduzione di Nicola Crocetti)
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"Novelli Don Chisciotte del mondo / muovemmo alla sua dura conquista / ma la corazza aspettava intatta il quando / finché si stancò di attendere la nostra gloria": scrive il poeta greco Titos Patrikios. Ma il nostro nemico non sono i mulini a vento della Mancia, bensì il tempo che preme, intrappola e assedia l'esistenza umana, le relazioni e i ricordi e ci costringe a costruirci corazze di maschere e pretesti.
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JACK VETTRIANO, "NOTTE IN CITTÀ”
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LA FRASE DEL GIORNO
Del tuo passaggio quello ch’è rimasto / poco alla volta lo livella il tempo / come un ciottolo il fiume.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti
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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.

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