"Un Io lirico profondamente ambivalente, senza patria, sempre in viaggio di costa in costa, frontaliero": la definizione di Siegfrid Unseld si attaglia perfettamente alla poetica di Ingeborg Bachmann. La poetessa austriaca, nata a Klagenfurt il 25 giugno 1926, fece parte del Gruppo 47, che aveva l'intenzione di far risorgere la cultura della Germania "ormai dimenticata e repressa dall'intervento nazista". Amica di Paul Celan, con cui ebbe una intermittente relazione amorosa, intrattenne con lui una corposa corrispondenza. La sua poesia esplora i confini interpersonali e il potenziale del linguaggio nel contesto del dopoguerra con un accento tormentato ma autentico.
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GIORNI IN BIANCO
In questi giorni, mi levo con le betulle
e sulla fronte ravvio le ciocche di frumento
davanti a uno specchio di ghiaccio.
Amalgamato al mio respiro
sfiocca il latte:
così di buon'ora ha facile schiuma.
E dove il vetro appanno con l'alito
appare, dipinto da un dito infantile,
ancora il tuo nome: innocenza!
Dopo tanto tempo.
In questi giorni, non mi duole
di sapere dimenticare
e di essere costretta a ricordare.
Amo. Fino all'incandescenza io amo,
e ne ringrazio biblicamente il cielo.
L'ho imparato in volo.
In questi giorni, io ripenso all'albatro
che mi ha sollevata e trasportata
in un paese che è un foglio bianco.
All'orizzonte immagino,
fulgido nel suo tramonto,
il mio favoloso continente
laggiù, che mi ha congedata
già rivestita del sudario.
Vivo, e da lontano ascolto il suo canto del cigno!
(da Poesie, Guanda 1978 - Traduzione di Maria Teresa Mandalari)
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INVOCAZIONE ALL'ORSA MAGGIORE
Scendi, Orsa Maggiore, notte arruffata,
fiera dal manto di nubi, dagli antichi occhi,
stelle occhi,
nella macchia affondano, scintillanti,
le tue zampe con gli artigli,
stelle artigli,
vigili noi pascoliamo gli armenti,
pur da te ammaliati, e diffidiamo
dei tuoi fianchi sfiniti, degli aguzzi
denti dischiusi,
vecchia orsa.
Un cono di pigna: il vostro mondo.
Voi: le sue squame.
Dagli abeti dell’inizio
agli abeti della fine
la rivolto, la sbalzo,
l’annuso, ne saggio il sapore
e l’abbranco.
Temete e non temete!
Gettate l’obolo nella borsa,
all’uomo cieco una buona parola,
perché tenga l’orsa al guinzaglio.
E condite gli agnelli di spezie.
Potrebbe quest’orsa
liberarsi, non più minacciando,
incalzando ogni pigna, dagli abeti
caduta, maestosi abeti alati,
precipitati dal paradiso.
(da Invocazione all'Orsa Maggiore, Mondadori, 1999 - Traduzione di Luigi Reitani)
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Altre poesie di Ingeborg Bachmann sul Canto delle Sirene:
LA FRASE DEL GIORNO
Quando raggiungiamo quello stato lucido e straziante in cui il dolore diventa fecondo, noi diciamo in modo molto semplice e giusto: mi si sono aperti gli occhi.
INGEBORG BACHMANN, A occhi aperti
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Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973), poetessa, scrittrice e giornalista austriaca. I motivi ideologici della sua formazione intellettuale (Heidegger, Wittgenstein) si incontrarono con il tema della generazione venuta dopo gli orrori della guerra nella dimensione di un linguaggio spesso tormentato e astruso, ma sempre autentico.


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