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sabato 7 dicembre 2013

Due

 

GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER

DUE ROSSE LINGUE DI FUOCO

Due rosse lingue di fuoco
che allo stesso tempo avvinte
si avvicinano, e baciandosi
formano una sola fiamma;

due note che dal liuto
a un tempo strappa la mano,
e nello spazio s'incontrano
e armoniose s'abbracciano;

due onde che insieme giungono
per morire sulla spiaggia,
e al rompersi s'incoronano
di un'aureola argentata;

due brandelli di vapore
che dal lago si sollevano,
e all'unirsi là nel cielo
formano una nuvola bianca;

due idee che all'unisono sbocciano
due baci che a un tempo schioccano;
due echi che si confondono...
tutto ciò sono le nostre due anime.

(da Rime, 1871)

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Due che diventano uno: in sintesi questo è l’amore, ed è quello che il poeta spagnolo Gustavo Adolfo Bécquer esprime per mezzo di una serie di immagini di stampo puramente romantico in questa che è la XXIV delle sue Rimas, l’opera che avrebbe dovuto finalmente pubblicare nel corso del 1868 ma il cui unico manoscritto andò distrutto nell’incendio della  casa del finanziatore del libro durante le rivolte contro il regime di Isabella II e che Bécquer ricostruì a memoria l’anno successivo.

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Love on the Rocks

RALPH, “LOVE ON THE ROCKS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Finché ci saranno occhi che riflettano / gli occhi che li guardano, / finché risponderanno le labbra sospirando / alle labbra che sospirano, / finché in un bacio possano sentirsi / due anime unite, / finché ci sarà una bella donna / ci sarà poesia!
GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER, Rime




Gustavo Adolfo Claudio Domínguez Bastida, più noto come Gustavo Adolfo Bécquer (Siviglia, 17 febbraio 1836 – Madrid, 22 dicembre 1870), poeta, scrittore e giornalista spagnolo. Il suo ideale poetico è lo sviluppo di una lirica intimista, espressa con sincerità, semplicità, musicalità di forma e facilità di stile, ispirata da Heine, Byron e De Musset e che a sua volta ispirerà i modernisti spagnoli.



venerdì 6 dicembre 2013

Spiegare una poesia

 

GHIANNIS RITSOS

SPIEGAZIONE NECESSARIA

Ci sono versi – a volte intere poesie -
che neanch’io so cosa vogliono dire. Quello che non so
mi trattiene ancora. E tu hai ragione di chiedere. Ma non chiedermelo.
Ti ho detto che non so.
                                   Due luci parallele
dallo stesso centro. Il rumore dell’acqua
che cade, d’inverno sulla grondaia colma
o il rumore di una goccia che cade
da una rosa nel giardino innaffiato
lentamente, lentamente, una sera primaverile
come il singhiozzo di un uccello. Non so
cosa vuol dire questo rumore; e tuttavia l’accetto.
Le cose che so te le spiego. Non lo dimentico.
Ma anche queste aggiungono qualcosa alla nostra vita. La guardavo
mentre dormiva, il ginocchio piegato sotto il lenzuolo -
Non era solo l’amore. Questo angolo
era il crinale della tenerezza, e il profumo
del lenzuolo, di pulito e di primavera completavano
quell’inspiegabile che ho tentato, ancora inutilmente, di spiegarti.

(da Esercizi, 1950-1960)

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“Le cose che so te le spiego” dice Ghiannis Ritsos, ma il significato di ogni poesia va oltre: è inspiegabile certo, come notava Octavio Paz, ma questo non implica che sia inintelligibile. Ci sono poesie che “sentiamo”, come se leggessimo tra le righe, che ci scavano dentro e si aprono al loro significato: per citare ancora Paz: “Tra ciò che vedo e dico, / tra ciò che dico e taccio, / tra ciò che taccio e sogno, / tra ciò che sogno e scordo, / la poesia”.

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Campbell

SOPHIE CAMPBELL, “EYES OF POESIA”

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LA FRASE DEL GIORNO
[La poesia] è la lama di luce che permette di scorgere per un breve istante il segreto che si cela nell’oscurità. È in questo che il poeta è simile al profeta, nel disperato tentativo di rivelare al mondo la verità.
V. GRANIERO, V. MORETTI, D. RIVA, C. TALAMO, Uno, doje, tre e quattro




Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


giovedì 5 dicembre 2013

La colomba

 

HILDE DOMIN

CANZONI D’INCORAGGIAMENTO

I

I nostri cuscini sono bagnati
dalle lacrime
di sogni sconvolti.

Ma di nuovo sale
dalle nostre mani
vuote smarrite
la colomba.

II

Per lungo tempo sei stato cacciato
intorno alle mura senza porte della città.

Tu fuggi e spargi
i nomi confusi delle cose
dietro di te.

Fiducia, questo difficile
ABC.

Io faccio un piccolo segno
nell’aria,
invisibile,
dove inizia la nuova città,
Gerusalemme,
la città d’oro,
dal niente.

(da Gesammelte Gedichte, 1987 - Traduzione di Daniela Maurizi)

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Hilde Domin, poetessa ebrea tedesca, esule per sfuggire al nazismo in Italia prima e poi a Santo Domingo – da qui il suo pseudonimo – teorizzava la necessità dell’uomo di essere veramente se stesso, ovvero di rimanere umano, di conoscere l’altro e di riconoscersi in lui. Cosa più della fiducia e della speranza può realizzare questa apertura? “Dove gli occhi si incontrano / tu nasci”.

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PABLO PICASSO, “IL VOLTO DELLA PACE”, 1950

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LA FRASE DEL GIORNO
Nessuno porta la vita da solo / volteggiando e volteggiando.
HILDE DOMIN




Hilde Domin, pseduonimo di Hildegard Dina Löwenstein (Colonia, 27 luglio 1909 – Heidelberg, 22 febbraio 2006),  poetessa e scrittrice tedesca. L' esperienza traumatizzante della persecuzione nazista e dell'esilio nella Repubblica Dominicana fu altrettanto formativa per l'identità così come per l'opera poetica della poetessa, che perfezionò la sua padronanza della tecnica dei ritmi liberi con una maestria rara.


mercoledì 4 dicembre 2013

Per essere baciato

 

GHIORGOS THÉMELIS

QUALCOSA CHE RESTI

Qualcosa che resti su di me,
un abbaglio dal tuo volto,
perché brillino di bellezza i miei occhi.

Qualcosa che resti del tuo sguardo
nel mio sguardo, come ombra.

Intrecciando le mie palpebre con le tue
in uno sguardo chiuso per vedere diversamente.

Ch’io baci le tue labbra per essere baciato.

(da Poesia greca contemporanea, 1968 - Traduzione Di Cristino G. Sangiglio)

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La poetica del greco Ghiorgos Thémelis è tutta rivolta allo “sforzo di esistere”, ovvero alla ricerca di qualcosa che porti alla luce la vita, che consenta di uscire dalle tenebre del mondo. Il superamento avviene in questo caso attraverso l’amore, strumento principale anche per Ritsos, ad esempio: la condivisione, l’unione anche spirituale con l’altro, come mezzo per nobilitare la condizione umana.

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Sguardo

IMMAGINE © LIFESTYLE

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LA FRASE DEL GIORNO
C’impigliamo nell’amore / come tra una rete / (...) / in mezzo a questa rete delle anime.
GHIORGOS THÉMELIS




Ghiorgos Thémelis (Samo, 23 agosto 1900 – Salonicco, 17 aprile 1976), poeta, saggista e drammaturgo greco. Insegnante liceale, animò con riviste l’ambiente culturale macedone. La sua poesia è caratterizzata da un’inquietudine di fondo e da una tensione esistenziale.




martedì 3 dicembre 2013

Al sole del tempo

 

CARLO BETOCCHI

LA VERITÀ

La verità, oltre la lucida fibra
dei sensi, va verso la squallida,
l’infinitamente squallida plaga
dell’eterno. Ma ahi noi! che qui sostiamo

al sole del tempo, noi abitanti
dell’effimero, lungi dall’affascinante
tenebra dove tutti i misteri tralucono!
Palpitava di brezze il cielo al quale alludo

allorché mi si rivelò, e fu per un istante,
e i voli delle veridiche colombe
mi trascinavano senza respiro;
ed io gioivo del mio morir come foglia

al quieto transito d’un giorno d’autunno.

(da Poesie del sabato, 1980)

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È un ottantenne Carlo Betocchi quello che si interroga ancora una volta sul senso della vita, sul significato del percorso terrestre “fra tante che ombre che vanno / continuamente, all’ombra eterna”. Sente di avere percepito in qualche modo quella rivelazione – un radioso cielo d’autunno assurto a simbolo – proprio come capita durante un temporale notturno di scorgere le cose al chiarore di un lampo per un istante effimero.

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Cropsey

JASPER FRANCIS CROPSEY, “HAZY AFTERNOON, AUTUMN”

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LA FRASE DEL GIORNO
E vien la sera. / E i pensieri s'intrecciano, e le rondini. / E non siamo più noi; siamo i profondi / cieli dell'esistenza, alti come intera // e profondissima, cupa, nel suo indaco.
CARLO BETOCCHI, L’estate di San Martino




Carlo Betocchi (Torino, 23 gennaio 1899 – Bordighera, 25 maggio 1986, poeta e scrittore italiano. Fra i poeti ermetici è considerato una sorta di guida morale. Tuttavia, contrariamente a loro, fondava le sue poesie non su procedimenti analogici che evocano significati, ma su un linguaggio diretto, sul realismo e sulla tensione morale.


lunedì 2 dicembre 2013

Voce di donna al telefono

 

NIKOLAJ GUMILËV

AL TELEFONO

Una voce di donna al telefono
La si ascolta inattesa e ardita.
Quanta dolce armonia
In questa voce senza corpo.

La Sorte nel suo scorrere benevolo
Non sempre passa al largo:
Il canto di lode del serafino
È come la tua voce al telefono.

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Nikolaj Gumilëv, marito di Anna Achmatova, fucilato dai bolscevichi e la cui opera fu proibita per tutto il periodo del regime sovietico, fu uno dei protagonisti dell’acmeismo, corrente letteraria russa che si voleva contrapporre al simbolismo: dunque, tra i suoi connotati c’era l’opposto, ovvero la rappresentazione concreta della realtà. E questa voce di donna al telefono è espressione sia del modernismo sia del quotidiano. Voce senza corpo, pura voce, come quella di un angelo.

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Phone

IMMAGINE TRATTA DA PINTEREST

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LA FRASE DEL GIORNO
Si scoprono al telefono le inflessioni di una voce che non si distingue finché non è dissociata da un viso in cui si oggettiva la sua espressione.
MARCEL PROUST, Albertine scomparsa




Nikolaj Stepanovič Gumilëv (Kronštadt, 15 aprile 1886 – San Pietroburgo [Pietrogrado], 26 agosto 1921), poeta e critico letterario russo. Fondatore dell'Acmeismo, affermava la vita e le conquiste della volontà. Le sue poesie, solenni e suggestive nella semplicità e chiarezza del verso, influirono sui poeti russi e sulla moglie Anna Achmatova. Accusato ingiustamente di attività antirivoluzionarie, fu fucilato dai bolscevichi.


domenica 1 dicembre 2013

Dicembre: due poesie

 

Inutile girarci intorno: dicembre è il mese del solstizio d’inverno e del Natale. Due feste di luce e di luci, che si intrecciarono nel corso dei secoli fino a questo Natale odierno commerciale e laico, americanizzato e decristianizzato. Alle luci e al messaggio ad esse legato dedica i suoi versi il poeta svedese Lars Gustafsson. La cattolica non dogmatica austriaca Christine Busta si interessa invece a un dicembre più spirituale, una lunga preparazione alla festa.


Christmas

PASCAL CAMPION, “CHRISTMAS IS COMING”, PARTICOLARE.

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LARS GUSTAFSSON

DICEMBRE È SEMPRE STATO IL MESE

Dicembre è sempre stato il mese
in cui si smetteva di esistere.
Si diventava una parentesi nel buio, o poco più.
Si accendevano lanterne, lampade e candele.
Ma era evidente
che non bastavano
contro il fiume straripante delle tenebre.
È facile capire
un messaggio natalizio
più pagano, più primitivo:
A qualsiasi costo con torce e fiaccole
riavere una luce solare
il cui ritorno non era mai scontato.

(da Sulla ricchezza dei mondi abitati, Crocetti, 2010)

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CHRISTINE BUSTA

CIÒ CHE VORREI DONARTI PER L’AVVENTO

Un suono d’organo antidoto al mattino cupo,
il mio respiro contro il vento gelido del giorno,
fiocchi di neve come promessa di stelle la sera
e una luce per la via di chi era dato per perso,
l’angelo, che nel cuore della notte
annuncia la rinascita dell’amore.
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LA FRASE DEL GIORNO
Ecco il mese di Posidone / comincia; e gonfiano d'acqua / le nubi e cupamente / le impetuose bufere rombano
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ANACREONTE




Lars_Gustafsson_02

Lars Gustafsson (Västerås, 17 maggio 1936), poeta e scrittore svedese. Dalla fine degli Anni ‘50 ha prodotto una copiosa opera letteraria composta da romanzi, saggi, poesie e racconti. Nominato al Nobel, ottenne la Medaglia di Goethe.


Christine Busta (Vienna, 23 aprile 1915 – 3 dicembre 1987),  poetessa austriaca. Si colloca nella lunga tradizione cristiana e trae temi e immagini dal Vangelo dipingendo un Dio enigmatico e oscuro, misericordioso, ma anche giudice inesorabile e legislatore severo. Entra in empatia anche con il mondo "pagano" dei miti greci.