Statistiche web

martedì 11 aprile 2023

A due a due


PAUL ÉLUARD

NON VERREMO ALLA META AD UNO AD UNO

Non verremo alla mèta ad uno ad uno ma a due a due.
Se ci conosceremo a due a due, noi ci conosceremo tutti,
noi ci ameremo tutti e i figli un giorno rideranno
della leggenda nera dove un uomo lacrima in solitudine.

(da Il duro desiderio di durare, 1946 - Traduzione di Franco Fortini)

.

Nel 1946 è ancora forte in Paul Éluard il dolore per la morte dell'amata moglie Nusch, scomparsa improvvisamente a causa di un aneurisma cerebrale il 28 novembre 1944. Ma resta ferma la convinzione della coppia come nucleo unico, salvifico e fondamentale dell'esistenza: due entità che si trovano non a fianco ma fuse nella perfezione dell'unità.

.

FOTOGRAFIA © STOCKSNAP/PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Amando l’amore. In verità, la luce mi abbaglia. Ne possiedo abbastanza in me per guardare la notte, tutta la notte, tutte le notti.
PAUL ÉLUARD, La Révolution surréaliste”, n. 6, marzo 1926

.



Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


lunedì 10 aprile 2023

Dei puri guardiani


CHRISTIAN BOBIN

GLI ANGELI

Gli angeli, Nella,
non sono
come li si vede nei dipinti
servi dalle mani femminili
messaggeri dai modi gentili
e dalle dolci ali
Gli angeli è vero ci portano qualcosa
ma prima di portarlo
devono liberare il nostro cuore
da tutto ciò che lo ingombra
come se passassero una spugna sul tavolo
prima di stendere un pizzo
una seta molto fragile
che nulla potrebbe sporcare

Gli angeli come li conosco io
hanno un solo compito
che è quello di fermare di sospendere
di interrompere la vita ordinaria
l'acqua corrente della vita
come si costruisce una diga su un fiume
per avere un po' di energia
Dopo possiamo riprendere continuare
dopo possiamo sentire
la buona notizia
del vivere
soltanto dopo

Gli angeli non sono persone
sono solo dei silenzi
dei puri guardiani
se guardi bene
Li vedi spesso
nei giardini pubblici
vicino a una donna
china sul suo bambino
o presso un albero curvo
sulla sua ombra

(da La vita che passa, 1990)

.

Il poeta francese Christian Bobin toglie gli angeli dalle chiese un po' polverose, dagli antichi dipinti, dalle statue dei cimiteri, dalle scatole dei presepi: non toglie loro la sacralità, anzi la umanizza, ne fa una parte di noi: la capacità di meravigliarci, di commuoverci,  di raccoglierci, di riconoscere le mani divine nel volo di una colomba.

.

KAREN TARLTON, "ANGELO”

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

I contemplativi possono essere poeti conosciuti in quanto tali ma può esserlo anche un imbianchino che fischietta in una stanza vuota.
CHRISTIAN BOBIN, Abitare poeticamente il mondo

.



Christian Bobin (Le Creusot, 24 aprile 1951 – Chalon-sur-Saône, 24 novembre 2022), scrittore e poeta francese, noto per l'impronta meditativa e metafisica delle sue opere e per  la sua scrittura intensa e poetica che riconduce chi legge agli aspetti fondanti dell’esistenza.


domenica 9 aprile 2023

Il cielo è un guscio d’uovo


LEONARDO SINISGALLI

PASQUA FRIULANA

Il cielo è un guscio d’uovo,
Il grano tanto alto
Da nascondere un’oca.
Una boccata d’aria, un sorso
Di taiut. «Spezzi la torta
Del tuo compleanno
E ti verrebbe voglia
Di tagliarti la gola».
La rondine vola
Sui rettangoli gialli di ravizzone,
Porta sospiri di fiumi dogliosi
Su queste sponde.
Scintillano i pappi
E i gatti s’incurvano
Al passaggio di una formicolona
Sulle mattonelle del terrazzo.
Si casca dimentichi in un mare
Di latte come la mosca nel piatto.
Muoiono le campane
Del campanile di Latisana.
Una piccola croce intacca
L’orizzonte. Quassù
In fondo a un tunnel d’aria bianca
Le donne portano gli aghi
Di pino nei grembiuli.
Dobbiamo rilassarci,
Allentare i nervi,
Trovare un sostegno alla fede fiacca,
Uno scongiuro alla minaccia
Del finimondo, opporvi il labile
Segno scritto sul petto e sulla faccia,
Il legno che sanguina stasera
Sull’occidua vetta.
Siamo venuti
en touriste
Su questa plaga deserta
A vedere la cometa H.
Non troviamo né coda né testa.

(da L’età della luna, Mondadori, 1962)

.

Domenica di Pasqua. Tuffiamoci con il poeta lucano Leonardo Sinisgalli in una Pasqua lontano da casa - in quel periodo viveva a Roma da una decina d'anni dopo una serie di soggiorni milanesi. Sinisgalli è nella campagna friulana, non distante dal mare di Lignano, dove scorrono il Tagliamento e lo Stella e applica a quel luogo dove è "turista" la sua visione della vita, venata da una perenne insoddisfazione.

.

FOTOGRAFIA © J P HAMON

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Oh le campane di Pasqua suonano allegramente, / lascia che il mondo intero si unisca alla felice disposizione.
LIZZIE AKERS

.



Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


sabato 8 aprile 2023

Ordinerò un caffè


FERNANDA ROMAGNOLI

NON LEGGERÒ I GIORNALI

II giorno entra con rosa di pozzanghere
e Pasqua fra le nuvole.
Operai ripitturano la casa
che adesso ride a metà, dov'è più chiara;
d'in cima al muro si gettano la voce.
Profumi arrivano e partono. Lo giuro:
oggi non spierò nella vetrina
le mie occhiaie appassite.
Non leggerò i giornali del mattino.
Non mi metterò in croce!

Entrerò nel bar che si sbrina
in vapore vermiglio sugli specchi,
scavalcando i due cani stesi al sole
- madre e figlio. - Avrò l'aria felice.
Ordinerò un caffè, sceglierò
cartoline per amici lontani.

(da Il tredicesimo invitato, Garzanti, 1980)

.

Voglia di tranquillità e di felicità, quella delle piccole cose: del sole ritornato, di un caffè bevuto al bar, di una breve vacanza per la Pasqua nella casa di campagna: quella che assapora la poetessa romana Fernanda Romagnoli. E sì: la felicità, come l’amore, deve essere necessariamente un po’ egoista, perché basta poco a guastarla: la lettura dei giornali con le loro cattive notizie, ad esempio (o, venendo ai giorni nostri, i troll che non sanno gestire una conversazione sensata sui social).

.

HENRI CARTIER-BRESSON, "GENTE AL CAFFÈ, 1950"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La felicità non si compra, si vive.
ROMANO BATTAGLIA, La strada di Sin




Fernanda Romagnoli (Roma, 5 novembre 1916 – 9 giugno 1986), poetessa italiana. Visse un’esistenza chiusa e riservata, al seguito del marito militare a Firenze, Pinerolo e Caserta. Esordì nel 1943 con Capriccio, cui fece seguire Berretto rosso (1965), Confiteor (1973) e Il tredicesimo invitato (1980)


venerdì 7 aprile 2023

Miele e fiele


JABRA IBRAHIM JABRA

DOPO IL GOLGOTA

Ho vissuto con Cristo
Sono morto con Lui e risorto.
La mia voce gridava nel deserto
come se fosse un'altra voce,
ardente di un fuoco sconosciuto.
Perché il fuoco? Per chi?
Dammi ombra e acqua fresca
e appenderò i miei ricordi
al muro di una casa abbandonata.
La folla si è dispersa e
gli invitati se ne sono andati.
La voce grida invano
come la voce prima della morte e
del Golgota.
Sulle mie labbra ci sono tracce di miele
e di fiele.
Sono venuto dopo essere morto per
ascoltare la mia voce resistere
al vuoto che ho abbandonato?
Fammi ombra. E tu, donna,
metti un pezzo di ghiaccio nella tua acqua.
Il sole brucia. La vita dopo la morte costa
fatica e la mia voce ama il fuoco.
Per chi? Per chi
ho chiuso gli occhi, mentre sulle mie labbra restano
tracce di miele e fiele?

(da L'orbita chiusa, 1964)

.

Il poeta palestinese Jabra Ibrahim Jabra, di religione cristiana ortodossa e nato a Betlemme, si immedesima nella vicenda del Cristo, leggendovi il lato umano della resurrezione. Conoscendo la vicenda personale di Jabra, si può  leggere quel Golgota e quella morte come la perdita della patria al momento dell'instaurazione dello Stato d'Israele.

.

PAOLO VERONESE, “COMPIANTO SUL CRISTO MORTO”

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo: / distilla le nostre lacrime in parole, / salvaci dall'esilio dell'afasia, / l'esilio dei deserti: noi siamo /  i portatori del mare, dell'orizzonte, del cielo.
JABRA IBRAHIM JABRA, L'orbita chiusa

.



Jabrā Ibrāhīm Jabrā  (Betlemme, 18 agosto 1919 -  Bagdad, 12 dicembre 1994, poeta, pittore, critico letterario e traduttore palestinese. Nato da famiglia siriana cristiana ortodossa, nel 1948 fuggì in Iraq assumendone la cittadinanza. Diffuse il Modernismo nella letteratura araba.

giovedì 6 aprile 2023

Quello che non fosti


ÁLVARO MUTIS

CANZONE DELL’EST

Appena dietro l'angolo
un angelo invisibile ti attende;
una nebbia vaga, uno spettro sbiadito
ti dirà alcune parole del passato.
Come acqua irrigua, il tempo
ti scava dentro l’arduo lavorio
di giorni e settimane,
di anni senza nome o memoria.
Dietro l'angolo
continuerà ad aspettare invano
quello che non fosti, quello che morì
dal tanto essere quello che sei.
Non il minimo sospetto
non la più leggera ombra
ti dice cosa avrebbe potuto nascere
da quell'incontro. Eppure
lì c’era la chiave
della tua breve felicità sulla terra.

(da Le opere perdute, 1965)

.

Così, come laviamo il corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria” scrive Fernando Pessoa nel Libro dell’inquietudine. Difficile. Impossibile addirittura, ci dice il poeta colombiano Álvaro Mutis, pur consapevole che siamo noi stessi gli artefici del nostro destino, ma che siamo altresì tranquilli e abitudinari, pavidi e codardi quando non colpevolmente dissennati.

.

RAFAL OLBINSKI, "FERROVIA A CAVALLI"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Impara, soprattutto, a diffidare della memoria. Ciò che pensiamo di ricordare è completamente estraneo e diverso da ciò che è realmente accaduto.
ÁLVARO MUTIS, La neve dell’ammiraglio

.



Álvaro Mutis Jaramillo (Bogotà, 25 agosto 1923 – Città del Messico, 22 settembre 2013), scrittore e poeta colombiano naturalizzato messicano. Le sue opere, dal linguaggio incisivo, ricco di immagini e fortemente metaforico, hanno come protagonista il marinaio Maqroll, sorta di alter ego dell'autore.


mercoledì 5 aprile 2023

Parole adatte


ŌTAGAKI RENGETSU

CAMMINANDO LUNGO LA BAIA DI AKASHI

Camminando lungo la baia di Akashi
Nella sera di luna
Alla ricerca di
Parole adatte
Per raccontare questa bellezza.

.

"La bellezza, che arde dal desiderio ed è malata d'amore" dice Walt Whitman, persegue la poesia, non è perseguita: la bellezza insita nelle cose incarna un'urgenza di essere espressa, ed è quello che dice nei cinque versi di un tanka la poetessa giapponese Ōtagaki Rengetsu, stregata dalla luna nella baia di Ōsaka, sullo stretto di Akashi.

.

UTAGAWA KUNISADA, “IL POETA HITOMARO SULLA SPIAGGIA DELLA BAIA DI AKASHI”

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore, la bellezza, il pudore sono le tre forme sacre, i tre colori principali di ogni pura poesia.
SHOTA RUSTAVELI, Il cavaliere dalla pelle di leopardo

.



Ōtagaki Rengetsu (Kyoto, 10 febbraio 1791 – Nishigamo, 10 dicembre 1875),  monaca buddhista, poetessa e ceramista giapponese, ricordata come una delle poetesse giapponesi più importanti del diciannovesimo secolo.