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mercoledì 17 dicembre 2008

Cartoline natalizie


Ora le cartoline natalizie non sono quasi più usate: la tecnologia del telefono cellulare e l'SMS le hanno uccise, insieme alla loro poesia. Sembra che questo sia il pedaggio da pagare al progresso e alle sue comodità.

La prima cartolina con soggetto natalizio apparve in Gran Bretagna nel 1843, ideata da Henry Cole. Costui, assistente dell'inventore del francobollo Rowland Hill, chiese all'artista John Callcott Horsley il disegno di un classico "quadretto" inglese dell'epoca: una famiglia seduta al tavolo il giorno di Natale che brinda e mangia il tipico dolce locale, il pudding di prugne. Ai lati dell'immagine Horsley raffigurò alcuni poveri beneficiati e completò il tutto con la scritta "Buon Natale e auguri per l'anno nuovo", divenuta il messaggio più scritto in occasione della festività.

Il cartoncino fu riprodotto in mille esemplari da un litografo di Holborn, il signor Jobbins, e posto in vendita a Londra, in un emporio di Bond Street, al prezzo di uno scellino. Il successo fu indescrivibile: subito i cartoncini augurali, sciolti o infilati in appositi buste, furono prodotti a ritmo industriale. Al Museo del Design, fondato dallo stesso Henry Cole, si può ammirare una collezione di oltre 10.000 biglietti, donata nel 1980 da George Buday, che fu il maggior collezionista al mondo di cartoline natalizie.



Cartolina di Louis. Prang & Co. Boston



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LA FRASE DEL GIORNO
Non sai che cosa sia il Natale fin quando non lo perdi in qualche terra straniera.

ERNEST HEMINGWAY, Dal nostro inviato Ernest Hemingway

martedì 16 dicembre 2008

Proust all'asta

 

MARCEL PROUST

ALTA, SLANCIATA, BELLA E MAGRA


Alta, slanciata, bella e magra,
ora stanca, ora allegra
incanta i principi come la teppa
scaglia a Marcel una parola pungente
gli ricambia il miele con l'aceto,
spiritosa, agile, integra
così è la nipote di Negro.

Grande, fine, belle et maigre,
Tantôt lasse, tantôt allègre
Charmant les princes comme la pègre
Lançant a Marcel un mot aigre,
Lui rendant pour le miel le vinaigre,
Spirituelle, agile, intégre
Telle est la nièce de Nègre.


Oggi Sotheby's metterà all'asta tra le varie carte autografe questa poesia inedita di Marcel Proust. Non sono che sette versi di circostanza scritti nel 1922, pochi mesi prima di morire, dall'autore della "Recherche" alla trentunenne governante Celeste Alberet. Il foglio era tra le carte della Alberet, scomparsa nel 1984. Evidentemente Proust era stato ammaliato dal carattere di questa fedele donna di servizio. Tra i documenti all'asta c'è anche l'ultimo biglietto scritto da Proust, malato, il giorno stesso della sua morte, il 18 novembre 1922: “Céleste Odilon può partire tra dieci minuti e tornare verso le 6 1/2. 7 del mattino. Avvicinatemi la sedia.” Sul retro del foglio “Avevo capito ferro (fer) invece di vetro (verre)”. Dunque erano le sette del mattino: Proust che nella sua stanza rivestita di sughero stava provando a bere un po’ di caffè ne macchiò anche il biglietto. Alle quattro e mezzo del pomeriggio spirò.





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LA FRASE DEL GIORNO
Le donne chiamano gentilezza il fatto che ci si ricordi della loro bellezza, come gli artisti quello che si ammirino le loro opere.
MARCEL PROUST, Il tempo ritrovato




Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust (Parigi, 10 luglio 1871 – 18 novembre 1922), scrittore, saggista e critico letterario francese. La sua importanza è legata alla potenza espressiva della sua originale scrittura, ed alle minuziose descrizioni dei processi interiori, legati al ricordo e al sentimento umano; la Recherche infatti è un viaggio nel tempo e nella memoria che si snoda tra vizi e virtù.


lunedì 15 dicembre 2008

Ricette letterarie - 5

I "criminosi biscotti" di Lucy

PATRICIA CORNWELL
La cena di Natale


Kay Scarpetta è la famosa anatomopatologa scaturita dalla penna di Patricia Cornwell: si dedica a un lavoraccio orribile, analizza i corpi delle persone assassinate per stabilirne la causa di morte. Qua e là nei suoi gialli c'è qualche ricetta, anche se troppo spesso Kay apre il capiente freezer e mette a scaldare nel microonde un surgelato. Quando ha tempo si sfoga a cucinare piatti che mescolano le sue origini italiane alle tradizioni americane.

Ma c'è un lungo racconto che è un omaggio al Natale: alla tavola della festa si accomodano la dottoressa, la nipote Lucy, agente dell'FBI, e l'inseparabile poliziotto Pete Marino. Mentre questi prepara un micidiale eggnog con dodici uova e tanto liquore e la zia si dedica a una "pizza con una marcia in più" (sono americani, il Natale ha delle tradizioni tutte sue!), Lucy si dedica ai "criminosi biscotti":

- Preriscaldare il forno a 180 gradi
- Sciogliere una tazza di burro in una terrina capace
- Incorporarvi dello zucchero di canna mischiato a zucchero bianco così da formare una pasta
- Rompervi due uova e mescolare
- Aggiungere abbastanza farina per raggiungere una consistenza umida e friabile
- Unire un cucchiaino da tè di lievito (o bicarbonato di sodio) e aroma di vaniglia
- Completare con delle noci di pecan spezzettate e delle gocce di cioccolato
- Formare delle piccole sfere di pasta e appiattirle, disporle sulla piastra del forno e cuocerle per 10 minuti.

Lucy li mangia ancora caldi, tuffandoli nella crema al whisky Baileys. Golosa...







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LA FRASE DEL GIORNO
Anche per desinare bisogna saper far uso dei principi della scienza.
PETRONIO ARBITRO




Patricia Daniels Cornwell
(Miami, Florida, 9 giugno 1956), scrittrice e giornalista statunitense. Ha raggiunto il successo come scrittrice di romanzi, centrando le proprie storie poliziesche sulla figura di un medico legale donna, Kay Scarpetta, che affronta e risolve casi di omicidio, alcune volte con l'aiuto della nipote Lucy, del poliziotto Pete Marino e del compagno e poi marito, Benton Wesley (agente FBI).


domenica 14 dicembre 2008

Nell'attesa la gioia



EUGENIO MONTALE

GLORIA DEL DISTESO MEZZOGIORNO


Gloria del disteso mezzogiorno
quand'ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d'attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.

Il sole, in alto - e un sécco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l'ora più bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.

L'arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s'una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia più compita.

(da Ossi di seppia, Gobetti, 1925)


Viviamo in una società che fa del vacuo e del banale, del leggero e della superficialità il suo credo: è così che in nome del marketing più sfrenato è nata la “destagionalizzazione”, parola orribile che significa la presenza di ogni tipo di frutta e verdura, ma anche di gelati, cioccolato e birra, in ogni stagione dell’anno sugli scaffali dei supermercati. Non dobbiamo più aspettare che maturino le ciliegie, che il campo ci doni gli asparagi e i carciofi, che venga il momento dei lamponi e delle albicocche. Almeno, resistono i panettoni: appaiono sempre prima, ma solo per i mesi intorno a Natale.

È uno svuotare il senso dell’attesa, così forte nella religione cristiana: la Quaresima, l’Avvento che stiamo vivendo in questi giorni di dicembre con il ricordo dei Natali passati e del desiderio che si amplificava giorno per giorno fino a esplodere la mattina di Natale con il rito dei pacchetti scartati sotto l'albero.

E così si spiega anche l’amore, divenuto ormai solo sesso frenetico, “mordi e fuggi", come certe vacanze da fine settimana, spremute più nel viaggio che nel loro effettivo svolgersi. Tutto diventa "occasionale" ed in questo modo si svuota di ogni valore.

Tenendo presenti tutte queste considerazioni, rileggiamo allora una delle più famose poesie di Montale, "Gloria del disteso mezzogiorno": nell'ora più calda di un giorno d'estate, presso il letto in secca di un torrente, il poeta sa che la giornata non è finita, attende che venga il tramonto, che giunga la pioggia a superare lo squallore di quel paesaggio aspro, a ridare la vita, ormai ridotta a parvenza, a "reliquia". Ma senza fretta... c'è gioia anche nell'attesa, nel desiderio.



Plinio Lomellini, "Marina ligure"



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LA FRASE DEL GIORNO
Perché cos'è l'uomo senza desideri, senza libertà e senza volontà se non una puntina nel cilindro di un organetto?
FEDOR DOSTOEVSKIJ, Memorie dal sottosuolo




Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.



sabato 13 dicembre 2008

Il tempo del desiderio


JORGE LUIS BORGES

NOSTALGIA DEL PRESENTE


In quel preciso momento l'uomo si disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividerlo adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l'uomo le stava accanto in Islanda.


Qual è il tempo del desiderio? Il futuro? Certo, si desidera che qualcosa avvenga, si attende, ci si appiglia a un giorno non ancora giunto. Ma è nel presente che si desidera, nell'adesso e qui.

Jorge Luis Borges, il più famoso scrittore argentino, ci mostra questo semplice paradosso attraverso una poesia.

Questi versi riecheggiano le parole di Alissa nel romanzo "La porta stretta" di André Gide: "Talvolta, involontariamente, ti cerco; interrompo la lettura e volgo bruscamente il capo... Mi pare che tu sia qui..."

E ancora riportano alla mente un brano del brevissimo racconto illustrato del 1979 di Richard Bach "Nessun luogo è lontano", dove il protagonista è in volo verso l'amata Rae e incontra svariati compagni di viaggio che gli fanno capire la filosofia della vita. Qui l'incontro è con un piccolo e saggio colibrì: «Ma sicuro che ci vado, alla festa», dissi io, «cos'è che ti riesce tanto difficile da capire?». Lui non rispose niente, lì per lì, ma quando arrivammo alla casa del gufo, mi disse: «Può forse una distanza materiale separarci dagli amici? Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?».

Qual è il tempo del desiderio?


Fotografia: Avonne



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LA FRASE DEL GIORNO
Che c'è di più bello dell'attesa della felicità?
CARLO CASSOLA, Ferrovia locale




Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986), scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico argentino. Creatore di un genere oggi designato “borgesiano”, a definire una concezione della vita come storia, come finzione, come opera contraffatta spacciata per veritiera, come fantasia o come reinvenzione della realtà.


venerdì 12 dicembre 2008

Langston Hughes


Qualche giorno fa ricorreva il sessantesimo anniversario della dichiarazione dei Diritti dell'Uomo: il 10 dicembre 1948 a Parigi veniva sancita come fondamentale per la persona umana l'uguaglianza senza discriminazioni per motivi di razza, religione, sesso e lingua. I firmatari, radunati dall'ONU neonata, ne caldeggiarono l'adozione a tutti i paesi del mondo, senza però renderla vincolante.

Molti anni sono passati e molti diritti sono stati acquisiti, tanto che un senatore afroamericano è salito alla presidenza degli Stati Uniti nello scorso novembre. Ma molte restano le disuguaglianze e l'11 settembre 2001 è stato un passo indietro per i diritti.

Comunque, quel senatore divenuto presidente, Barack Obama, nei suoi discorsi ha voluto citare "Un sogno rinviato", celebre componimento del poeta nero americano Langston Hughes. Questi, nato a Joplin, nel Missouri, nel 1902, fu marinaio in giro per il mondo e poi autista di autobus e cameriere a Washington. La sua "coscienza nera" è il preludio alla "negritudine" di Léopold Sedar-Senghor e Césaire Aimé e influenzerà tutto il mondo della poesia afroamericana, il jazz, il blues e lo spiritual. Le sofferenze del popolo nero sono raccontate con la voce di chi è stato strappato alle sue radici ed è stato sconfitto e insultato, non trova più la forza di lottare e di rialzarsi, si trova estraneo ad una terra dove è nato e anche ad una terra vagheggiata, l'Africa, alla quale è altrettanto estraneo, e tuttavia accetta questo suo dramma lamentandosi sommessamente. Ma Hughes racconta anche con la voce di chi ama con gioia e nostalgia questa terra dalla quale è difficile emergere, che respinge ed è conquistata solamente con fatica e grande forza d'animo, con l'orgoglio di essere neri e di fare parte dell'America con gli stessi diritti di tutti.


UN SOGNO RINVIATO


Che succede ad un sogno rinviato?
Forse si secca
come un chicco d'uva al sole?
O come una ferita
poi macera?
Ha il fetore della carne putrida?
O fa la crosta, come un dolce,
zuccherosa e umida?
Forse è solo
un carico pesante.
O forse scoppierà?


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ANCH'IO SONO L'AMERICA


Anch'io canto l'America
Sono il fratello scuro
Mi mandano a mangiare in cucina
Quando vengono gli ospiti
Ma io rido
e mangio bene
e divento più forte
Domani,
mi siederò al tavolo
quando vengono gli ospiti
Nessuno allora oserà dirmi
'vai a mangiare in cucina'.

Inoltre,
vedranno quanto sono bello
e si vergogneranno
Anch'io sono l'America.

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SONO UN NERO


Sono un Nero:
nero com'è nera la notte
nero come le viscere della mia Africa.
Sono stato schiavo:
Cesare mi fece pulire le sue gradinate,
lucidai gli stivali di Washington.
Sono stato operaio:
sotto le mie mani crebbero le Piramidi
preparai la malta per il "Woolworth Building".
Sono stato cantore:
per tutte le strade dall'Africa alla Georgia
portai i miei canti di dolore
inventai il ragtime.
Sono stato una vittima:
i Belgi nel Congo mi tagliarono le mani
ora mi linciano nel Texas.
Sono un nero:
nero com'è nera la notte
nero come le viscere della mia Africa.


Non si può leggere Langston Hughes senza vergognarsi per quelle sofferenze inflitte in nome di un ideale oscurantista, senza capire quanto sia necessario che quei Diritti dell'Uomo vengano applicati. Il mondo è ancora lontano dalla perfezione a cui aspirava la dichiarazione del 10 dicembre 1948.




Fotografia © College of Charleston



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LA FRASE DEL GIORNO
La libertà / è un seme robusto / seminato / nella grande necessità.
LANGSTON HUGHES, Libertà




James Mercer Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1º febbraio 1902 – New York, 22 maggio 1967), poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense. Si affermò già con la sua prima raccolta poetica, Weary blues, del 1926, come uno dei migliori poeti della tradizione popolare. È noto soprattutto per i suoi ritratti penetranti e vivaci della vita degli afroamericani negli Stati Uniti, dagli Anni Venti agli Anni Sessanta.


giovedì 11 dicembre 2008

1 su 133 milioni


Parliamo un po' di blog, oggi, basandoci sui numeri del rapporto di Technorati sullo Stato della Blogosfera 2008.

133.000.000 è il numero di blog censiti nel 2008, il doppio di un anno fa, quando erano 70.000.000. Nel 2005 erano 20.000.000, nel 2004 4.000.000. Ne è stata fatta di strada dal 1997, anno in cui i "weblog" furono fondati da un gruppo di utenti di Linux per dialogare tra loro.

Ma attenzione: quel numero immenso è fasullo. I blog attivi non sono che pochi milioni, la maggior parte è ormai morta da tempo, rimane nei motori di ricerca come bottiglie lanciate in mare. L'autore del messaggio non se ne cura più, chi casualmente apre la bottiglia e legge ciò che vi è scritto la ributta in mare. A tutti noi capita di ricercare qualcosa nel web e di imbatterci in uno di questi relitti: l'ultima data segnata è ormai lontana nel tempo. I blog aggiornati almeno una volta alla settimana sono poco più di un milione, addirittura quelli aggiornati giornalmente sono solo 900.000.

La ricerca poi valuta le motivazioni: il 75% dei bloggers li tiene per soddisfazione personale, il 54% per divertimento, il 42% per ricavarne un piccolo guadagno (naturalmente l'indagine, svolta in 60 paesi, consentiva risposte multiple). Altri dati: gli argomenti principali sono tecnologia, politica, musica e cinema; gli autori dei blog sono per lo più maschi (66%) e per metà hanno un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Quanto alla localizzazione geografica: il 43% si trova negli Stati Uniti, il 27% in Europa, il 13% in Asia; usano l'inglese nel 72% dei blog, ma non in Europa, dove si utilizzano 34 lingue.

I frequentatori invece sono numerosissimi: solo negli USA gli utenti dei blog sono 77 milioni, contro i 74 di Myspace e i 41 di Facebook. Nel mondo il 77% degli utenti attivi su Internet legge abitualmente almeno un blog.

"Il canto delle sirene" è uno su 133.000.000, ma anche uno dei 900.000 aggiornati quotidianamente. Le statistiche? Ogni giorno i suoi lettori sono un centinaio, arrivati per le strade più disparate. Pochi, ma buoni...


Immagine © Voltierdigital



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LA FRASE DEL GIORNO
Anche il progresso ha la sua poesia.
GIOVANNI GUARESCHI, Don Camillo e i giovani d'oggi