Statistiche web

domenica 7 novembre 2021

Il mare del tempo


JOHN KEATS

CINQUE ANNI DI BASSA MAREA

Cinque anni di bassa marea ha conosciuto il mare del tempo,
    E le ore lunghe han lasciato la sabbia scorrere invano
Da quando, preso nella relativa della tua bellezza,
    Fui colto al laccio dal denudarsi della tua mano.
Pure, quando il cielo buio della notte guardo senza posa,
    La ben ricordata luce dei tuoi occhi rivedo,
Né posso guardar la tinta lieve della rosa
    Senza che l’anima mia alla tua guancia voli.
Nessun fiore che sboccia riesco a guardare
    Senza che il mio orecchio innamorato, al bersaglio teso
Delle tue labbra o d’un immaginario suono d’amore,
     La tua dolcezza in un abbaglio dei sensi cominci a divorare.
Eclissa ogni gioia il tuo ricordo, e di dolore
     In ogni piacere neonato risuona un accordo.

(Time’s Sea Hath Been Five Years at Its Slow Ebb, da Poesie, Mondadori, 1986 - Traduzione di Silvano Sabbadini)

.

Scritto il 4 febbraio 1818, è il secondo sonetto shakespeariano del poeta romantico inglese John Keats: non a caso comincia con l’immagine del tempo come un mare che divora, presa dai versi del Bardo “Così come le onde del mare vanno verso la spiaggia sassosa, /  così vanno i nostri minuto verso la fine”. Dedicato a una misteriosa donna vista per un breve momento un’estate di quattro anni prima a Vauxhall, è un compendio della bellezza e dell’infatuazione amorosa.

.

FRÉDÉRIC SOULACROIX, "GLI INNAMORATI"

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Quel che l'immaginazione percepisce come bellezza deve essere vero – sia o no esistito prima – poiché secondo me tutte le nostre passioni sono come l'amore: tutte, se intensamente sublimi, sono creatrici di bellezza pura.
JOHN KEATS, Lettera a Benjamin Bailey, 22 novembre 1817




John Keats (Londra, 31 ottobre 1795 - Roma, 23 febbraio 1821) poeta inglese, unanimemente considerato uno dei più significativi letterati del Romanticismo. Peculiarità della poetica di Keats è la vivace rispondenza alla bellezza della poesia e dell’arte.


sabato 6 novembre 2021

La fossetta sopra la clavicola


HANS MAGNUS ENZENSBERGER

POESIA DEL CUSCINO

Perché fino alla punta delle dita
sei presente, perché hai desideri,
per come pieghi i ginocchi
e mi mostri le chiome,
per il tuo tepore
e la tua oscurità;
per le tue frasi dipendenti,
i gomiti non prepotenti
e l’anima materiale
che nella fossetta
sopra la clavicola balugina;
perché sei andata
e venuta, e per tutto
ciò che di te non so
queste mie esili sillabe
son troppo poco – o troppo.

(da Musica del futuro, 1991)

.

Il poeta tedesco Hans Magnus Enzensebrger secondo il critico Werner Ross,”può passare facilmente da un tono ironico a uno intimo”. E intima è questa bella poesia che si trasforma in una lode dell’amata. “Si può recitare come una preghiera della sera prima di andare a dormire” dice ancora Ross, probabilmente per via di quelle elencazioni simili a una litania amorosa.

.

DIPINTO DI ERIC ZENER

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
D'altronde, nemmeno le metafore letterarie sono arbitrarie: c'è sempre un nesso tra significante e significato.
HANS MAGNUS ENZENSBERGER, L’Espresso, 11 giugno 2004




Hans Magnus Enzensberger (Kaufbeuren, 11 novembre 1929), scrittore, poeta, traduttore ed editore tedesco. La sua poesia, con espressione volutamente antipoetica e provocatoria, non vede un mezzo di salvezza per l'uomo e si presenta come denuncia spietata di tutte le storture e debolezze della società.


venerdì 5 novembre 2021

Fernando Zamora


Il poeta spagnolo Fernando Zamora è morto ieri nella sua città, Palencia, in Castiglia. Medico chirurgo, abbandonò l’esercizio per dedicarsi alla poesia e alle arti plastiche: “Mi sono sposato con la medicina” - disse in un’intervista, “ma ho sempre mantenuto la pittura e la poesia come amanti e le sono stato infedele con entrambe”. Due passioni che accomunava nella medesima semplicità lirica, tesa a raccontare il quotidiano e la bellezza delle piccole cose.

.

.

.

COMPRIAMO ORO E OGNI TIPO DI GIOIELLI

Non si disfi di nessun ricordo
senza prima consultarci.

Se è titolare di qualche felicità
allora può riscattarla.

Accettiamo
collezioni di nostalgia
- antiche e moderne -
pezzi sciolti:
ferite
d’amore.
Solitari incastonati di parole
- diamanti come anelli -
ciondoli, collane,
bracciali di fidanzamento
con le date dimenticate.

Liquidiamo in contanti.
Contattare:

dalle 4 alle 8
Anche
la domenica.
Preziosi.
Obsoleti.

(da Fuori strada, 2010)

.

.

RITORNO

(Affrancatura a carico del destinatario)

Quando arriverà il passato
e questo giorno sembrerà
soltanto una fiamma
battuta dal tempo
e il tuo passo proverà
ancora a percorrere
i campi e i boschi
e le strade e le case
e i tuoi occhi
cerchiati dal vento
e la notte scivolerà
dalla tua bocca.
Quando tornerà il passato
ci incontreremo
al termine di questo silenzio
e tornerai
a essere
in ogni cosa.

(da Fuori strada, 2010)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
LA Poesia ha in sé un valore infinito / perché ha il prezzo che tu stesso le poni.
FERNANDO ZAMORA, Vita in poesia




Fernando Zamora (Palencia, 1939 – 3 novembre 2021), poeta spagnolo. Medico chirurgo, nel 2003 abbandonò la professione per dedicarsi  interamente alle sue due passioni: la poesia e la pittura. Le sue opere raccontano il quotidiano e le piccole cose con semplicità lirica.

giovedì 4 novembre 2021

Una nuova


JOAN BROSSA

CIELO NOTTURNO

Guarda:
se ne è aggiunta una
nuova. Il mio amore per te
non arriva per caso alle
stelle?

(da Parata di libri, 1980)

.

Joan Brossa, poeta e designer catalano nato dal Surrealismo e dal Dadaismo, praticò sovente la poesia visiva non disdegnando però la poesia più tradizionale e i suoi temi: l’amore, naturalmente è uno degli argomenti principali e universali, sin dai tempi di Omero e di Saffo.

.

JOAN BROSSA, "SENZA TITOLO", 1980

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------

LA FRASE DEL GIORNO
Nemmeno esiste l’amore, / puoi solo darne prova.
JOAN BROSSA, La chiave in bocca




Joan Brossa i Cuervo (Barcellona, 19 gennaio 1919 – 30 dicembre 1998), poeta, drammaturgo, artista plastico e designer grafico catalano. È ritenuto il massimo esponente della poesia visiva non solo della letteratura catalana, ma il pioniere di questo genere in Spagna e uno dei grandi riferimenti internazionali.


mercoledì 3 novembre 2021

Cetera desunt


BARTOLO CATTAFI

IL RESTO MANCA

Mancavano pagine
il marmo dell’epigrafe
era scheggiato
due sole parole
cetera desunt
il resto mancante
mancanti la testa e i piedi
e tutto il resto mancante
che testa e piedi divide
cetera desunt…cetera desunt…
parole sul frontone d’un tempio vuoto
vorticanti col vento come per dirci
solo noi ci siamo
tutto il resto manca
era questo che non sapevate.

(da L’aria secca del fuoco, Mondadori, 1972)

.

È significativa questa poesia oscura del poeta siciliano Bartolo Cattafi,  visionaria più che surrealista. “Oracolare” viene definita da Vittorio Sereni: “emblema dell'essenza della poesia di Cattafi , che vede il non detto e dice il non visto , ossia apre il vuoto del nostro non vedere e lo riempie”.

.

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Secco duro gessoso sovente è l’occhio, / le mani, lo scalpello lo assecondano, / foggiano cose a nostra somiglianza.
BARTOLO CATTAFI, L’osso, l’anima




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


martedì 2 novembre 2021

Con te Pasolini


VIVIAN LAMARQUE

A PASOLINI

Che cielo azzurro guarda si è schierato
per il tuo anniversario
di assassinato.
Proprio un giorno da partita
di pallone vedi? O da lì
non si vede proprio niente
niente? Non senti che vento forte
si è levato? Con un vento così
il pallone ti sarebbe forse sfuggito
volato come tu quel giorno a noi.
E' un novembre con i colori di aprile
Siamo qui soli con te Pasolini
con quel tuo morire.

(da Una quiete polvere, Mondadori, 1996)

.

Secondo me c'è una forte affinità fra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt'e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi” scriveva Federico Zeri della morte di Pier Paolo Pasolini, brutalmente percosso e poi travolto con la sua stessa auto sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia la notte del 2 novembre 1975. Per l’omicidio fu condannato Pino Pelosi, un “ragazzo di vita” diciassettenne, ma i lati oscuri della vicenda hanno generato molte teorie complottiste. La poetessa trentina Vivian Lamarque proprio in un anniversario – il ventennale – rievoca la figura dello scrittore e poeta friulano citando due delle passioni che coltivava: il calcio e quel cielo "straziante, meravigliosa bellezza del creato” come appare in Cosa sono le nuvole, cortometraggio girato da Pasolini nel film a episodi Capriccio all’italiana.

.

PIER PAOLO PASOLINI IN UN DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Solo l'amare, solo il conoscere / conta, non l'aver amato, / non l'aver conosciuto.
PIER PAOLO PASOLINI, Le ceneri di Gramsci




LamarqueVivian Comba Provera Pellegrinelli Lamarque (Tesero, 19 aprile 1946), scrittrice, poetessa e traduttrice italiana dal francese. Di origini valdesi, ha insegnato italiano agli stranieri e nei licei. Ha ottenuto il Premio Viareggio, il Premio Montale, il Pen Club e, per le fiabe, il Premio Rodari e il Premio Andersen.


lunedì 1 novembre 2021

Poesie per novembre VIII


Bartolo Cattafi era poeta che volgeva la sua ricerca verso il buio e l’inconoscibile. Non è un caso che nelle nebbie di novembre – siciliano trapiantato al Nord – si trovasse confuso. Quello stesso clima, quel freddo che penetra le ossa, quel sole freddo fa pensare alla sua solitudine e alla sua nostalgia anche il poeta triestino Carlo Stuparich.

.

FOTOGRAFIA © STUX/PIXABAY

.

.

BARTOLO CATTAFI

IPOTENUSA

Sfusi e confusi in quella
nebbia di novembre
sentimmo al tatto che l’ipotenusa
era mostruoso errore
audace anomalo lì addosso compartecipe
lato scorretto
d’un angolo retto.

(da Marzo e le sue Idi, Mondadori, 1977)

.

.

.

.

CARLO STUPARICH

PRINCIPIO DI NOVEMBRE

O freddo sole di novembre, soltanto ricordi mi scalda in questo corpo rabbrividente. La mia vita ronza tutta dentro; guarda i miei occhi, ti pare che vedano la storia del prossimo, o quanto da godere darebbero quelle onde di carne femminile? La mia carne, se la tocchi, ti spaventi del suo poco fermento: è un ingombro di corpo che pesa brutamente sull'esilità nostalgica della mia anima.

Camminando fra due muri secchi - vi pendono tralci di vite intisichita, pampini rossi come gote assai febbrose - sento che la mia vita è tutta qui in questa solitudine soleggiata a freddo. In nessuna parte ho lasciato lembi della mia persona. Qui raccolgo e stringo tutta la mia anima come un lenzuolo piegato fittamente che odora di fresca lavanda.

(da Cose e ombre di uno, La Voce, 1919)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Proprio novembre. // Ogni cosa ha il suo posto. // Tuttavia l’ignoto è vicino / come un uccello inquieto.
MARIE-CLAIRE BANCQUART, Senza posto tranne l’attesa




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


Carlo Stuparich (Trieste, 3 agosto 1894 – Monte Cengio, 30 maggio 1916), poeta e scrittore. Scrisse una sola opera: Cose ed Ombre di uno, acclamato dai critici come promessa della letteratura italiana. Durante la prima guerra mondiale, unico superstite del suo plotone decimato sul Monte Cengio, si uccise per non cadere prigioniero degli austriaci.