giovedì 27 aprile 2023

Centenario di Carlos Edmundo de Ory


Il poeta Carlos Edmundo de Ory, che nasceva il 27 aprile 1923 a Cadice, fu l'inventore del Postismo, contrazione di postsurrealismo, un movimento che ambiva ad essere il risultato di tutte le avanguardie letterarie che l'avevano preceduto. L'ambizione del Postismo era quella di manifestare la realtà interna dell'uomo, esprimendola in un linguaggio che deve emergere come un'invenzione da misteriosi stati di coscienza. De Ory la mise in pratica coltivando con predilezione il "romance", adattando al surrealismo i motivi derivati da García Lorca.

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FOTOGRAFIA © ENTRETANTO

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LE PAROLE, III

Vengono da me calde palpabili
radici cucite alla luce di un simbolo
fatte argento d'abisso e di mistero
fatte oro di sartiame mistico
fatte ferro di lingue eterne
fatte corallo di coste impossibili
fatte carbone di vividi bagliori
fatte miele fatte brace fatte rame
fatte carezze di ritmo abbondante
fatte ordito stellare fatte cenere
Le parole sono labbra omogenee
di dei muti che trasudano suoni
sono chicchi leggeri, luci distinte
rari cigni di fuoco che trasmettono
uova anche di fuoco soffici cigni
morbidi uccelli piogge fili chiavi
segreti che si depositano lenti lirici
nelle fibre celesti del poeta

Madrid, 1949

(da Poesia [1949-1969], 1970)

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L'INFELICITÀ DEL POETA

Respirare vedere udire dormire
Com'è semplice tutto questo!
Non si può pensare che il poeta
sia felice di gioie immediate
Nel posto più alto mette
il mondo sensuale e vitale
L'immaginazione e i sensi
La fantasia e l'emozione
Di passioni si nutre e muore
Di violenta veemenza e urla
Gli interessa solo l'esperienza
Con la sua intima ricchezza il desiderio
I valori dell'insoddisfazione
L'immediatezza lo sfogo
La felicità non gli interessa

Agni, 1970

(da Tecnica e pianto, 1971)

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EROS TREMENDUM

Nella notte del sesso cerco luce
e incontro soltanto l'oscurità,
sacro il mio corpo sacrifica età
senza tempo sul tuo croce su croce.

Gravito su e giù, la testa l'atroce
muro percuote della tua città
senza porte dove alla fine là
nel buio un lucernario mi introduce.

Sulle pietanze tovaglia è la schiena
le mie gambe e le braccia vanno insieme
con le tue a formare uno scorpione.

Le due mele il mio contatto abbandona
e dorme sul vassoio del tuo ventre
come un bicchiere il mio enorme cuore.

Parigi, 10 novembre 1961

(da Sonetto vivo, 1988)

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Altre poesie di Carlos Edmundo de Ory sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

Una poesia avviene nella scrittura magica / sotto l'azione creatrice di una creatura / la cui anima parla di silenzi cristallini.
CARLOS EDMUNDO DE ORY, Sonetto vivente




Carlos Edmundo de Ory (Cadice, 27 aprile 1923 - Thézy-Glimont, Francia, 11 novembre 2010​), poeta, saggista, epigrammista e aforista spagnolo, esponente del postismo, sintesi delle avanguardie del ‘900. Figlio del poeta modernista Eduardo de Ory, dopo aver viaggiato per l’Europa si stabilì ad Amiens come bibliotecario della Maison de la Culture.


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