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martedì 6 ottobre 2020

Il cielo è sempre azzurro


DAI FUGU

QUANTA GENTE CORRE

Quanta gente corre dietro al denaro,
incessantemente.
Dedicano la notte a far di conto
e cavalcano tutto il giorno.
Passano la vita in un costante desiderio,
stanchi del continuo ripetersi.
E nemmeno ski rendono conto che sul loro tetto
il cielo è sempre azzurro.

(da Shiping ci, XII secolo)


Dai Fugu, poeta cinese del XII secolo, ci testimonia che l’umanità non è molto cambiata in questi nove secoli: la descrizione dei dignitari e dei mercanti che cavalcano tutto il giorno per ammassare denaro da contare la notte si attaglia a molte persone del XXI secolo. Guardano al profitto, alla ricchezza, senza nemmeno accorgersi della poesia del cielo.

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STAMPA CINESE DA ALIEXPRESS

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LA FRASE DEL GIORNO
Il vertice del potere / cui aspirano gli uomini / è essere principe o re / con gloria, fama e comodità, ma senza libertà.
DAI FUGU




Dai Fugu o Tai Fu-ku (Provincia di Zhejang, 1167-1248), poeta cinese della dinastia Song, trascorse vent’anni in viaggio alla ricerca dei panorami più spettacolari. Sebbene facesse parte della scuola poetica Janghu, i suoi versi andarono oltre quella linea poetica. La sua poesia è raccolta negli Shiping.

lunedì 5 ottobre 2020

Aspetto in macchina


PIERLUIGI CAPPELLO

IPERMERCATO, MEZZOGIORNO

Aspetto in macchina qualcuno,
uno esce, va veloce, ha pagato;
il piazzale caldo, gli smalti caldi
delle carrozzerie
poi anche una bella esce, ma bella,
come un sentiero che si apre
i pantaloni leggeri
che portano via, quanto il vento,
desideri
e dopo escono madri, bambini e madri
coppie di anziani
e altri, escono, e altre vestite
come le pagine che hanno sfogliate
e poi sono solo, in macchina, e aspetto
e sudano i pollici giocando sul volante
sono solo e non penso e non vedo,
nel retrovisore, che il mio vedere
ma liscio
ma indecifrato come un sacrificio
e fuori il piazzale è un’aria diamante
e fuori è il mio non ci sono portato qui
e sopra scoppia, nel sole, l’ostensione del sole.

(da Assetto di volo, 2006)

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Si può essere soli tra la folla? Si può. Lo siamo tutti, monadi anonime nell’anonima folla di un ipermercato, per esempio, come quello rappresentato in questi versi dal poeta friulano Pierluigi Cappello, seduto in macchina a posare il suo “sguardo fermo e dolente sul mondo, sulle cose, sulle persone, nella duplice direzione di una valutazione di sé e del disincanto per quella vita che avvolge e ammalia le altre esistenze”, come rilevato da Alessandro Fo.

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YLLI HARUNI, "TIM HORTONS A NIAGARA FALLS"
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LA FRASE DEL GIORNO
E qualcosa come uno stormo si stacca / in fuga dall’incendio / una nota, dai vetri, una voce / il breve sussurrare dei poeti.
PIERLUIGI CAPPELLO, Assetto di volo




CappelloPierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


domenica 4 ottobre 2020

Derek Mahon


La notte del 1°ottobre si è spento a Cork dopo una breve malattia il poeta e scrittore nordirlandese Derek Mahon. Era nato a Belfast il 23 novembre del 1941 e aveva levato alta la sua voce poetica contro le tensioni e le violenze dell’Irlanda del Nord. La sua casa editrice, la Gallery Press ne ha annunciato la scomparsa Annunciando la sua scomparsa definendolo “maestro della poesia” e “artista puro”. Mahon si affermò nel 1968 con “Night crossing”, opera con cui elaborò temi legati alla vita quotidiana con grande perizia tecnica. Ha ottenuto grande popolarità quest’anno, all’inizio della pandemia da coronavirus, grazie alla poesia “Tutto andrà bene”, che aveva pubblicato molti anni fa.

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FOTOGRAFIA © THE PARIS REVIEW

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TUTTO ANDRÀ BENE

Come potrei non essere lieto di contemplare
le nuvole aprirsi oltre l’abbaino
e l’alta marea riflessa sul soffitto?
Si muore, si muore,
ma non c’è alcun bisogno di pensarci sempre.
Le poesie fluiscono dalla mano sfrenata
e la celata fonte è l’attento cuore.
Il sole sorge malgrado tutto
e le città lontane splendono bellissime.
io rimango qui steso in un tumulto di sole
a guardare il giorno irrompere e le nuvole volare.
Tutto andrà bene.

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GIORNI DI SOGNO

‘Quando ti fermi a pensare
ai giorni trascorsi a sognare un futuro
e poi dici, la mia vita’.

Perché sono lunghi i giorni -
tra il primo furgone del latte
e l’ultimo grido della notte,
un’eternità. Ma se ne vanno come uccelli
le settimane; e gli anni, gli anni
scorrono via in senso contrario
come le lancette nello specchio di un bar.

(da Poesie scelte, 1991 – Traduzione di Chiara Beccari)



Poesie di Derek Mahon sul Canto delle Sirene:


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LA FRASE DEL GIORNO
Credo che la poesia e la religione fossero correlate, almeno in origine, così come il teatro e la danza. Quando Platone bandì i poeti, ciò che stava bandendo era lo spirito sovversivo dionisiaco, che è lirico e inammissibile alla spiegazione e al controllo razionali.
DEREK MAHON, Poetry Review, n. 81, Estate 1991




DerekMahon_NewBioImageDerek Mahon (Belfast, 23 novembre 1941), poeta nordirlandese. Dopo gli studi a Dublino e Parigi, viaggiò in Canada e negli Stati Uniti fino a trasferirsi a Londra nel 1970. La sua poetica verte sul senso di appartenenza, sul distacco e sull’esilio, sulla percezione di forze vitali nel mondo che ci circonda.


sabato 3 ottobre 2020

Eterno fuggiasco


ADAM ZAGAJEWSKI

IO

É piccolo e invisibile come i grilli
ad agosto. Come tutti i nani ama
agghindarsi e cambiarsi. Abita tra
blocchi di granito, in mezzo a verità
utili. Riesce a stare persino sotto
un cerotto, o una benda. Non lo troveranno
i doganieri e neppure i loro superbi cani. L ’io
si nasconde tra gli inni e i partiti.
Pernotta sulle Montagne Rocciose del cranio.
Eterno fuggiasco. E me, io
sono in lui nell’inquieta speranza di aver
trovato infine un amico. Ma egli
è solitario, così diffidente da non
ricevere nessuno, me compreso.
Agli eventi storici aderisce
come l’acqua a un bicchiere. Anche una brocca neolitica
potrebbe contenerlo.
E insaziabile, vuole nuotare
negli acquedotti, ha fame di recipienti sempre nuovi,
gradirebbe uno spazio senza pareti,
vorrebbe dissolversi, dissolvere. Poi svanisce,
come la sete, e nel silenzio di una notte
di agosto si sentono solo i grilli
che parlano pazienti con le stelle.

(da Andare a Leopoli e altre poesie, 1985 – Traduzione dii Krystyna Jaworska)

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L’Io – cito dalla Treccani – è “l’attività psichica che dà a ciascun uomo la consapevolezza della propria identità e regola il complesso delle sue manifestazioni, anche motorie” e, in psicanalisi “l’istanza organizzata dell’apparato psichico che, nella tripartizione Es - Io - Super Io, assume principalmente il ruolo di mediatore tra le richieste dell’Es, le regole del Super Io e le esigenze della realtà”. Il poeta polacco Adam Zagajewski ne traccia invece un identikit con i suoi mezzi, i versi e le analogie.

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ILLUSTRAZIUONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
L'io è un mare sconfinato e immisurabile.
KAHLIL GIBRAN, Il Profeta




Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 21 giugno 1945) è un poeta, scrittore e saggista polacco. Esordì nel 1972 con Komunikat. Nel 1976 aderì al Comitato per la Difesa degli Operai e la dittatura comunista gli impedì di pubblicare. Cominciò allora il suo esilio a Houston e Parigi. Tornò a risiedere a Cracovia nel 2002.


venerdì 2 ottobre 2020

Chioma di carezze


PAUL ÉLUARD

NUSCH

Sentimenti visibili
Vicinanza leggera
Chioma di carezze.

Senza ombre né dubbi
Dài gli occhi a quel che vedono
Visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
Tra due specchi
Ti si perdono gli occhi nella notte
Per unire desiderio e risveglio.

(da La vita immediata, 1932 – Traduzione di Franco Fortini)

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Il 21 maggio del 1930 il poeta francese Paul Éluard passeggiava con l’amico René Char davanti alle Gallerie Lafayette cercando tra le prostitute una donna cui attribuire il ruolo che ebbe la Nadja di André Breton. Incontrano l’alsaziana Maria Benz, una chiromante, medium, artista del Grand Guignol. I due artisti le offrono la colazione nel caffè all’angolo del Chaussé d’Antin. In breve Char galantemente si eclissa lasciando Paul e Maria da soli. Nei giorni seguenti Éluard, che ha compassione della ragazza, le offre l’appartamento abbandonato dall’ex moglie Gala. La poesia che le dedica è una prima descrizione di quella che diverrà la sua musa e quattro anni dopo anche sua moglie, la donna che lascerà un vuoto doloroso quando morirà per un aneurisma cerebrale il 28 novembre del 1946. Quel giorno Éluard scriverà: “Non ho separato nulla ma ho raddoppiato il mio cuore”.

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MAN RAY, "RITRATTO DI NUSCH ÉLUARD", 1935

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LA FRASE DEL GIORNO
Ti amo per amare / Ti amo per tutte le donne che non amo.
PAUL ÉLUARD, La fenice




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


giovedì 1 ottobre 2020

Poesie per ottobre VII


Ottobre è il vero mese dell’autunno, quello che riempie i giardini di colori – ci penserà novembre a rendere grigia ogni cosa. Ma adesso è un ardere di rossi, di gialli, di bruni. In questo mare di dolcezza e malinconia si tuffano i poeti francesi Lionel Ray e René Guy Cadou.

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FOTOGRAFIA © RON FLEISHMAN

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LIONEL RAY

UNA SORTA DI CANTO

Una sorta di canto
identico al giorno che attraversa
il fogliame e scende,
furtivo, fino all’erba povera.

Un canto che parla d’ottobre
e d’acqua nascosta,
di lontananze senza amarezza,
di fronti mischiate, colline felici.

E questo bisogno di spazio tra
le parole, come una disposizione
di tracce e d’increspature.

Qui tra i fiori con il seme
delle onde, la vita circola e beve,
fuggiasca, ad antiche sorgenti.

(da Sillabe di sabbia, 2004 – Traduzione di Viviane Ciampi)

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RENÉ GUY CADOU

OTTOBRE

Paese legato agli uccelli
Ai capelli delle donne
Alla spalla della più bella
Sono in piedi sui tuoi pianoforti cosparsi di foglie morte
In mezzo alla mia vita cosparsa anch'essa di foglie morte.

(da I sette peccati capitali, 1949)

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LA FRASE DEL GIORNO
E lungo i muri delle cancellate / la pietra aveva, dicevi, odore d'ottobre e il fumo / sapeva di campagna e di vendemmia.
FRANCO FORTINI, Poesia ed errore




Lionel Ray, pseudonimo di Robert Lorho (Mantes-la-Ville, 19 gennaio 1935),  poeta e saggista francese di padre bretone e madre vallona. Fino al 1970 ha pubblicato con il suo veronome, passando poi allo pseudonimo. Dopo una vita trascorsa nell’insegnamento, si è ritirato a Saint-Brieuc, in Bretagna.


René Guy Cadou (Sante-Reine-de-Bretagne, 15 febbraio 1920 – Louisfert, 20 marzo 1951), poeta francese. Ragazzo malinconico, portò quella nostalgia nella sua poesia. Tra i suoi temi la vita, l’amore, la fraternità e il ricordo dell’infanzia vista come un tempo felice.


mercoledì 30 settembre 2020

Piogge ostinate dappertutto


MÄRTA TIKKANEN

NEL BEL MEZZO DI UNA BASSA PRESSIONE

Nel bel mezzo di una bassa pressione
piogge ostinate dappertutto
le nuvole temporalesche si ammassano oltre il bosco
la pioggia attende il momento di iniziare a scaricarle

Come all’inizio di un’ubriachezza
lunghi giorni umidi ovunque
ma riesci a dormire quando cadi nel sonno

Non è mai così calma casa nostra

(da La storia d’amore del secolo, 1978)

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La poetessa finlandese di lingua svedese Märta Tikkanen dovette affrontare nella sua vita il problema dell’alcolismo del marito, che raccontò nella raccolta La storia d’amore del secolo. Il paragone tra la tempesta e l’ubriachezza calza perfettamente: agli inizi è solo una minaccia che si profila lontana, poi esplode in tutto il suo fragore.

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FOTOGRAFIA © MICHAEL OLSEN/UNSPLASH

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LA FRASE DEL GIORNO
Questa società / vive / della nostra cattiva coscienza.
MÄRTA TIKKANEN, La storia d'amore del secolo




Märta Eleonora Tikkanen nata Cavonius (Helsinki, 3 aprile 1935), poetessa finlandese di lingua svedese. Giornalista di Hufvudstadsbladet dal 1956 e in seguito insegnante di svedese, è celebre soprattutto per la raccolta autobiografica La storia d’amore del secolo e per il romanzo Gli uomini non possono essere stuprati.