Statistiche web

sabato 6 settembre 2014

Tremano le foglie

 

JACOBO RAUSKIN

PRELUDIO

Cerca e cerca l’amore una parola
e la incontra al confine del silenzio.
Tremano le foglie ma calmo è il vento.

(da Espantadiablos, 2007)

.

Tre endecasillabi bastano al poeta paraguaiano Jacobo Rauskin per definire l’essenza dell’amore: è qualcosa che non si può spiegare a parole, che non si riesce addirittura a dire. Ma può bastare un’immagine a raccontarne tutta la forza: come le foglie che tremano senza che il vento si sia levato…

.

GreenLeaves_2

FOTOGRAFIA © EXTRAWALLPAPERS

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La forza dell’amore è la stessa forza dell'anima o della verità.
MOHANDAS KARAMCHAND GANDHI, Il mio credo, il mio pensiero

.



Jacobo A. Rauskin (Villarrica, 13 dicembre 1941),  poeta paraguaiano. Ha iniziato a pubblicare negli anni '60, ricevendo il Premio Nazionale di Letteratura 2007. Insegnante emerito di Letteratura all'Università Cattolica di Asunción, è membro della Royal Spanish Academy.

venerdì 5 settembre 2014

I nomi giusti

 

HILDE DOMIN

SALVA NOS

1

Oggi noi chiamiamo
oggi noi diamo un nome.
Una voce
che dice una parola
l’accaduto

con quel poco d’aria che ci sale
con nient’altro che il nostro respiro
modellando vocali e consonanti
fino a una parola
a un nome

si addomestica
l’inaddomesticabile
si costringe
quanto dura un battito del cuore
ad essere nostra cosa.


2

Questa è la nostra libertà
dando i nomi giusti
senza paura
con la piccola voce

chiamandosi l’un l’altro
con la piccola voce
chiamare per nome ciò che divora
con nient’altro che il nostro respiro

salva nos ex ore leonis
tenere aperte le fauci
in cui abitare
non è nostra scelta
.

(da Hier, 1964 - Traduzione di Daniela Maurizi)


“Diamo un nome” dice Hilde Domin, poetessa tedesca: è l’atto con cui Adamo nella Genesi nomina tutti gli animali, è il segno con cui si riconosce la realtà. Ed è, parlando di poesia, il momento in cui si esprime la “non parola / tesa fra / parola e parola”, in cui si piegano alla parola gli accadimenti del vivere e i misteri del mondo, in cui il poeta come un nuovo Adamo nomina le cose.

.

Hilde_Domin03

HILDE DOMIN

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Niente è più potente della parola: una catena di forti ragioni e di alti pensieri è un legame che non si rompe. La parola, come la fionda di David abbatte i violenti e fa cadere i forti.
ANATOLE FRANCE, Il signor Bergeret a Parigi




Hilde Domin, pseduonimo di Hildegard Dina Löwenstein (Colonia, 27 luglio 1909 – Heidelberg, 22 febbraio 2006),  poetessa e scrittrice tedesca. L' esperienza traumatizzante della persecuzione nazista e dell'esilio nella Repubblica Dominicana fu altrettanto formativa per l'identità così come per l'opera poetica della poetessa, che perfezionò la sua padronanza della tecnica dei ritmi liberi con una maestria rara.


giovedì 4 settembre 2014

Questo verso è il presente

 

JOAN BROSSA

IL TEMPO

Questo verso è il presente.
Il verso che avete letto è già il passato
- è rimasto indietro dopo la lettura.
Il resto della poesia è il futuro,
che esiste al di fuori della vostra
percezione.
Le parole
sono qui, sia che voi le leggiate
sia che non le leggiate. E nessuna forza terrestre
lo può modificare.

.

Joan Brossa era un grande artista visuale catalano: detto questo, allora non sorprende la sua interpretazione del tempo attraverso una poesia in cui presente, passato e futuro si estrinsecano filosoficamente come una delle tante opere plastiche di quelle che Brossa disseminò per Barcellona.

.

Contes,1986

JUAN BROSSA, “CONTES”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Siamo i giullari del tempo e del terrore: i giorni / Si impossessano di noi e ci derubano; malgrado ciò viviamo.
GEORGE GORDON BYRON




Joan Brossa i Cuervo (Barcellona, 19 gennaio 1919 – 30 dicembre 1998), poeta, drammaturgo, artista plastico e designer grafico catalano. È ritenuto il massimo esponente della poesia visiva non solo della letteratura catalana, ma il pioniere di questo genere in Spagna e uno dei grandi riferimenti internazionali.


mercoledì 3 settembre 2014

Fine dell’estate

 

RAFFAELE CARRIERI

FINE STAGIONE

Fine stagione, fine del mare.
Fine del bianco e del celeste
Nei barattoli di vernice.
Fine delle tele dei lini.
Fine di Mozart nei clarini.
Fine del gelataio che passa
Come un angelo di carta.
Fine delle salive
Che hanno sapore di resine.
Fine di tutte le Indie:
Parasoli strisce palafitte
E Sara dietro le persiane.

Fine, fine di ciò che amo
E perdo in ogni istante.

(da La giornata è finita, Mondadori, 1963)

.

L’estate, se mai quest’anno è iniziata, sta finendo. Settembre la porta alla conclusione, svuota le spiagge e i villaggi di montagna. Il poeta tarantino Raffaele Carrieri, un po' come il Ghiannis Ritsos di Molto tardi nella notte, ne coglie la sottile malinconia. Non è solo l’estate che finisce, con i suoi ombrelloni, con i suoi colori bianchi e azzurri, il gelataio che passa, le ragazze in bikini: è una stagione della vita che finisce ogni giorno un po' di più.

.

Lazzaro

WALTER LAZZARO, “DIALOGO”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Consuma il tempo / Radice ramo / Il bosco il bastimento / E l’animo solitario / Del capitano.
RAFFAELE CARRIERI, Io che sono cicala




Raffaele Carrieri (Taranto, 23 febbraio 1905 – Pietrasanta, 14 settembre 1984), scrittore e poeta italiano. A quattordici anni abbandonò la città natale e viaggiò imbarcandosi come marinaio su bastimenti mercantili. Tornato in Italia fu per due anni gabelliere a Palermo. ”La mia poesia è tutta autobiografica; ispirata a fatti realmente accaduti, a viaggi, a soggiorni in paesi stranieri” scrisse di sé.

martedì 2 settembre 2014

Nel Tibet del tappeto

 

ELSE LASKER-SCHÜLER

UN VECCHIO TAPPETO TIBETANO

La tua anima che la mia ama,
è intrecciata con lei nel Tibet del tappeto.

Raggio nel raggio, colori innamorati,
stelle che si rincorrono lungo il cielo.

I nostri piedi poggiano sulla preziosa trama
ma per mille e mille maglie son distanti.

O dolce figlio del Lama
sul trono del fiore muschiato,
da quanto tempo ormai la tua bocca la mia bacia
e la tua guancia è sulla mia
per i tempi trapuntati dai colori?

(da Poesie, Acquaviva, 2004 – Traduzione di G. D’Ambrosio Angelillo)

.

Else Lasker-Schüler fu la principale esponente della poesia ebraica tedesca: temi d’amore nella sua opera si mescolano a preghiere e riflessioni religiose e bibliche, attenzione anche all’Oriente come un luogo mitico. Così appare anche quel Tibet richiamato da un tappeto in questa poesia pubblicata la prima volta sulla rivista Der Sturm l’8 dicembre 1910: la metafora esprime perfettamente l’essenza del vero amore, che è un intrecciarsi di fili, un tessuto di dare e avere che rende un armonico disegno.

.

Vaughn

HELEN VAUGHN, “YOUNG WOMAN ON A ORIENTAL RUG”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
È necessario percepire l’attimo dell’amore, / allora vediamo la patria reciprocamente nei nostri occhi.
ELSE LASKER-SCHÜLER, Poesie




LaskerElse Lasker-Schüler, all'anagrafe Elisabeth Schüler (Elberfeld, 11 febbraio 1869 – Gerusalemme, 22 gennaio 1945), poetessa tedesca. Frequentò l’ambiente espressionista, i cui autori la sostennero economicamente dopo il secondo divorzio. Nel 1933, pochi mesi dopo aver vinto il Premio Kleist, emigrò a Zurigo in seguito alle minacce naziste.


lunedì 1 settembre 2014

Altre due poesie per settembre

 

Settembre porta sempre con sé una suggestione di memoria, come in questa poesia di Maria Luisa Spaziani esistenziale certo, ma anche, in questo caso, letteraria. L’estate che finisce, l’autunno che comincia a manifestare qua e là i suoi colori, evoca una sottile malinconia, come nei versi di Diego Valeri.


Tuscany

.VICTORIA CHRISTIAN, “TUSCANY, ITALY, COUNTRYSIDE SCENE”



MARIA LUISA SPAZIANI

RIFLESSO DI UN RIFLESSO

Il settembre a Croisset è una fulva trentenne,
con dolcezza prelude a una candida mèche.
sarai ombra di un’ombra, riflesso di un riflesso,
ma un riflesso è forse tutto quello che c’è.

La diligenza impolvera le siepi di Maleine,
passano uccelli neri sul fiume tutto d’oro.
Graffia un suono e s’impone nel tramonto sonoro.
Sarà il corvo di Poe? Quello di La Fontaine?

(da Transito con catene, Mondadori, 1977)

.

.

.

.

DIEGO VALERI

SETTEMBRE SUL MARE

Mare in pace,
con susurrare di piccole onde,
pioppi tremanti foglia a foglia,
con lungo sospiro, nel cielo fermo.

Settembre, è questo il tuo sonno leggero,
il tuo leggero sognare,
poi ch’ài deposto dal cuore la grave
felicità di amare.

(da Verità di uno, Mondadori, 1970)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Settembre, dolce come un fanciullo malato, / si stende pigro su la proda del fosso.
DIEGO VALERI, Poesie




Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


domenica 31 agosto 2014

Chi un canto ha dato

 

MARINA CVETAEVA

ALLA MEMORIA DI SERGEJ ESENIN

...E non pietà - poco ha vissuto,
e non amarezza - poco ha dato -
molto ha vissuto - chi nei nostri giorni
ha vissuto, tutto ha dato - chi un canto ha dato.

Gennaio 1926

.

Il 28 dicembre 1925 il poeta russo Sergej Esenin, ex marito della celebre ballerina Isadora Duncan, fu trovato impiccato nella stanza numero 5 dell’Hotel Angleterre di San Pietroburgo - allora Leningrado. Una morte ambigua, che ancora adesso non si sa con certezza se considerare suicidio o una messinscena della GPU, la polizia segreta del regime sovietico. Questo è l’omaggio di un’altra inquieta poetessa russa, Marina Cvetaeva, che pure non amava lo stile di Esenin: “Non credo in lui, non soffro di lui; sempre sento: com’è facile essere un Esenin!” scriveva pochi mesi prima all’amico Boris Pasternak, ponendo in risalto la differenza tra la musicalità e l’estetica dei versi di Esenin e la ricerca dell’essenza a discapito della forma propria invece della sua poesia. Ma quando Esenin scompare a soli 30 anni, Marina Cvetaeva gli rende l’onore delle armi, riconoscendo che in fondo la poesia è poesia in tutte le sue forme.

.

151

ALEXEY AKINDINOV, “ESENIN E ISADORA”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ma c'è in Esenin, evocatore di ritmi, luci, colori, odori, un'altra realtà; l'infanzia del suo linguaggio con immagini strappate ad ogni spirale logica e segni, quasi discografia distorta, che sfuggono alle architetture sintattiche abituali...
SALVATORE QUASIMODO




Marina Ivanovna Cvetaeva (Mosca, 8 ottobre 1892 – Elabuga, 31 agosto 1941), poetessa e scrittrice russa. Divenuta una delle migliori voci del simbolismo russo, fu invisa al regime stalinista. Esule a Berlino e Parigi, tornò in patria nel 1939 alla ricerca del marito, fucilato dall NKVD e della figlia, in campo di lavoro. Disperata e isolata, si uccise nel 1941.