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lunedì 8 aprile 2024

Io e la sera


FRANCISCO PINO

TEMPO

Cielo,
pino,
acqua,
Dio.
Quattro
per
solo
due:
io
e
la
sera.

(da Versi per distrarmi, 1982)

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In questa originalissima poesia di Francisco Pino la tensione poetica si esprime in una visualità verticale: con solo dodici parole il poeta spagnolo descrive un paesaggio e vi si situa. In un’altra poesia della raccolta dirà: “Campo solitario. / Mi incontro con me stesso. / Sono la mia radura”.

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FOTOGRAFIA © ISHERMAN/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Tira un sasso nell'acqua, / quando non lo vedrai più / le sue onde ti diranno / quello che non poteva dirti. // Fai lo stesso con una / singola parola. Tirala sulla pagina / e aspetta. A poco a poco i suoi mille cerchi / ti daranno la sua anima.
FRANCISCO PINO, Gravità




PinoFrancisco Pino (Valladolid, 18 gennaio 1910 - 22 ottobre 2002), poeta spagnolo. Di famiglia borghese, rifiutò di coltivarne gli interessi economici per dedicarsi alla letteratura. Dapprima seguace di Jorge Guillén, poi creazionista e surrealista, praticò una poesia sperimentale, visuale e religiosa.


domenica 7 aprile 2024

Camminare di notte


CONCHA MÉNDEZ

MI PIACE CAMMINARE DI NOTTE

Mi piace camminare di notte per le città deserte,
quando si odono i propri passi nel silenzio.
Sentirsi camminare, da sola, mentre tutto dorme,
è sentirsi attraversare un mondo immenso.

Tutto prende rilievo: una finestra aperta,
una luce, una pausa, un sospiro, un'ombra…
Le strade sono più lunghe, anche il tempo cresce.
Sono riuscita a vivere secoli camminando poche ore!

L'Avana, 1937

(da Piogge legate, 1939)

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"La notte ci piace perché, come il ricordo, sopprime i particolari oziosi" scrisse Jorge Luis Borges. Ed è proprio quello che apprezza la poetessa spagnola Concha Méndez nel suo esilio cubano - durò quattro anni prima del passaggio definitivo in Messico. Tutto assume un aspetto diverso, lineare, e la solitudine consente di apprezzare ciò che si percepisce con i sensi, dilatando il tempo o, quantomeno, rendendolo più intenso.

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IMMAGINE © INSPIRED IMAGES/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non mi hai lasciato sola, / sono con me e mi basta, / come sono sempre stata…
CONCHA MÉNDEZ, Ombre

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Concha Méndez, pseudonimo di Concepción Méndez Cuesta (Madrid, 27 luglio 1898 – Città del Messico, 7 dicembre 1986), poetessa spagnola della Generazione del '27. La sua poesia è distinta in due fasi: la prima modernista, influenzata da García Lorca e Alberti, la seconda oscura e intimista, dai toni esistenzialisti, segnata dall'esilio.


sabato 6 aprile 2024

L’urlo


JOAN VINYOLI

NON LA CANZONE PERFETTA

Non la canzone perfetta ma l'urlo
che invoca Dio è necessario,
poiché non basta che il nostro cuore
muova bene le ali come l'aquila.
Con gli occhi in fiamme devi entrare
nella notte del mistero,
in modo che il segreto così come l'aria
che colpisce gli occhi, penetri fino al cuore.

(da Le ore ritrovate, 1951)

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La poesia di Joan Vinyoli punta a "una vita più alta", che associa all'amore e alla bellezza certo, ma anche alla sofferenza. Dall'intera raccolta Le ore ritrovate emergono la constatazione della caducità delle cose e della consolazione trovata nel ricordo del passato. Ma in questi versi a risaltare è la dottrina poetica - Vinyoli segue i dettami di Rilke, che considera che la poesia sorge non dai sentimenti ma dall'esperienza. Quell'urlo è una liberazione dall'elaborazione formale e dall'eccessiva retorica, un superamento del simbolismo novecentista.

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EDVARD MUNCH, "L'URLO", PART.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Solo è chi non ha nessuno / che lo abita, ma tu, / pieno dei ricordi della vita, / non fingere di non sapere / che sei solitudine condivisa.
JOAN VINYOLI, Alle ore piccole

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Joan Vinyoli i Pladevall (Barcellona, 3 luglio 1914 - 30 novembre 1984), poeta catalano. Fortemente influenzato dall’opera di Rainer Maria Rilke, mise in pratica la sua massima: “La poesia non è fatta di sentimenti, ma di esperienze”, coniugando realismo ed esistenzialismo.


venerdì 5 aprile 2024

Così piccola così fragile


LOUIS CALAFERTE

NANCY

Nancy che era così piccola
così fragile tra le mie braccia
laggiù
in camera con il nero profumo degli spruzzi del mare

Nancy
con il tuo sguardo verde
e i tuoi capelli corti di cane pazzo
vagamente rossi
e che credeva ancora nelle cose proibite

Nancy
che la mia memoria porta con sé
e che non rivedrò più
il destino ci chiude le porte

Eri di Dundee,
vero?

(da Londoniennes, 1985)

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Se nei romanzi si avvale di uno stile crudo, nelle poesie d'amore Louis Calaferte, poeta francese di origini italiane, fa prevalere la sobrietà, e anche la dolcezza dell'eros vi è come sfumata, mediata dalla nostalgia di avere perduto Nancy, la ragazza britannica dai capelli corti e rossi.

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BRENDA HENDRIX, "ROSSA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Baciami, baciami, / la nostra follia è così vecchia / che non ne vedremo la fine.
LOUIS CALAFERTE, Londoniennes

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Louis Calaferte (Torino, 14 luglio 1928 – Digione, 2 maggio 1994) scrittore  francese di origine italiana. Nel 1952 pubblica Requiem des Innocents, il suo primo romanzo. Dedica poi quattro anni della sua vita alla scrittura di Settentrione. Autore di racconti, saggi, pièces teatrali, ha scritto più di 50 opere.


giovedì 4 aprile 2024

Una vecchia casa


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

LA CASA DEL TEMPO PERDUTO

Ho bussato alla porta del tempo perduto, non ha risposto nessuno.
Ho bussato una seconda volta, un'altra e un'altra ancora.
Non c'era risposta.
La casa del tempo perduto per metà è ricoperta
di edera; l'altra metà è cenere.

Casa dove non abita nessuno, e io busso e chiamo
per il dolore di chiamare e non essere udito.
Busso soltanto. L'eco restituisce
la mia smania di socchiudere quelle stanze gelide.
La notte e il giorno si confondono nell'attesa,
nel continuo bussare.

Il tempo perduto naturalmente non esiste.
È una vecchia casa vuota e dannata.

(da Farewell, 1996)

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Nei versi del poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade risuona spesso una voce dal passato, un invito alla ricerca della propria origine. La casa è un luogo fisso nel tempo, mentre questo invece scivola via come sabbia tra le dita. Ma, ahimè, il tempo perduto è irrecuperabile, è una strada che non ammette ritorno, per quanto lo possiamo desiderare.

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DIPINTO DI JACEK YERKA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tempo passa? Non passa / per gli abissi del cuore.
CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE, Ad amare si impara amando

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.


mercoledì 3 aprile 2024

Foglietta verde


JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

NOSTALGIA

Foglietta verde nel sole,
tu sintetizzi la mia ansia;
ansia di godere tutto,
di diventare immortale in tutto.

(da Pietra e cielo, 1919)

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Una piccola fogliolina spuntata sul ramo di primavera sintetizza il desiderio di Juan Ramón Jiménez, l'ansia del Premio Nobel spagnolo di "stare, con tutto me / stesso, / in ogni cosa", quella sete di vita che gli fa dire: "Sì, sete, sete, sete orribile! / ...Ma... lasciami il bicchiere / vuoto...!" e che si esprime in un interscambio continuo tra l'anima, i sensi e la natura.


FOTOGRAFIA © KRANICH17/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Dovunque la mia anima /navighi o vada o voli, tutto, tutto / è suo.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Diario di poeta e mare

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JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


martedì 2 aprile 2024

Guy Goffette


Il poeta belga Guy Goffette si è spento a Parigi il 29 marzo. Nato  a Jamoigne, nel sud della Vallonia, nel 1947, ha rappresentato una figura emblematica della poesia francofona contemporanea ed era un poeta la cui opera era parte di una ricerca di bellezza e verità, che esplorava i contorni dell'esperienza umana attraverso un’acuta sensibilità. Goffette ha sempre amato giocare con le forme poetiche, esprimendo una predilezione per la leggerezza e la cadenza ripetitiva del distico, ma anche per il verso quindicinale. Quella che può apparire solo una scelta formale, in realtà lo aiuta a dare profondità e musicalità alla sua poesia.

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FOTOGRAFIA DA PLUM POETRY

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IL SOLE FA SCIVOLARE LA MANO

Il sole fa scivolare la mano
attraverso il fogliame del giorno
e lancia sull’ammattonato
la moneta del nostro pezzo
Assolo d’ombre e di voce
affinché vi troviamo
la forza di scambiare
il presente per il futuro
come un bambino con i suoi occhi
e somigliamo abbastanza agli uccelli
per credere all’albero fraterno
che ci spartiamo

(da Solo d’ombres, 1983 – in Poesia n. 197 Settembre 2005 – Trad. Chiara De Luca)

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L’ATTESA

Se vieni per restare, lei dice, non parlare.
Bastano pioggia e vento sopra le tegole,
basta il silenzio accumulato sopra i mobili
come polvere dopo secoli senza te.

Ancora non parlare. Ascolta ciò ch’è stato
lama nella mia carne: ogni passo, un ridere lontano,
l’abbaiare di un cane, lo sportello che sbatte
e questo treno che non finisce mai di passare

sulle mie ossa. Rimani senza parole: non c’è nulla
da dire. Lascia che la pioggia ridiventi pioggia
e il vento questa marea sotto le tegole, lascia

il cane gridare il suo nome nella notte, lo sportello
sbattere, andarsene lo sconosciuto in quel luogo vuoto
dove io morirò. Rimani se vieni per rimanere.

(da La Vie promise, 1991, Traduzione di Marcello Comitini)

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Altre poesie di Guy Goffette sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è un sentimento, uno strappo interiore.
GUY GOFFETTE, La Libre, 22 novembre 2021

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Guy Goffette (Jamoigne, 18 aprile 1947 – Parigi, 29 marzo 2024), poeta e scrittore belga. Yves Bonnefoy lo ha battezzato “erede di Verlaine”, capace di mantenere “le cose semplici, meravigliosamente in grado di catturare le emozioni e i desideri comuni a tutti noi”. Le sue poesie ricercano la bellezza