sabato 21 aprile 2012

Amore in metrò

 

ÓSCAR HAHN

IN UNA STAZIONE DEL METRÒ

Sventurati quelli che hanno scorto
una ragazza nel metrò

e si sono innamorati di colpo
e l’hanno seguita impazziti

e l’hanno persa per sempre tra la folla

Perché saranno condannati
a vagare senza meta per le stazioni

e a piangere sulle canzoni d’amore
che i musicisti ambulanti intonano nei tunnel

E forse l’amore non è che questo:

una donna o un uomo che scende da un vagone
in una stazione del metrò

e brilla per pochi secondi
e si perde senza nome nella sera

.

“Forse l’amore non è che questo: / una donna o un uomo che scende da un vagone / in una stazione del metrò / e brilla per pochi secondi”: il poeta cileno Óscar Hahn (Iquique, 1938) conosce quella sensazione che si prova talvolta in metropolitana o su un treno o su un tram, quella che Fabrizio De André rese celebre cantando un testo di Antoine Pol: “Io dedico / questa canzone / ad ogni donna pensata come amore / in un attimo di libertà”. Quell’innamoramento che colpisce come un fulmine nelle volte della metropolitana, se tanti poeti vi dedicano versi: anche Seamus Heaney, Premio Nobel irlandese: “Fu qui, sotto la volta del tunnel, / tu a correre davanti nel tuo cappotto da viaggio, /io dietro come un agile dio per raggiungerti / prima che ti mutassi in giunco / o in qualche nuovo fiore, bianco / e carminio”. Ci dev’essere una magia sottile, un filtro d’amore che colpisce. Non ci credete? Nel 2008 a Parigi le edizioni RATP pubblicarono un libretto intitolato Amour mobile, dove c’erano una sessantina di messaggi raccolti nelle stazioni della metropolitana, tutti di questo tenore: “Tenevamo tutti e due la sbarra del metrò, direzione Mairie d’Ivry, le nostre mani si sono toccate e sono restate in contatto praticamente per tutto il tragitto fino a Châtelet, in un metrò strapieno: faccia a faccia ci gettavamo degli sguardi discreti. Non ho osato dirti niente tra tutta quella gente. Tu sei scesa…” A quel punto l’uomo si è trasformato in uno degli sventurati protagonisti della poesia di Óscar Hahn, un gozzaniano seguace dell’amore impossibile…

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FOTOGRAFIA © BARBARA SEILER

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LA FRASE DEL GIORNO
Tu ignori dove vado, io dove sei sparita; / so che t'avrei amata, e so che tu lo sai!
CHARLES BAUDELAIRE, I fiori del male

3 commenti:

Vania ha detto...

...ecco allora da dove ha copiato Fabio Volo...in un suo libro...si era invaghito di una ragazza "allo stesso modo"....ora non ricordo il titolo del libro e se era in treno o bus...comunque è tutto un po' magico/sognante/simpatico ...nulla di più.:))

ciaoo Vania

....mi viene pure in mente la canzone di Finardi ...Katia.:)))

DR ha detto...

tutto si copia: ciò che è scritto è già stato scritto prima

Tra cenere e terra ha detto...

Mio Dio... Be', in fondo sono contento, non sono stato l'unico a vedere l'amore, a inseguirlo, a perderlo tra la folla... Londra, Victoria Station, 2008.

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